Petrolio: 6 motivi per cui prezzi alti avvantaggiano scisto USA

Petrolio: 6 motivi per cui prezzi alti avvantaggiano scisto USA

Petrolio: 6 motivi per cui prezzi alti avvantaggiano scisto USA

Il rally straordinario del prezzo del petrolio, in mezzo alla crisi energetica derivante dalla guerra Russia-Ucraina, ha rivalutato l’interesse a livello mondiale per il carburante noto come scisto, che si trova nelle rocce sotterranee negli Stati Uniti. Grazie alla materia prima, gli USA hanno potuto raggiungere l’indipendenza energetica occupando un ruolo di primissimo piano nel quadro geopolitico mondiale sul fronte produttivo. Vediamo di rispondere a 6 domande che riguardano lo scisto, la sua importanza nel panorama internazionale e quali sono anche le problematiche che comporta.

 

Cos’è lo scisto?

Il petrolio di scisto è una tipologia di greggio prodotto dai frammenti di rocce argillose mediante processi di pirolisi, idrogenazione e dissoluzione termica. Gli Stati Uniti sono riusciti a ricavare lo scisto grazie al petroliere Houston George Mitchell, che è riuscito a combinare 2 tecniche di estrazione: la fratturazione idraulica e la perforazione orizzontale. Ciò ha fatto sì che gli USA dal 2005 diventassero il più grande produttore mondiale di petrolio e gas naturale. Prima della pandemia, lo scisto costituiva tra il 60% e il 70% della produzione petrolifera statunitense, con 13 milioni di barili giornalieri.

 

Qual è il prezzo del petrolio che rende lo scisto redditizio?

In genere tutta l’industria petrolifera è molto redditizia con prezzi del greggio superiori ai 60 dollari al barile, ma un prezzo troppo alto potrebbe anche rivelarsi un’arma a doppio taglio per il greggio del Texas. Quando nel 2014 l’oro nero ha superato i 100 dollari, i produttori di scisto hanno espanso la produzione, ma questo ha provocato la reazione dell’Arabia Saudita che ha inondato il mercato di petrolio per far scendere i prezzi e generato un danno agli Stati Uniti. 

Prezzi sotto 50-60 dollari al barile invece tagliano fuori molti produttori di scisto americani dal mercato, perché essi hanno bisogno di investire per sostituire la produzione dei pozzi in esaurimento, che hanno vita breve, con nuove perforazioni. Molte compagnie petrolifere si sono finanziate al riguardo durante il periodo in cui i prezzi del greggio erano alti, ma sono clamorosamente fallite durante il crollo delle quotazioni del 2014 e del 2018, e in maniera particolare quando ci fu lo shock nella primavera del 2020.

 

Quali sono le prospettive per lo scisto?

Con i prezzi del petrolio in questi ultimi tempi arrivati ai massimi dal 2008, i produttori di scisto stanno ottenendo molti profitti e di conseguenza aumentano gli investimenti. Exxon Mobil e Chevron hanno affermato di voler incrementare la produzione nel bacino del Permiano quest’anno rispettivamente del 25% e del 10%. Altri come Pioneer Natural Resources , Devon Energy , Continental Resources e Marathon Oil sono più cauti e si limiteranno a una crescita del 5%.

 

Quali caratteristiche hanno i produttori di scisto riguardo la produzione?

I produttori statunitensi di scisto hanno una grande capacità di aumentare e diminuire con molta rapidità la produzione di greggio a seconda delle condizioni di mercato. Quando vi fu il tracollo dei prezzi a marzo 2020 ad esempio, in soli 3 mesi gli operatori del Texas tagliarono l’output del 13%, ovvero di 710 mila barili al giorno. 

Allo stesso modo adesso possono aumentare la produzione per soddisfare la domanda con prezzi così alti, il che significherebbe dare una mano ai Paesi che devono affrontare una terribile crisi energetica. Fermo restando le ripercussioni che potrebbero scaturire dai membri dell’OPEC+, i quali potrebbero reagire in maniera aggressiva elevando l’offerta.

 

Quali danni ambientali comporta lo scisto?

Se da un lato la perforazione dei pozzi permette agli Stati Uniti di soddisfare il proprio fabbisogno energetico e di rendersi indipendenti, dall’altro però solleva questioni di carattere ambientale in rapporto al riscaldamento globale. Il fracking e l’iniezione di acque reflue nei pozzi hanno una certa connessione con l’aumento dei sismi nel bacino del Permiano. Inoltre le perdite di metano e la combustione di gas naturale significa un maggior livello di inquinamento atmosferico.

 

Come sono andati gli investimenti nelle compagnie di scisto?

Nei 10 anni che vanno dal 2010 al 2020, gli investitori che hanno puntato sulle compagnie di scisto non hanno ottenuto grandi rendimenti. Per questo negli ultimi anni è aumentata la pressione affinché le società aumentassero i dividendi e i buyback azionari. Il messaggio è stato recepito, in armonia con il fatto che si è data una maggiore attenzione alle tematiche di carattere ambientale. 

Ciò ha spinto gli investitori a impiegare il proprio denaro nei titoli energetici nel 2021, che hanno ottenuto una performance del 48% attraverso l’indice S&P 500 Energy, recuperando in gran parte le perdite subite durante il periodo pandemico.

 

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