Il tema delle pensioni rimane centrale nelle preoccupazioni degli investitori e dei risparmiatori a livello globale. Secondo il Global Retirement Index 2025 di Natixis IM, le sfide che incidono sulla sicurezza pensionistica sono molteplici, dal contesto economico complesso, all’inflazione persistente fino all’invecchiamento demografico. Fattori che stanno ridisegnando le prospettive per chi si prepara a lasciare il lavoro.
L’indice elaborato da Natixis IM analizza 43 nazioni attraverso 18 indicatori suddivisi in quattro sottoindici (Finanze in pensione, Benessere materiale, Salute e Qualità della vita) offrendo una fotografia dettagliata delle condizioni ed evidenziando come la capacità di pianificazione e la solidità dei sistemi previdenziali siano elementi critici per garantire una vita serena dopo il pensionamento.
La sicurezza pensionistica in Italia
L’Italia mostra segnali contrastanti. Nel Global Retirement Index 2025, il risale al 29° posto in classifica, guadagnando due posizioni rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto al miglioramento nell’aspettativa di vita, salita all’ottavo posto globale. Il sottoindice Salute vede l’Italia al 22° posto, mentre la Qualità della vita scende di tre posizioni attestandosi al 24° posto. Il progresso più significativo riguarda il benessere materiale, con un balzo dal 32° al 27° posto, trainato da una riduzione della disoccupazione, che sale dal 33° al 27° posto.

Tuttavia, le condizioni finanziarie restano il tallone d’Achille del sistema pensionistico italiano, con un 40° posto stabile negli ultimi tre anni. La pressione fiscale elevata (42° posto), l’indebitamento pubblico (41°) e la crescente dipendenza degli anziani (41°) evidenziano le criticità strutturali che minacciano la sostenibilità delle pensioni. Inoltre, l’invecchiamento della popolazione e l’emigrazione dei giovani rischiano di comprimere ulteriormente la base contributiva necessaria per finanziare i futuri pagamenti previdenziali.
“Le pressioni sulla previdenza a livello globale sono innegabili e i risultati dell’indice sottolineano l’importanza di una pianificazione proattiva in tutti gli ambiti per tutelare il futuro dei pensionati. I governi di tutto il mondo stanno già rispondendo a queste sfide adottando diverse misure per rafforzare i sistemi pensionistici, offrire una maggiore scelta e garantire una solida protezione dei consumatori. Tuttavia, la sicurezza pensionistica è una responsabilità condivisa dove individui, governi, asset manager e datori di lavoro hanno tutti il proprio compito” commenta Marco Barindelli, responsabile Italia Wholesale Distribution di Natixis.

Il quadro delle pensioni negli altri Paesi: vincitori e perdenti
A livello globale, la sicurezza pensionistica premia i Paesi più piccoli e ben organizzati. La Norvegia conquista il primo posto con un punteggio dell’83%, scalzando la Svizzera, ora terza, e l’Irlanda, seconda con l’82%. La Danimarca compie il balzo più significativo nella top ten, passando dal 9° al 5° posto, mentre la Slovenia entra per la prima volta tra i primi dieci Paesi. La Germania, unico grande Paese sviluppato nei primi dieci, si colloca all’8° posto grazie alla performance elevata nei sottoindici Salute e Qualità della vita.
Tra i Paesi che registrano un calo significativo figurano Canada e Nuova Zelanda. Il Canada scivola dal 13° al 20° posto, con peggioramenti in tre dei quattro sottoindici, mentre la Nuova Zelanda esce dalla top ten, scendendo al 12° posto. Francia e Giappone, invece, perdono terreno ed escono dalla prime 25 posizioni, con la Francia che scende al 27° posto. Singapore, al contrario, compie il balzo più ampio, passando dal 25° al 13° posto grazie a miglioramenti marcati nel Benessere materiale.
Le variazioni riflettono la crescente importanza della coerenza tra i sottoindici. Tra i primi dieci Paesi, sette si collocano nella top ten sia per Benessere materiale sia per Qualità della vita. Tuttavia, solo Irlanda, Svizzera e Australia figurano tra i migliori Paesi in termini di condizioni finanziarie in pensione, a testimonianza delle difficoltà globali nel garantire sicurezza economica agli anziani.
L’indice evidenzia come non bastino crescita economica e aspettativa di vita elevata: la sostenibilità delle pensioni dipende anche dalla solidità dei sistemi previdenziali e dalla capacità dei governi di mantenere un equilibrio tra spesa sociale, inflazione e debito pubblico.
I rischi per la sicurezza delle pensioni
Le persone percepiscono una crescente pressione sulla sicurezza delle pensioni. Il Natixis Survey of Individual Investors 2025 rivela come l’inflazione persistente stia erodendo i risparmi pensionistici: il 66% degli investitori dichiara di risparmiare meno, il 69% teme una riduzione del valore futuro dei propri asset previdenziali e il 38% ritiene che l’inflazione stia “distruggendo” i sogni di pensione.
Le difficoltà non si limitano all’inflazione. Il 25% degli investitori teme di non riuscire a risparmiare abbastanza per garantirsi una pensione dignitosa, mentre il 78% riconosce che la responsabilità del finanziamento della pensione ricade sempre più sulle proprie spalle. La pressione sui sistemi pubblici aumenta ulteriormente a causa dell’invecchiamento demografico: nei Paesi Ocse, il rapporto tra persone sopra i 65 anni e adulti in età lavorativa passerà dal 32,5% nel 2024 al 59,3% entro il 2050, creando sfide significative per la sostenibilità dei sistemi previdenziali.
Anche il debito pubblico rappresenta una minaccia diretta. L’aumento del carico fiscale necessario a sostenere le finanze pubbliche può stimolare l’emigrazione dei giovani, riducendo la base contributiva futura. L’insieme di questi fattori rende evidente come la pianificazione previdenziale debba diventare una priorità globale: governi, individui, datori di lavoro e asset manager devono collaborare per garantire che le pensioni siano sicure, sostenibili e adeguate a un contesto economico sempre più complesso.
“La paura di non riuscire a raggiungere la sicurezza pensionistica è palpabile nel 2025, mentre gli investitori riflettono su come finanze personali, demografia, economia e politiche pubbliche si siano intrecciate, rendendo più difficile che mai rispondere alla domanda più grande sulla vita dopo il lavoro: ‘Di quanto ho bisogno per andare in pensione?’” conclude David Goodsell, direttore esecutivo del Centre for Investor Insight di Natixis.









