Il mondo del risparmio sta vivendo una trasformazione profonda, dettata non solo dalla tecnologia, ma da un imminente e massiccio passaggio di testimone generazionale. Elisa Ori, responsabile per l’Italia di Bnp Paribas AM, ha tracciato un quadro breve ma esaustivo di questo cambiamento ai microfoni di Borsa&Finanza, in occasione del Salone del Risparmio 2026.
“Entro il 2045, in Italia, circa 6.400 miliardi di euro passeranno dalle mani delle generazioni più anziane a quelle dei giovani” ha sottolineato. Questa eredità non è solo monetaria, ma porta con sé nuove abitudini e aspettative. La consulenza finanziaria si trova quindi a dover dialogare con una platea diversa, composta da giovani e donne, sempre più inclini a delegare la gestione dei propri patrimoni ma con modalità comunicative radicalmente nuove.
Oltre il digitale: la fiducia come pilastro
In questo scenario, il digitale smette di essere un semplice accessorio o un canale secondario per diventare il tessuto connettivo della relazione tra consulente e cliente. Non si tratta solo di “giovani nativi digitali”: la tecnologia è ormai uno strumento trasversale che permette di arrivare all’appuntamento con il consulente con un bagaglio di informazioni (o talvolta disinformazioni) già strutturato. Secondo Elisa Ori, la sfida per le reti è proprio quella di integrare questi strumenti non per sostituire il tocco umano, ma per elevarlo. Come sottolineato nell’intervista: “Alla base di tutto rimane una cosa fondamentale: la fiducia”. La tecnologia, in quest’ottica, diventa il mezzo per alimentare quel legame fiduciario che resta il cuore pulsante di ogni scelta d’investimento.
La fabbrica del prodotto e l’efficienza invisibile
L’impatto della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale non si ferma però alla superficie della comunicazione, ma scava in profondità fino alla struttura stessa delle “fabbriche prodotto”. Per Bnp Paribas AM, l’evoluzione tecnologica significa ottimizzare ogni fase della filiera: dalla gestione dei dati alla massimizzazione dell’efficienza nelle attività di pre e post-trading. Questa “disruption” silenziosa permette di trasformare il prodotto finanziario da mero oggetto di vendita a strumento sartoriale, capace di adattarsi alle esigenze reali dei clienti. È un’efficienza invisibile all’occhio del risparmiatore, ma essenziale per garantire che le strategie d’investimento siano solide, veloci e coerenti con un mercato in continua mutazione.
L’intervista di Elisa Ori









