PIAZZA AFFARI CORRE, L'EUROPA NO - Borsa e Finanza

PIAZZA AFFARI CORRE, L’EUROPA NO

Chiude positiva e con il guadagno migliore Piazza Affari: +0,82%, sostenuta dai comparti delle materie prime, del sanitario e utility. Buone notizie anche dal tasso trimestrale di disoccupazione, stabile a quota 10,4%, in linea con le attese e inferiore dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Da segnalare il calo dei tassi nelle aste odierne di titoli di Stato. I triennali sono scesi all’1,05%, quelli a 7 anni con scadenza 2026 sono calati a 1,96% (luglio) e a 1,88% (dicembre), il quindicennale infine è sceso dal 3% al 2,87%, per un totale di 6,5 miliardi di euro emessi dal Tesoro. Spread in lieve rialzo: Bruxelles rinnova l’appoggio alla Commissione Ue per la procedura d’infrazione contro l’Italia ma si dice anche disposta a non attuare alcuna misura restrittiva, a patto che Palazzo Chigi agisca, fornendo nuovi numeri e nuovi bilanci. Oggi il ministro dell’Economia Tria ha cercato di convincere i colleghi dell’Ecofin sulla tenuta dei conti del nostro paese, nonostante il nulla di fatto nel vertice di ieri sera con il premier Conte e i vicepremier Salvini e Di Maio. 

TITOLI MIGLIORI

Diasorin: +3,48%
Per l’azienda operante nella immunodiagnostica e nella diagnostica molecolare seconda seduta positiva consecutiva, dopo la flessione di due giorni fa (-3,43%) a seguito dalla presentazione del piano industriale per il 2022.

Amplifon: +3,37%
Ai massimi storici la società guidata da Enrico Vita, tra le migliori da inizio anno proprio assieme ad Azimut: +48,19% è il rally da gennaio, meglio di Ferrari e Juventus.

Azimut: +2,92%
Tra i finanziari, corre Azimut che beneficia dell’accordo con Illimity Bank nel campo del direct banking. La banca fondata da Corrado Passera metterà a disposizione dei 1.800 consulenti Azimut una gamma di prodotti e servizi bancari innovativi dedicati ai loro clienti. Quinta seduta di fila con segno più, e massimo raggiunto negli ultimi 20 giorni a 16,015 euro ad azione.

TITOLI PEGGIORI

Ferragamo -1,21%
Prosegue il trend negativo avviato il 17 maggio scorso per il titolo del comparto del lusso, alla terza seduta negativa consecutiva. Prevala al momento l’impulso ribassista registrato l’11 giugno scorso.

Terna: -0,76%
L’impulso rialzista dell’11 giugno potrebbe portare il titolo su nuovi massimi storici, dopo i 5,814 euro ad azione del 31 maggio scorso. Seduta all’insegna delle prese di beneficio dopo aver guadagnato quasi 6 punti percentuali nel mese di giugno.

Recordati -0,56%
Continua a prevalere il trend rialzista avviato a inizio anno: il 38,3 euro ad azione toccati il 6 giugno scorso è il massimo raggiunto da gennaio 2018.  E’ la quarta seduta negativa di fila, tutte di assestamento e prese di beneficio.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB
Dopo un’apertura debole, in linea con il resto dell’Europa, il Ftse Mib vira positiva, nonostante la produzione industriale Ue di aprile in decrescita dello 0,5% su base mensile e dello 0,4 su base annuale con dati peggiori del consenso (+0,1%). Nel corso del pomeriggio Milano cresce più degli altri indici e chiude in maglia rosa con un guadagno dello 0,82% in quella che di fatto è la settima seduta positiva delle ultime 9, per un trend positivo seppur di breve periodo. L’impulso rialzista prevalente rimane quello del 31 maggio scorso, dopo aver toccato i minimi da febbraio. E’ possibile che il Ftse Mib avvii una serie di sedute all’insegna della lateralità tra con 20.360 come supporto e 20.700 punti come resistenza. Occhio però domani ai dati sull’inflazione e alle vendite nel settore dell’industria.

SPREAD
Differenziale in lieve rialzo nel corso della mattinata, raggiunge i 269 punti, massimo della settimana, per poi scendere a quota 260 nel pomeriggio e chiudere a 261 punti. Quella di oggi è stata la giornata in cui l’Unione Europea ha dovuto decidere da che parte schierarsi per quanto riguarda l’ipotesi della procedura di infrazione della Commissione Ue nei confronti dell‘Italia per i conti in disordine. Bruxelles ha confermato l’appoggio all’organo presieduto da Jean Claude Juncker, ma ha anche dichiarato, per voce di Pierre Moscovici, che la procedura è l’ultima soluzione possibile. In questo senso il ministro Tria, che oggi ha riferito all’Ecofin, dovrà convincere i due vicepremier ad accettare la mano tesa dalla Commissione, a patto che il governo agisca in fretta con una nuova manovra.

 

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