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Gli orologi più costosi al mondo: la Top 10

Gli orologi di lusso, specie svizzeri e giapponesi, sono tra gli investimenti alternativi più ambiti e ricercati da chi vuole diversificare il proprio portafoglio. Negli ultimi tempi, persino l’usato (il cosiddetto secondo polso) è un mercato in crescita e spesso più caro del nuovo. In media, stando a uno studio del marketplace internazionale Chrono24, collezioni del genere fanno ottenere un rendimento del 40%. Insomma, non soltanto segnatempo prestigiosi, pezzi da collezione e meraviglie meccaniche. Ma tra aste e acquisti clamorosi, quali sono gli orologi più costosi al mondo?

 

La classifica degli orologi più costosi al mondo

Graff, Breguet, Patek Philippe, Jaeger-LeCoultre, Chopard, Jacob & Co. e Rolex sono i marchi che dominano la classifica dei dieci orologi più costosi al mondo. Ma fuori dalla Top 10, venduti a cifre che comunque oscillano tra il milione e gli 8 milioni di dollari, ci sono altri pezzi pregiati griffati Richard Mille (il brand che collabora con le scuderie Ferrari e McLaren di Formula 1), Franck Muller (maison svizzera famosa soprattutto per i tonneau), i watchmaker tedeschi di A. Lange & Söhne e l’antica boutique di lusso ginevrina Vacheron Constantin.

 

Hallucination di Graff Diamonds

Al primo posto c’è il leggendario Hallucination di Graff Diamonds, fortemente voluto dal patron Laurence Graff: valore 55 milioni di dollari. Il motivo? 110 carati di rari diamanti colorati, bracciale di platino, quadrato tempestato di diamanti rosa e preziosa pietra bianca a segnare il mezzogiorno. Senza dimenticare che per realizzarlo sono stati usati tagli speciali a forma di cuore, smeraldo, marquise, pera e radiante. Un pezzo davvero unico, presentato per la prima volta nel 2014 a Baselworld, la fiera di Basilea dedicata a orologeria e gioielleria.

L'Hallucination, l'orologio più caro che esiste
L’Hallucination, l’orologio più caro che esiste (foto: Graff Diamonds)

 

The Fascination di Graff Diamonds

Graff Diamonds occupa anche la seconda posizione con The Fascination: nel 2015 il brand britannico ha creato questo prezioso unicum di gioielleria, design, meccanica e artigianato dal valore di 40 milioni di dollari. L’orologio presenta un anello incastonato nel quadrante: per vedere le ore bisogna rimuovere il sigillo. Per il resto, siamo di fronte a 152,96 carati di diamanti bianchi. Al centro spicca una pietra rara di taglio fantasia: un diamante a forma di pera D Flawless da 38,13 carati.

The Fascination, un orologio per "big spenders"
The Fascination, un orologio per “big spenders” (foto: Graff Diamonds)

 

Patek Philippe Grandmaster Chime Ref. 6300A-010

Nel novembre del 2019, all’asta benefica Only Watch di Ginevra, il Patek Philippe Grandmaster Chime Ref. 6300A-010 è stato venduto per 31 milioni di franchi svizzeri. L’acciaio è un metallo che la manifattura svizzera utilizza raramente nelle sue collezioni. Questo è il primo ed unico esemplare in acciaio del Grandmaster Chime e presenta venti complicazioni, tra cui cinque funzioni sonore speciali, la cassa double-face con motivo Clous de Paris guilloché a mano dotata di meccanismo brevettato di rotazione e protetta da umidità e polvere. Il cinturino nero brillante cucito a mano è in pelle di alligatore a squama quadrata.

Il primo e unico esemplare in acciaio di Grandmaster Chime
Il primo e unico esemplare in acciaio di Grandmaster Chime (foto: Patek Philippe)

 

Breguet Marie-Antoinette No. 1160

Donna che teneva molto al look e allo stile, la celebre sovrana francese Maria Antonietta si è guadagnata nel corso dei secoli il titolo di influencer ante litteram. Nel 1783 un misterioso ammiratore commissionò per la regina consorte, appassionata di orologi, il segnatempo da tasca più complicato e spettacolare che si fosse mai visto. Peccato che il maestro Abraham-Louis Breguet non riuscì a realizzarlo in tempo: il Marie-Antoinette n. 160 fu completato soltanto nel 1827, ovvero 34 anni dopo la morte dell’Autrichienne. Rubato nel 1983 in un museo di Gerusalemme, ritrovato nel 2007, quest’oggetto di culto è stato ricostruito nel 2008 da Breguet su impulso del CEO Nicolas G. Hayek, identico all’originale nei disegni, strumenti, funzioni e metodi. Il valore del Breguet Marie-Antoinette No. 1160 è di 30 milioni, anche se sul sito ufficiale dell’azienda svizzera il prezzo non viene mostrato.

L'orologio da tasca Marie-Antoinette, eccellenza di stile e avanguardia tecnologica
L’orologio da tasca Marie-Antoinette, eccellenza di stile e avanguardia tecnologica (foto: Breguet)

 

Jaeger-LeCoultre Joaillerie 101 Manchette

Lanciata nel 1929, la collezione Calibro 101 di Jaeger-LeCoultre è “una prodezza dell’alta orologeria”. Con questa linea, la manifattura svizzera coronò il sogno di realizzare un eccezionale esempio di ingegneria micromeccanica. Oggi il Jaeger-LeCoultre Joaillerie 101 Manchette, con il suo profilo unico in oro bianco, vale 26 milioni: un segnatempo personalizzabile a forma di bracciale con un quadrante in zaffiro che può montare fino a 576 diamanti. Icona di raffinatezza ed eleganza, il più piccolo movimento meccanico al mondo fu donato persino alla regina Elisabetta II in occasione del suo 60° anno sul trono d’Inghilterra.

