Olio di palma: Malesia pronta a interrompere l'export verso l'Ue, ecco perché - Borsa&Finanza

Olio di palma: Malesia pronta a interrompere l’export verso l’Ue, ecco perché

La Malesia potrebbe fermare le esportazioni di olio di palma verso l'Unione Europea. Lo ha affermato il Paese secondo produttore mondiale al mondo della materia prima. La ragione starebbe nel fatto che il blocco dei 27 ha imposto ulteriori restrizioni relativamente all'import di olio commestibile, sulle preoccupazioni della deforestazione. Al riguardo, il regolamento UE sull'aspetto della deforestazione si unisce alla direttiva europea sulle energie rinnovabili del 2018, la quale richiede che i carburanti a base di palma vengano eliminati entro il 2030. Tra l'altro, l'UE ha anche fissato un limite di sicurezza relativamente ai contaminanti alimentari per l'olio di palma rispetto ad altre tipologie di oli che derivano da soia, colza e girasole. La Malesia e l'Indonesia, che insieme rappresentano l'85% delle esportazioni mondiali di olio di palma, hanno citato in giudizio l'UE sulle energie rinnovabili, reputando di aver adottato tutte le misure di sicurezza richiesta dall'Unione, come l'adeguamento degli standard nazionali di certificazione del prodotto sostenibile e il miglioramento degli standard di protezione ambientale. Tuttavia, a giudizio dei due paesi asiatici, l'Europa continua a mettere nuove restrizioni. Per tutta risposta, Bruxelles ribadisce che l'intento è quello di fare in modo che la produzione di materie prime non determini una situazione di degrado forestale. Olio di palma: cosa succede se la Malesia chiude i ponti con l'Europa? Ancora non è molto chiaro come la Malesia bloccherà le esportazioni verso l'Unione Europea, cioè se considererà proprio un divieto diretto o opterà per mettere delle tariffe. In questo, il Governo malese ha riferito che sta conferendo con quello indonesiano per adottare la strategia più adeguata di fronte a ciò che ritengono sia un atteggiamento discriminatorio contro i loro prodotti. Secondo i dati del Malaysian Palm Oil Board, oggi il 9,4% dell'export di olio di palma della Malesia, corrispondente a 1,47 milioni di tonnellate, è diretto in Europa. Tuttavia, questo dato rappresenta un calo del 10% rispetto alle esportazioni del 2021 e soprattutto registra un crollo del 40% in confronto al 2015, quando venivano esportate 2,43 milioni di tonnellate del prodotto. La domanda ora è: se la Malesia non dovesse più esportare in Europa, dove potrebbe direzionare il suo olio di palma? Per compensare alle restrizioni UE, il Paese ha allacciato rapporti con importatori del Medio Oriente, dell'Asia centrale e del Nord Africa. Quindi, potrebbe intensificare gli scambi commerciali con queste nazioni. C'è da dire, però, che non sono poche le compagnie malesi che operano nel settore delle materie prime ad aver stabilito delle raffinerie in Europa e un atto governativo che interrompe i rapporti con l'Europa finirebbe per creare un grave danno alle stesse aziende.

La Malesia potrebbe fermare le esportazioni di olio di palma verso l’Unione europea. La ragione sarebbe legata alle ulteriori restrizioni che il blocco dei 27 ha imposto alle importazioni di olio commestibile, per limitare il problema della deforestazione. Al riguardo, il regolamento Ue  si somma alla direttiva europea sulle energie rinnovabili del 2018, la quale richiede che i carburanti a base di olio di palma vengano eliminati entro il 2030. L’Ue ha anche fissato un limite di sicurezza relativamente ai contaminanti alimentari per l’olio di palma rispetto ad altre tipologie di olii che derivano da soia, colza e girasole.

La Malesia e l’Indonesia, che insieme rappresentano l’85% delle esportazioni mondiali di olio di palma, hanno citato in giudizio l’Unione europea sulle energie rinnovabili, reputando di aver adottato tutte le misure di sicurezza richieste dall’Ue, come l’adeguamento degli standard nazionali di certificazione del prodotto sostenibile e il miglioramento degli standard di protezione ambientale. Tuttavia, a giudizio dei due paesi asiatici, l’Europa continua ad adottare nuove restrizioni. Per tutta risposta, Bruxelles ha ribadito che l’intento è fare in modo che la produzione di materie prime non determini una situazione di degrado forestale.

 

Olio di palma: cosa succede se la Malesia chiude i ponti con l’Europa?

Ancora non è chiaro come la Malesia bloccherà le esportazioni verso l’Unione europea, cioè se verrà imposto un divieto di export o delle tariffe. Il governo malese ha affermato di essere in contatto con quello indonesiano per adottare la strategia più adeguata di fronte a ciò che ritengono sia un atteggiamento discriminatorio contro i loro prodotti.

Secondo i dati del Malaysian Palm Oil Board, oggi il 9,4% dell’export di olio di palma della Malesia, corrispondente a 1,47 milioni di tonnellate, è diretto in Europa. Il dato è in calo del 10% rispetto alle esportazioni del 2021 e soprattutto registra un crollo del 40% in confronto al 2015, quando venivano esportate 2,43 milioni di tonnellate del prodotto.

La domanda ora è: se la Malesia non dovesse più esportare in Europa, dove potrebbe indirizzare il suo olio di palma? Per compensare le restrizioni Ue, il paese asiatico ha allacciato rapporti con importatori del Medio Oriente, dell’Asia centrale e del Nord Africa e potrebbe intensificare gli scambi commerciali con queste nazioni. C’è da dire, però, che non sono poche le compagnie malesi che operano nel settore delle materie prime ad aver costruito delle raffinerie in Europa e un atto governativo che interrompa i rapporti con l’Europa finirebbe per creare un grave danno a queste aziende.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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