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Oro: JPMorgan, ecco perché non c’è alcun passaggio all’oro digitale

Oro: JPMorgan, ecco perché non c'è alcun passaggio all'oro digitale

Gli afflussi di denaro verso gli ETF spot su Bitcoin non hanno intaccato la corsa all’oro, le cui quotazioni hanno raggiunto nuovi massimi storici questa settimana a 2.225 dollari l’oncia. Un’analisi effettuata da JPMorgan Chase evidenzia che, da inizio anno e fino al 14 marzo, gli ETF Bitcoin hanno accumulato circa 10,6 miliardi di dollari, mentre gli ETF sull’oro hanno registrato deflussi per 7,7 miliardi di dollari.

I flussi divergenti hanno fatto pensare che fosse in atto uno spostamento dall’oro reale a quello digitale, come è stato denominato da alcuni sostenitori della criptovaluta. In realtà i deflussi dagli ETF sull’oro sono cominciati da aprile 2022, sottolinea JPMorgan, e da allora i prelievi sono continuati a un ritmo pressoché costante. Questo significa che l’avvento degli ETF spot su Bitcoin, con l’approvazione della Securities and Exchange Commission dell’11 gennaio 2024, non ha accelerato i deflussi dai fondi sulla materia prima.

 

Oro:  i perché del record storico dei prezzi

Cosa ha determinato la corsa al metallo giallo al punto di arrivare a un nuovo massimo di sempre nelle quotazioni di mercato? La spiegazione giunge dal World Gold Council (WGC), che mostra come un fiume di denaro quantificabile in 229 miliardi di dollari da settembre 2020 a dicembre 2023 sia fluito da investitori privati in lingotti e monete. A ciò si aggiunge che le Banche centrali hanno aumentato le loro riserve in maniera cospicua negli ultimi anni. In particolare, gli istituti monetari cinesi, polacchi e di Singapore hanno recitato la parte del leone. “Le Banche centrali che hanno acquistato livelli storici di oro negli ultimi due anni continueranno a essere forti acquirenti anche nel 2024” ha commentato il WGC.

I dati dell’istituto arrivano fino al 2023, ma per gli analisti di JPMorgan, la tendenza dell’acquisto di metallo fisico si è rafforzata con l’inizio del nuovo anno. “La privacy e la tangibilità sono diventate una considerazione più importante per gli investitori privati dopo la pandemia e gli ETF sull’oro hanno uno svantaggio in questo senso rispetto alla detenzione di lingotti e monete. Le transazioni e le partecipazioni degli ETF vengono registrate, quindi sono prive di privacy e anonimato” ha detto Nikolaos Panigirtzoglou, strategist del mercato globale di JPMorgan. “In un ipotetico scenario catastrofico nel quale gli investitori cercano di proteggersi acquistando oro, detenere un certificato cartaceo di proprietà dell’oro tramite un ETF, sembra meno attraente e meno sicuro dell’oro tangibile conservato privatamente” ha aggiunto.

In definitiva, a giudizio dell’esperto, “la tendenza al deflusso dagli ETF sull’oro non riflette un’avversione per l’oro da parte di investitori privati come individui e family office, ma piuttosto uno spostamento dagli ETF sull’oro ai lingotti e alle monete” e questo spiegherebbe come non ci sia alcun passaggio dall’oro reale a quello digitale.

 

JPMorgan: ecco chi ne condivide la tesi

L’analisi di JPMorgan che prende a supporto i dati del WGC è condivisa dalle opinioni di altri esperti del settore. Secondo Bryan Armour, direttore della ricerca sulle strategie passive per il Nord America di Morningstar, esiste “un piccolo contingente di investitori che si sta spostando dall’oro al Bitcoin, ma in realtà i deflussi dal metallo prezioso non sono correlati con l’introduzione degli ETF su Bitcoin perché qualsiasi interazione tra i due asset al momento è limitata e i portafogli lo dimostrano”. Infatti, “la domanda netta di oro è in aumento” ha sottolineato.

Dello stesso avviso è Peter Sleep, senior portfolio manager di 7 Investment Management, che afferma come gli acquirenti del prezioso siano principalmente le Banche centrali e gli acquirenti tradizionali nei mercati emergenti come Cina e India. “Trovo difficile credere che stiano comprando Bitcoin invece che oro” ha detto.

Nate Geraci, presidente di The ETF Store, per quanto condivida i risultati dell’analisi di JPMorgan,  suggerisce che in futuro le cose potrebbero cambiare, in modo particolare con riferimento agli investitori più giovani che vedono Bitcoin come oro digitale. “Non è irragionevole pensare che gli ETF spot su Bitcoin sottrarranno denaro agli ETF sull’oro in futuro” ha affermato.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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