Piazza Affari in vetta nonostante minacce di Trump, in volata Gedi
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PIAZZA AFFARI IN VETTA NONOSTANTE MINACCE DI TRUMP

gedi

Piazza Affari prende slancio e sale in vetta all’Europa ieri affossata dai tweet di Trump che torna a minacciare dazi su import Ue. Pressioni su Btp in vista dell’Eurogruppo su MES

 

Piazza Affari in vetta all’Europa quest’oggi dopo il forte ribasso della viglia con i tweet di Trump che hanno affossato i listini. A Milano l’azionario sale ma in salita anche il rendimento del BTP a dieci anni italiano che si avvicina all’140% dopo aver toccato un max a 1,39%.
Nel dettaglio, a circa un’ora dopo l’avvio degli scambi, Milano maglia rosa del Vecchio Continente, sale dello 1,11% a 22980 punti con gli investitori che seguono l’andamento di Unicredit (+1,41%) dopo la presentazione del piano industriale e che guardano a Gedi (+60%) che si allinea al prezzo dell’offerta Exor (+1,23%) per la quota di Cir (-4,93%).

ftse mib 3 dicembre

Grafico Ftse Mib by TradingView

Positive le altre piazze europee colpite ieri da un sell-off generalizzato, a causa di vari fattori: Donald Trump tornato all’attacco con minacce di nuovi dazi, le preoccupazioni sulle trattative Usa-Cina con la scadenza del 15 dicembre ormai alle porte e alcuni dati deludenti dagli Usa. Un mix che ha mandato al tappeto le Borse. Ieri sera, l’amministrazione Usa ha messo sul tavolo tariffe su 2,4 mld di beni francesi, tra cui formaggi e champagne, in risposta alla nuova tassa imposta da Parigi sui servizi digitali che danneggerebbe le aziende tech Usa. Tariffe analoghe sarebbero allo studio per Turchia, Austria e Italia.
Oltre ai giganti della tecnologia come Google e Apple , la tassa sui servizi digitali colpirebbe anche Groupon, eBay, Match Group (che gestisce Tinder) ed Expedia Group, secondo il rapporto dell’Ustr. Al di fuori degli Stati Uniti, le società soggette alla tassa includono la cinese Alibaba Group Holding, la giapponese Rakuten e Randstad Holding Nv. L’azione tariffaria contro la Francia si basa sulla stessa legge che gli Stati Uniti hanno usato per imporre tariffe contro la Cina.
Inoltre, gli Usa hanno imposto nuovi dazi su acciaio e alluminio da Brasile e Argentina e, per la prima volta, un tweet di Trump ha collegato in maniera esplicita la mancanza di un’azione politica della Fed alla politica commerciale.

Sul fronte obbligazionario, lo spread tra BTp e Bund riparte da 162 punti, in salita rispetto a ieri, mentre le tensioni nel Governo non si placano. I rendimenti salgono dell’0,04% per il IT10Y (1,35%) e dell’0,07% per il IT2Y mentre il rendimento del decennale tedesco scende dello 0,22% al -0,27%.
Sul fronte interno, si acuiscono le tensioni in seno al Conte bis alla vigilia dell’Eurogruppo che verterà proprio sulla riforma del Fondo Salva-Stati. Il M5S continua a chiedere modifiche incompatibili con lo stato di avanzamento della trattativa. A questo punto potrebbe essere rinviato di due mesi il termine per l’approvazione.

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Grafico Spread by TradingView

Tornando all’azionario di Piazza Affari, e’ stato dunque ben accolto il piano di Unicredit  che vede utili a 5 miliardi nel 2023, un programma di buy back e 8mila esuberi. Sono in positivo anche le altre banche ma con rialzi inferiori al punto percentuale.
Rimbalzano le utility dopo la discesa di ieri, con Hera che sale dell’1,56% ma il titolo migliore e’ Ferrari (+2,6%). Gedi si allinea al prezzo dell’offerta Exor (+1,3%), che ha annunciato di comprare la quota Cir per 102,4 milioni, poi ci sara’ l’Opa a 0,46 euro. Il titolo peggiore è Salvatore Ferragamo che cede lo 0,4%.

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Grafico Gedi by TradingView

 

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