Il nuovo Piano Casa entra ufficialmente in vigore con il decreto legge n. 66/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e porta con sé una serie di misure che ridisegnano il rapporto tra cittadini, mercato immobiliare e pubblica amministrazione. Si tratta di un intervento ampio, che punta a rispondere all’emergenza abitativa con strumenti economici, urbanistici e sociali, investendo risorse ingenti e introducendo regole che cambieranno il modo di costruire, affittare e acquistare casa nei prossimi anni. Il Governo ha scelto un approccio che unisce recupero del patrimonio pubblico, incentivi ai privati e controlli serrati per evitare abusi, con un occhio alle famiglie più fragili e ai giovani che cercano un’abitazione accessibile.
Quali sono le misure più importanti del Piano Casa? Come cambiano mutui, bonus e permessi edilizi? E quali tutele sono previste per chi vive in affitto o rischia lo sfratto?
In questo articolo:
- Piano Casa 2026: investimenti, recupero degli alloggi pubblici e nuove regole per l’edilizia
- Bonus, mutui garantiti, affitto con riscatto e canoni calmierati
- Sfratti, occupazioni abusive, vincoli trentennali e nuove tutele del Piano Casa
Piano Casa 2026: investimenti, recupero degli alloggi pubblici e nuove regole per l’edilizia
Il decreto 66/2026 mette in campo un investimento complessivo di circa 10 miliardi di euro, con l’obiettivo di aumentare l’offerta di case a prezzi accessibili e accelerare la rigenerazione urbana. Una parte consistente delle risorse è destinata al recupero degli alloggi popolari oggi inutilizzabili: circa 60mila abitazioni verranno ristrutturate grazie a un fondo da 1,7 miliardi, mentre ex caserme e scuole dismesse saranno riconvertite in nuovi spazi abitativi senza consumare nuovo suolo.
Il provvedimento introduce anche un programma straordinario da 970 milioni per il recupero del patrimonio pubblico tra il 2026 e il 2030, gestito attraverso Invitalia e aperto a enti territoriali ed ex Iacp. In questo contesto, il partenariato pubblico‑privato diventa uno strumento centrale, con la possibilità di coinvolgere operatori privati nella realizzazione di progetti di edilizia sociale e convenzionata.
Sul fronte delle procedure, il decreto rivoluziona i permessi edilizi. Molti interventi, come ristrutturazioni urbanistiche, demolizioni e ricostruzioni, potranno essere avviati tramite Scia, riducendo tempi e burocrazia. Le conferenze di servizi diventano più rapide, con termini compressi e un maggiore peso del silenzio‑assenso, anche se le Soprintendenze mantengono un ruolo di controllo sui vincoli paesaggistici e culturali.
Per i grandi investimenti, entra in scena un Commissario straordinario, con poteri di ordinanza e la possibilità di superare dissensi amministrativi, sempre nel rispetto delle norme antimafia e dei vincoli europei. Una figura che avrà un ruolo decisivo nei progetti più complessi, soprattutto nelle aree urbane in trasformazione.
Bonus, mutui garantiti, affitto con riscatto e canoni calmierati
Una parte molto attesa del Piano Casa riguarda le misure economiche destinate alle famiglie. La garanzia statale sull’80% della quota capitale del mutuo per l’acquisto della prima casa viene prorogata fino al 31 dicembre 2027, con priorità per giovani under 36, coppie e nuclei numerosi. Per le famiglie con almeno cinque figli e Isee entro 50mila euro, la garanzia sale addirittura al 90%, una misura pensata per sostenere i nuclei più numerosi.
Il decreto rilancia anche il rent to buy, il meccanismo che permette di abitare un immobile pagando un canone che si trasforma progressivamente in anticipo per l’acquisto. Una formula che può aiutare chi non riesce ad accedere subito a un mutuo, ma vuole costruire un percorso verso la proprietà.
Il fondo per la morosità incolpevole viene rifinanziato con 22 milioni di euro, offrendo un sostegno a chi si trova in difficoltà economica per cause indipendenti dalla propria volontà. Allo stesso tempo, il decreto introduce una disciplina più severa per gli alloggi convenzionati: almeno il 70% degli immobili realizzati con le semplificazioni dovrà essere destinato a edilizia calmierata, con prezzi e canoni ridotti del 33% rispetto ai valori di mercato.
Per garantire che gli alloggi vadano davvero a chi ne ha diritto, il Piano Casa introduce controlli digitali costanti. Comuni e Agenzia delle Entrate incroceranno i dati per verificare i requisiti economici degli assegnatari. Chi non rispetta i parametri rischia la revoca immediata dell’alloggio, il passaggio al canone di mercato e la restituzione delle somme risparmiate, con interessi e sanzioni.
Sfratti, occupazioni abusive, vincoli trentennali e nuove tutele del Piano Casa
Il decreto affronta anche il tema della legalità e della gestione degli immobili. In caso di occupazioni abusive o morosità, il giudice potrà emettere un decreto di rilascio entro 15 giorni, introducendo una procedura d’urgenza che mira a ridurre i tempi spesso lunghissimi degli sfratti. Per scoraggiare chi non riconsegna le chiavi, è prevista una penale giornaliera pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo.
Gli alloggi convenzionati saranno soggetti a un vincolo trentennale, con obbligo di mantenere la destinazione calmierata e limiti alla rivendita. Il prezzo massimo sarà rivalutato secondo l’indice FOI, mentre gli atti notarili relativi a questi immobili avranno onorari ridotti del 50%, per favorire l’accesso alle famiglie.
Il decreto interviene anche sui contratti: se i requisiti economici vengono superati per due anni consecutivi, il contratto può essere risolto o convertito al canone di mercato. In assenza di accordo, la risoluzione scatta automaticamente. Una norma che punta a evitare abusi e a garantire che le agevolazioni vadano a chi ne ha realmente bisogno.









