Pfizer mette nel mirino Seagen, quali impatti per azione da deal?
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Pfizer mette nel mirino Seagen, quali impatti per azione da deal?

Pfizer mette nel mirino Seagen? Quali gli impatti sull'azione?

A Wall Street tornano i rumors di operazioni straordinarie nel settore farmaceutico, con Pfizer che sembrerebbe aver messo nel mirino la società di biotecnologie Seagen. Nel caso il merger dovesse andare a buon fine si tratterebbe di un’operazione dall’ingente valore, se si considera che Seagen ha un prezzo di mercato vicino ai 30 miliardi di dollari al quale dovrebbe essere aggiunto un premio per l’acquisto della maggioranza. Ricordiamo che già nel luglio dello scorso anno l’azienda era stata vicina ad essere acquisita per 40 miliardi di dollari da Merck, operazione poi fallita per il rally che si era innescato sul titolo. Dal punto di vista strategico l’operazione sarebbe vantaggiosa per Pfizer, che andrebbe ad aggiungere ai suoi prodotti una promettente classe di terapie che si sono dimostrate valide contro alcuni tumori, in particolar modo quello legato al seno. L’eventuale acquisizione di Seagen seguirebbe quelle di Global Blood Therapeutics e Biohaven Pharmaceutical concluse durante lo scorso anno.

Ricordiamo che nell’anno appena passato Seagen ha visto vendite vicine ai 2 miliardi di dollari e prevede un fatturato nell’anno in corso posto tra i 2,14 e i 2,24 miliardi di dollari. Dal canto suo Pfizer, a causa della scadenza di numerosi brevetti, si attende una perdita di quasi 17 miliardi di dollari tra il 2025 ed il 2030.

 

Azioni Pfizer: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere l’ impostazione dell’azione a Wall Street nel breve e medio periodo. La nuova gamba ribassista innescatosi sul titolo Pfizer nel dicembre dello scorso anno dai 55 dollari, ha spinto sul finire della scorsa ottava i prezzi  ad avvicinare i minimi dell’ottobre 2021 situati nei pressi dei 41 dollari. Nel breve termine fondamentale sarà quindi la tenuta di questi sostegni, per evitare una continuazione delle vendite che a quel punto potrebbero spingere i corsi verso i 38 dollari e successivamente in direzione dei 36,75-36,80 dollari. Nel caso di un’eventuale discesa sotto questi livelli, si aprirebbe la strada ad un test sui minimi del 2021 situati sui 33,40-33,50 dollari.

Al contrario la tenuta dei 41 dollari dovrebbe innescare un rimbalzo per l’azione, che avrebbe un primo target sui 43 dollari e a seguire i 44,50 euro. Sarà solo superando queste aree, che rappresentano i massimi del mese in corso, che il titolo invierebbe un primo segnale di forza con possibili estensione dei guadagni in direzione dei 45,50 dollari e successivamente i 48 dollari. Un eventuale break di questi livelli resistenziali andrebbe a rafforzare la struttura grafica, con un ulteriore estensione dei guadagni verso la soglia dei 50 dollari.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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