Negli ultimi anni, sempre più italiani scelgono di mettersi in proprio, chiedendo l’attivazione di partita Iva. Secondo i dati del Ministero dell’economia e delle finanze, nel 2023 sono state aperte oltre 450.000 nuove partite Iva, con un trend in crescita. La maggior parte riguarda persone fisiche, con il 70% delle nuove aperture, seguite dalle società di capitali e di persone. I settori più gettonati? Commercio, attività professionali e digital business.
Anche in questo campo la digitalizzazione ha semplificato enormemente l’accesso con la partita Iva online. Per chi non lo sapesse, ora è possibile avviare la propria attività senza file interminabili e con procedure piuttosto snelle. Ma chi può farlo e quali sono i passaggi chiave da seguire? Scopriamolo.
Chi può aprire una partita Iva online e quali sono le alternative
L’apertura della partita Iva online è alla portata di molte categorie professionali. Freelance, liberi professionisti, artigiani e commercianti possono sfruttare questa modalità veloce e diretta. Anche le società possono avvalersi del processo online, anche se la costituzione richiede in tal caso ulteriori passaggi, come l’intervento di un notaio.
Due sono le strade percorribili: procedere in autonomia o affidarsi a un intermediario, come un commercialista o un consulente fiscale. La modalità telematica permette di inviare la richiesta all’Agenzia delle Entrate in pochi clic, eliminando burocrazia e tempi di attesa. Basta inoltrare all’Ente quanto richiesto, soprattutto il modello AA9/12.
Oltre alla procedura online, è possibile aprire una partita Iva in modo tradizionale, recandosi fisicamente agli uffici dell’Agenzia delle Entrate, non dimenticando di presentare il suddetto modello.
Cosa serve per aprire una partita Iva online
Prima di iniziare, è fondamentale avere a portata di mano alcuni documenti chiave. Il codice fiscale e un documento d’identità sono indispensabili per l’identificazione. Bisogna anche scegliere il codice Ateco corretto, che definisce l’attività svolta e incide sulla tassazione.
La scelta del regime fiscale è poi essenziale. Il regime forfettario, ad esempio, offre agevolazioni fiscali e semplificazioni contabili, ideale per chi prevede ricavi contenuti. Il regime ordinario, invece, è più adatto per chi ha fatturati elevati o costi importanti da detrarre. Ma non basta.
È necessario indicare una sede fiscale, che può coincidere con il proprio domicilio o con un ufficio. Inoltre, per completare la richiesta servono un indirizzo PEC (Posta elettronica certificata) e la firma digitale.
Come aprirla in autonomia
Aprire una partita Iva online in autonomia è più semplice di quanto si pensi. Il primo step è accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate e scaricare il modulo giusto: AA9/12 per le persone fisiche, AA7/10 per le società.
Dopo averlo compilato con attenzione, il modulo va inviato attraverso i servizi telematici dell’Agenzia, accedendo con SPID, CIE o CNS. L’invio può essere fatto direttamente tramite Fisconline o con l’aiuto di un intermediario.
Una volta approvata la richiesta, il numero di partita Iva viene assegnato immediatamente e si può iniziare a lavorare fin da subito.
Anche se il processo è veloce, è fondamentale prestare attenzione ai dettagli. Errori nella scelta del codice Ateci o del regime fiscale potrebbero costare caro. In caso di dubbi, consultare un esperto può evitare spiacevoli sorprese.









