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Pannelli solari e pannelli fotovoltaici: che differenza c’è?

Il 14 marzo 2023, non a caso nella Giornata Nazionale del Paesaggio, è diventato un giorno storico per i sostenitori della transizione energetica e delle nuove tecnologie per produrre pulito: nonostante l’opposizione di Beni culturali e soprintendenze, i Comuni italiani hanno deciso di fermare i vincoli che impediscono l’installazione di pannelli solari e pannelli fotovoltaici a poche decine di metri da aree di pregio naturalistico ed artistico. È una svolta epocale in vista di un futuro immediato di efficienza energetica, che sia per la propria abitazione o per l’attività che si gestisce. Con la rivoluzione green che ormai ha preso piede, è lecito domandarsi: che differenza c’è tra pannelli solari e fotovoltaici?

Sia i pannelli solari che quelli fotovoltaici producono energia convertendola dal sole, ma la differenza è che i pannelli solari servono al riscaldamento dell’acqua sanitaria per le docce e i rubinetti e possono sostituire lo scaldabagno oppure la caldaia e integrare il sistema di riscaldamento, mentre i pannelli fotovoltaici generano la corrente elettrica per far funzionare gli elettrodomestici. La due tecnologie presentano inoltre significative differenze in termini di materiali (il solare termico sfrutta un raccoglitore per riscaldare l’acqua, il fotovoltaico è costruito in silicio), efficienza (l’80% per i solari, dal 17 al 257% per i fotovoltaici), garanzia, costo e durata.

 

Quanti anni durano i pannelli?

In media, i pannelli solari fotovoltaici durano 25 anni e in alcuni casi hanno una garanzia che può coprire persino i 30 anni di vita utile. Essendo più leggeri e sottili rispetto ai termici, la manutenzione necessaria consiste esclusivamente nella pulizia dei pannelli una volta l’anno.

I pannelli solari termici non sono da meno e durano mediamente sui 15-20 anni, considerando una manutenzione ordinaria più complessa che include la pulizia dei vetri, la concentrazione dell’antigelo, il controllo del pH della miscela di acqua e glicolo e dell’anodo anticorrosione nel serbatoio.

 

Quanto costa un impianto solare

Gli impianti solari termici sono di tue tipi: a circolazione forzata e a circolazione naturale. Nel primo caso, l’energia termica viene trasferita dal sole all’acqua attraverso un pannello situato sul tetto dell’abitazione, in cui circola un fluido che, tramite una pompa e una centralina, passa l’energia al serbatoio che si trova in un locale della casa; nel secondo, il moto naturale scalda l’acqua all’interno dei collettori e la fa salire verso il serbatoio d’accumulo che la distribuisce nell’abitazione.

Il costo di un impianto varia quindi in base alla tipologia: i pannelli solari a circolazione forzata sono più cari rispetto ai pannelli a circolazione naturale, più economici e facili da installare. In media, il prezzo di un solare termico a circolazione naturale parte dai 3.000 euro (ma può essere anche molto più basso), mentre per quello di un solare termico a circolazione forzata, richiedendo un’installazione con tecnici specializzati, si sale partendo da 4.500 euro.

In entrambi i casi, in aggiunta, non bisogna dimenticare la manutenzione. Anche questo aspetto ha un costo: in media ogni tre anni si spendono tra i 300 e i 400 euro. Facendo una proiezione con un impianto a circolazione forzata costato 5.000 euro tra montaggio e manutenzione, per ammortizzare la spesa occorrono tra i 15 e i 25 anni.

 

Quanto costa un impianto fotovoltaico

Il discorso è differente per i pannelli fotovoltaici. Non esiste un costo universale per un impianto di questo tipo: il prezzo dipende dal tipo di tecnologia dei pannelli (esistono a celle solari di silicio monocristallino, policristallino e a film sottile), da quante persone vivono nell’abitazione, dallo spazio disponibile sul tetto o in giardino, da quanta energia si consuma ogni anno e dal numero di pezzi da installare. Ad esempio, una famiglia composta da due adulti e un bambino che consuma in media 3.500 kWh all’anno e decide di installare pannelli solari da 4.100 Wp (watt di picco), andrà a spendere indicativamente tra gli 8.000 e i 9.000 euro.

Il montaggio in genere è compreso nel prezzo di listino e rappresenta il 15% del costo complessivo dell’impianto. La manutenzione è più economica rispetto a quella necessaria per gli impianti solari termici perché consiste nella pulizia periodica dei moduli una volta l’anno. Non va dimenticata l’assicurazione che arriva a costare sui 50 euro annui.

Ecco una tabella che sintetizza (in maniera sempre indicativa) il costo per l’acquisto e l’installazione di un impianto fotovoltaico nella propria abitazione.

 

 

Quanto si risparmia con pannelli solari e pannelli fotovoltaici

In media un impianto solare termico permette di risparmiare tra il 35 e il 40% nella produzione di acqua calda. Ma questo risparmio dipende come al solito da numerosi fattori, ad esempio il numero di persone che compongono il nucleo familiare o il luogo dove si vive, se in una zona dal clima caldo o mite (dove conviene avere pannelli a circolazione naturale) oppure in una zona fredda, dove i pannelli a circolazione forzata devono assicurare una dispersione termica ridotta. Se si considera che mediamente una famiglia di quattro persone con un impianto tradizionale per l'acqua calda spende sui 2.000 euro all'anno, con un impianto solare termico potrebbe risparmiare il 60% e passare quindi fino a un massimo di 800/1.000 euro, a seconda ovviamente delle abitudini di consumo.

Con un impianto fotovoltaico, oltre all'autoconsumo, c'è anche l'opzione del cosiddetto SSP, lo scambio sul posto: un risparmio indiretto perché si vende al gestore dei servizi una parte dell'energia prodotta ma non consumata. Se in un anno con un normale impianto si consumano 3.000 kWh di corrente elettrica al costo di 0,23 euro per kWh, per un totale di 690 euro, con i pannelli fotovoltaici in bolletta si risparmia dal 30% al 70%, naturalmente in base alle caratteristiche tecniche dell'impianto.

Secondo varie simulazioni che si possono fare sul sito del JRC Photovoltaic Geographical Information System (PGIS), montare un fotovoltaico ad alta efficienza da 6 KWp, in una casa che consuma 3.000 KWh all'anno, produce 8.500 KWh destinati per 900 KWh all'autoconsumo e per i restanti 7.600 allo scambio sul posto. Il risparmio in bolletta, rispetto al prezzo praticato ad esempio da Arera nel terzo trimestre del 2022 ad un cliente con 3 kW di potenza impegnata e consumo annuo pari a 3.000 kWh, sarà di 325 euro annui e di ulteriori 750 euro con l'installazione di una batteria di accumulo.

Una delle migliori soluzioni è la combinazione di impianti diversi, come un impianto fotovoltaico con ottimizzatori di potenza (che aumentano la resa del 5-10% e la produzione del 20% rispetto a un inverter tradizionale) e pompe di calore abbinate che sfruttando l'energia elettrica prodotta riscaldano l'acqua calda e garantiscono il riscaldamento, senza dover ricorrere necessariamente al solare termico.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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