Oro: a marzo afflussi record negli ETP - Borsa e Finanza

Oro: a marzo afflussi record negli ETP

Oro: a marzo afflussi record negli ETP

Gli investitori sono tornati a comprare oro massicciamente nel mese di marzo. In base ai dati rilasciati da BlackRock, vi è stato un aumento record a 11,3 miliardi di dollari degli afflussi di ETP sul metallo giallo. La cifra è di 5 volte quella di febbraio e ha superato il picco di 9,4 miliardi di dollari del mese di luglio del 2020. Questo ha proiettato le quotazioni dell’oro vicino al loro massimo storico l’8 marzo, quando hanno raggiunto quota 2.078 dollari l’oncia.

Ad aver calamitato gli acquisti del prezioso lo scoppio della guerra Russia-Ucraina e il progressivo inasprirsi delle sanzioni occidentali nei confronti del Paese guidato da Vladimir Putin. Ciò ha allontanato il mercato dagli asset considerati a rischio per rifugiarsi in un porto sicuro come l’oro nei momenti di tensione. L’oro diventa un grande vincitore anche quando si registrano periodi di inflazione elevata come questo, in quanto serve come copertura dalla perdita di valore intrinseco delle altre attività.

Karim Chedid, responsabile della strategia di investimento per iShares di BlackRock nella Regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), ha affermato che il metallo non è molto correlato all’inflazione quando questa è debole, ma lo diventa in maniera importante allorché il costo della vita supera il 7%.

 

Azioni: deflussi record, ma solo in Europa

Se marzo è stato un mese brillante per l’oro in termini di afflussi di denaro, lo stesso non può dirsi per le azioni delle Regione EMEA. Nel mese si sono verificati deflussi nei fondi azionari per 5,5 miliardi di dollari, massimo storico. Tale quota ha in pratica annullato i 6,1 miliardi di dollari di afflussi di gennaio. Chedid ha riferito che durante il 2021 si era avuto un rialzo da reflazione, che ancora permaneva all’inizio dell’anno in corso. Poi sono subentrati i fattori della guerra Russia-Ucraina e l’impennata dei prezzi energetici e alimentari che hanno portato gli investitori a diminuire la loro esposizione.

In particolare l’Europa corre un maggiore rischio di finire in stagflazione per via della più stretta vicinanza al territorio di conflitto e alla maggiore vulnerabilità allo shock energetico, sostiene l’esperto. Nel complesso però non vi è un abbandono totale delle azioni, semmai un riposizionamento da parte degli investitori verso le azioni americane. Dai dati di BlackRock infatti risulta che i flussi totali nei fondi azionari sono stati di 74,8 miliardi di dollari il mese scorso, poco sotto i 76,1 miliardi di dollari di febbraio.

Anche gli ETF azionari britannici hanno accolto flussi netti positivi a marzo, arrivando a una quota di 607 milioni di dollari, il livello più elevato da aprile 2021. Il motivo, a giudizio di Chedid, è che il FTSE 100 ha una certa inclinazione verso i titoli energetici, che in questo periodo sono saliti molto con l’impennata dei prezzi delle materie prime. E ora le azioni sono diventate più interessanti, perché gli utili sono aumentati. Meno brillanti gli ETF britannici a media capitalizzazione che sono focalizzati sul mercato interno, i quali hanno visto deflussi.

 

Obbligazioni: denaro negli ETF indicizzati

Nel settore del reddito fisso, si è registrata una crescita per quanto riguarda quei fondi che investono in obbligazioni agganciate dall’aumento dei prezzi al consumo, secondo il rapporto. Pertanto, nel mese di marzo si è generato un afflusso verso gli ETF obbligazionari europei indicizzati all’inflazione a un record di 500 milioni di dollari. Anche negli Stati Uniti vi è stata una raccolta importante, con i fondi mobiliari del Tesoro protetti dal carovita che hanno visto la prima lettura positiva in 3 mesi a 3 miliardi di dollari.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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