Petrolio: quotazioni sprofondano, la nuova variante Covid-19 fa paura

Petrolio: quotazioni sprofondano, la nuova variante Covid-19 fa paura

Petrolio: quotazioni sprofondano, la nuova variante Covid-19 fa paura

Forse non c’era bisogno che gli Stati si affannassero così tanto per far scendere le quotazioni del petrolio, ci ha pensato ancora una volta il Coronavirus. La comunicazione da parte degli scienziati africani della notizia che un nuovo pericoloso ceppo di Covid-19 si sta diffondendo in Sudafrica è bastato per far affondare il prezzo del greggio. Il Brent nella giornata di oggi ha perso l’8%, con il prezzo a 75,62 dollari al barile, mentre il WTI è crollato del 9% a 71,33 dollari.

Questa rappresenta la più grande minaccia alla ripresa del consumo di petrolio, dal momento che rischia di mettere a terra le compagnie di viaggio e creare nuove chiusure delle attività economiche. Infatti già molti Paesi hanno chiuso i confini con il Sudafrica, determinando la cancellazione di tantissimi viaggi. E se il nuovo ceppo dovesse diffondersi ancora di più il rischio di lockdown generalizzati è molto alto. Il pericolo proviene dal fatto che nelle Regioni meridionali dell’Africa la popolazione vaccinata è ancora ferma al 28%, quindi da qui al dilagare del nuovo ceppo il passo è breve.

 

Greggio: cosa deciderà ora l’OPEC+?

La situazione che si sta venendo a determinare fa riaffiorare drammatici ricordi che proiettano la mente alla primavera del 2020, quando lo shock pandemico atterrò le quotazioni del petrolio fino a far piombare i futures in territorio negativo. Forse oggi è impensabile una catastrofe di quella portata, che fu aggravata dallo scontro fratricida all’interno dell’OPEC+ tra Russia e Arabia Saudita.

Il punto di partenza adesso è diverso e il crollo dei prezzi potrebbe essere visto sotto certi aspetti come un toccasana per risolvere molte questioni che determinano lo squilibrio della domanda e dell’offerta, pur con effetti collaterali sgradevoli per alcune attività economiche.

La prossima settimana ci sarà una riunione estremamente importante dell’OPEC+, in cui si dovrà discutere circa l’aumento dell’output. Negli ultimi giorni si era profilata una situazione di stasi, in cui i Paesi esportatori avrebbero potuto decidere di arenarsi per un pò, dopo il rilascio di 50 milioni di barili di greggio statunitense dalle scorte strategiche della Nazione.

Alla luce dei fatti di queste ultime ore appare quasi scontato che nessuna decisione sarà presa in proposito. La paura di forzare troppo sui prezzi potrebbe prendere il sopravvento e si vorrebbe quindi evitare il rischio di trovarsi di fronte una nuova situazione che sfugga al controllo e poi difficile da gestire.

 

Petrolio: le opinioni degli analisti con la nuova variante Covid-19

Gli analisti si trovano anch’essi spiazzati davanti a un quadro che non immaginavano fino a qualche giorno fa. Amrita Sen, capo analista del petrolio presso Energy Aspects, ha affermato che il mercato sta reagendo in maniera eccessiva come se si trovasse di fronte al peggiore degli scenari.

Secondo UBS, l’OPEC+ dovrà ora riconsiderare le proiezioni interne pubblicate prima che si diffondesse la nuova variante. La banca d’affari svizzera non esclude che la prossima settimana il cartello decida di sospendere l’aumento pianificato di 400 mila barili al giorno o addirittura di ridurre la produzione.

Molto preoccupato sembra essere Paul Horsnell, capo della ricerca sulle materie prime presso Standard Chartered. A giudizio dell’esperto la fiducia del mercato si è abbassata e con l’annuncio dell’OMS sulla nuova mutazione del virus questo non è il momento di essere coraggiosi.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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