Opzioni 0DTE: il ruolo sulle strategie di trading degli investitori retail

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Negli ultimi anni, il mercato delle opzioni 0DTE (zero days to expiration) ha registrato una crescita esponenziale, diventando una delle tendenze più rilevanti nel trading di investitori retail. Queste opzioni, che scadono nello stesso giorno in cui vengono negoziate, rappresentano oggi oltre il 75% del volume totale delle opzioni sull’S&P 500.

Source: CBOE[1]

 

Le opzioni 0DTE sono contratti derivati che danno il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare (call) o vendere (put) un’attività sottostante a un prezzo prefissato (strike) entro la fine della giornata. A differenza delle opzioni con scadenze più lunghe, il loro valore è altamente influenzato dalla volatilità realizzata intraday, che si esaurisce rapidamente. I trader retail le apprezzano per i premi più bassi (grazie al minor valore temporale, o theta), la possibilità di controllare grandi posizioni con poco capitale e la capacità di reagire immediatamente a notizie di mercato.

L’impatto degli investitori retail con esperienza di trading e trader sul mercato delle 0DTE è estremamente rilevante; infatti, più del 50% dei contratti sono conclusi da loro e con strategie differenti rispetto agli investitori istituzionali: i primi, infatti, limitano i rischi assunti a poche centinaia di dollari quando il valore nozionale di un contratto è superiore ai 500 mila.

L’aumento della popolarità di questa tipologia di opzioni è dovuto principalmente a tre caratteristiche principali: hanno un basso costo di ingresso, poiché i premi richiesti sono generalmente economici a causa del basso valore temporale, offrono per gli stessi motivi una leva piuttosto elevata e garantiscono un’ampia flessibilità di utilizzo.

Inoltre, con l’elezione di Trump e il moltiplicarsi di annunci e smentite sui dazi e altre notizie macroeconomiche, i trader hanno utilizzato le scadenze giornaliere anche in ottica di gestione del rischio.

In Italia, l’accesso diretto alle opzioni 0DTE può essere complesso per i trader retail, a causa di requisiti operativi e di margine elevati. Inoltre, la maggior parte degli intermediari italiani non danno accesso a questo segmento di mercato ai trader privati.

ll mercato dei prodotti di investimento offre una soluzione alternativa attraverso i cCovered warrant (CW), strumenti finanziari che replicano il payoff delle opzioni ma con una struttura più accessibile. Quotati sul segmento Sedex di Borsa Italiana, i CW permettono di operare a leva e con flessibilità, senza necessità di aprire un conto derivati dedicato e provvedere al versamento di un margine iniziale. Inoltre garantiscono una gestione semplificata, con premi contenuti e la possibilità di sfruttare movimenti di mercato a breve termine, rendendoli una valida alternativa per chi vuole operare con strumenti simili alle 0DTE ma con maggiore praticità di un prodotto quotato in euro su un Mtf.

I Covered Warrant (CW) sono strumenti finanziari derivati che offrono agli investitori la possibilità di acquistare (covered warrant call) o vendere (covered warrant put”) un’attività finanziaria sottostante, come un’azione o un indice, a un prezzo prefissato, detto “strike” o “prezzo di esercizio”, entro una determinata data di scadenza. L’accesso a questa facoltà avviene mediante il pagamento di un premio: stesso meccanismo delle opzioni.

Uno degli aspetti più rilevanti di questi strumenti è la capacità di limitare il rischio all’ammontare del premio investito. Il livello di “break-even” indica il punto oltre il quale, nel caso dei covered warrant call, o sotto il quale, nel caso dei covered warrant put, l’investitore può realizzare un guadagno alla scadenza.

L’acquisto di un covered warrant put, ad esempio, consente di ottenere potenziali benefici in caso di ribasso del mercato, sia grazie a un aumento della volatilità – che può far salire il prezzo del CW anche in assenza di forti movimenti dell’indice – sia attraverso il cosiddetto “delta”, ovvero il diretto apprezzamento del contratto, derivante dal movimento (discesa per i CW put e rialzo per i CW call) del sottostante. La scelta del livello di strike e l’intensità del movimento ribassista sono determinanti per l’entità del rendimento potenziale.

Rispetto all’utilizzo di strumenti più “direzionali”, come ad esempio mini future o gli Etf, i covered warrant (e le opzioni) consentono maggiore flessibilità nel durante e non presentano il rischio di andare in stop-loss nel breve periodo

Confrontando i covered warrant con le strategie in opzioni, i primi hanno come vantaggio una gestione operativa molto semplificata: infatti è sufficiente acquistare un singolo codice Isin attraverso lo stesso conto titoli normalmente utilizzato per investimenti azionari, obbligazionari o in Etf, senza aprire un conto derivati come richiederebbe per un’analoga strategia in opzioni.

[1] https://www.cboe.com/insights/posts/0-dt-es-decoded-positioning-trends-and-market-impact/

 

A cura di Nevia Gregorini, Head of Exchange Traded Solutions Italy di BNP Paribas Corporate & Institutional Banking e di Giovanna Zanotti, Direttore Scientifico di ACEPI e Professore Ordinario dell’Università di Bergamo.

Immagine di ACEPI

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