Il Joaillerie 101, un'esplosione di luce al polso
Il Joaillerie 101, un’esplosione di luce al polso (foto: Jaeger-LeCoultre)

 

Chopard 201-Carati

Fondata nel 1860 da Louis Ulysse Chopard, acquisita e rilanciata negli anni Sessanta da Karl Scheufele III, Chopard è uno storico marchio svizzero di orologi e gioielli di lusso con sede a Ginevra. Nella sua collezione spicca il Chopard 201-Carati del 2000 da 25 milioni: un oggetto da collezione con 163 carati di diamanti bianchi e gialli, ai quali si aggiungono 15 carati rosa, 12 carati blu e 11 carati bianchi di tre diamanti a forma di cuore, per un totale di 874 diamanti e ovviamente 201 carati. Tramite un sofisticato meccanismo di precisione, i tre diamanti si aprono per rivelare l’ora.

Il 201-Carati, non certo un orologio da mettersi al polso
Il 201-Carati, non certo un orologio da mettersi al polso (foto: Chopard)

 

Patek Philippe Henry Graves Supercomplication

Uno tra i più complicati, costosi e desiderati orologi al mondo è il Patek Philippe Henry Graves Supercomplication, un incredibile segnatempo da tasca che il banchiere statunitense Henry Graves Jr., in aperta sfida con il costruttore automobilistico James Ward Packard, si fece costruire nel 1933 dalla storica manifattura ginevrina. La cassa in oro giallo è composta da 920 singoli pezzi, 430 viti, 110 ruote, 120 parti rimovibili, 70 rubini e 24 funzioni su due quadranti. Le complicazioni includono le fasi lunari, il calendario perpetuo, la ripetizione dei minuti con Grande sonnerie e una mappa stellare del cielo notturno sopra New York, la città di Graves. Alla sua terza vendita nel 2014, è stato battuto all’asta da Sotheby’s per 23,2 milioni di franchi svizzeri.

Lo spettacolare Henry Graves Supercomplication
Lo spettacolare Henry Graves Supercomplication (foto: Patek Philippe)

 

Jacob & Co. Billionaire Timeless Treasure

Nella collezione Billionaire ideata dal fantasioso gioielliere Jacob Arabo, non c’è soltanto il Billionaire III sfoggiato da proprietari famosi come il pugile Floyd Mayweather, il disc jockey DJ Khaled, il rapper russo Timati e il monarca Mswati III, re di eSwatini. Il Jacob & Co. Billionaire Timeless Treasure, introdotto la prima volta nel 2023 alla fiera Watches and Wonders, è un pezzo unico con 216,89 carati (dagli 880 iniziali lavorati per imprimere il classico taglio Asscher) e 425 diamanti gialli di altissima qualità. Arabo ha impiegato tre anni e mezzo per completarlo. Una cornice di tzavoriti e 57 diamanti taglio baguette attraversano il movimento di questa vera e propria opera d’arte. Il suo valore è di 20 milioni.

Il "sobrio" Billionaire Timeless Treasure
Il “sobrio” Billionaire Timeless Treasure (foto: Jacob & Co.)

 

Rolex Daytona Paul Newman Ref. 6239

Tra tutti gli orologi elencati, il Rolex Daytona Paul Newman Ref. 6239 è senza dubbio il più iconico. Quanto meno perché appartenuto agli occhi più azzurri della storia del cinema che lo usava sui set, per nuotare e soprattutto per cronometrare i suoi tempi con le auto da corsa. Fu la moglie Joanne Woodward a regalare al divo questo Rolex nel 1969 e a far incidere la frase da pelle d’oca Drive carefully, me. Gli elementi sono i soliti: quadrante esotico, tasti a pompa, lunetta metallica. Questo Daytona è stato battuto in asta da Phillips a New York per 17,75 milioni, venduto da James Cox, ex fidanzato di Nell, una delle figlie dell’attore. Parte del ricavato è stato devoluto all’associazione ambientalista Nell Newman Foundation.

Il Daytona originale di Paul Newman
Il Daytona originale di Paul Newman (foto: Phillips)

 

Patek Philippe Ref. 1518

Il Patek Philippe Ref. 1518, nato nel 1941 e prodotto fino al 1954, è stato il primo modello in acciaio inossidabile (in appena quattro esemplari rispetto alle consuete casse del 1518 prodotte in oro giallo e oro rosa) a combinare il calendario perpetuo alle complicazioni di cronografo. La firma è del designer Gay Freres e il risultato un’opera di precisione ed alta gioielleria. Il crono-perpetuo del marchio svizzero è stato venduto all’asta da Phillips a Ginevra nel novembre del 2016 per 11 milioni di franchi svizzeri.

Raro e impeccabile: il Patek Philippe 1518
Raro e impeccabile: il Patek Philippe 1518 (foto: Phillips)

Ecco il riepilogo della classifica dei dieci orologi più costosi al mondo con le relative valutazioni:

  1. Graff Diamonds Hallucination: 55 milioni di dollari
  2. Graff Diamonds The Fascination: 40 milioni
  3. Patek Philippe Grandmaster Chime Ref. 6300A-010: 33,6 milioni
  4. Breguet Marie-Antoinette N° 1160: 30 milioni
  5. Jaeger-LeCoultre Joaillerie 101 Manchette: 26 milioni
  6. Chopard 201-Carati: 25 milioni
  7. Patek Philippe Henry Graves Supercomplication: 24 milioni
  8. Jacob & Co. Billionaire Timeless Treasure: 20 milioni
  9. Rolex Daytona Paul Newman Ref. 6239: 17,75 milioni
  10. Patek Philippe Ref. 1518: 11,1 milioni

 

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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