Pirelli: il Cda estromette Sinochem dal controllo della società

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Sinochem non controllerà Pirelli. Il Consiglio di amministrazione del produttore di pneumatici italiano ha votato per estromettere il conglomerato cinese – attualmente maggiore azionista con una quota del 37% – dal controllo dell’azienda. La decisione è stata presa in armonia con le limitazioni che il governo Meloni ha imposto negli ultimi anni ai diritti degli azionisti di Sinochem in tema di accesso alla tecnologia e ai dati di Pirelli. Tutto ciò nel rispetto dei principi contabili internazionali, secondo cui un azionista di minoranza può essere considerato di controllo ai fini regolamentari se esercita un’influenza dominante sulla società. Pirelli aveva già chiesto alla Consob un chiarimento sulla questione, ma l’autorità di regolamentazione finanziaria aveva demandato tutto alle decisioni del cda. Alla fine, 9 membri su 15 del consiglio hanno votato a favore del provvedimento.

Il commento cinese non si è fatto attendere, al quale è seguita una pronta replica di Pirelli. In una nota, Marco Polo International Italy (MPI), il gruppo a cui fa capo Sinochen, ha espresso “profondo disappunto e ferma opposizione riguardo alla valutazione sul controllo espressa da Pirelli”. Con riguardo il golden power, la società cinese sottolinea come esso “non include alcuna disposizione che privi MPI del controllo su Pirelli, anzi lo presuppone”. Tra l’altro, “MPI continua a detenere una percentuale rilevante per l’esercizio di un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria e quindi ad avere il controllo di Pirelli, pur non esercitando in attuazione del decreto golden power attività di direzione e coordinamento. In qualità di azionista responsabile di Pirelli, abbiamo sempre rispettato rigorosamente le leggi italiane ed estere, e continueremo a farlo”, precisa la nota.

Dal canto suo, Pirelli ha respinto il contenuto della nota e ha confermato “la correttezza delle analisi condotte dal management e approvate dal cda”. Tutto ciò nel rispetto del provvedimento della Consob, secondo cui “il board era chiamato a svolgere una valutazione circa la permanenza del controllo ai sensi dell’IFRS10 in conseguenza dell’adozione del DPCM del 16 giugno 2023 e a darne evidenza nelle relazioni finanziarie”.

 

Pirelli: cosa significa la decisione del cda su Sinochem

Le tensioni tra la società italiana e gli azionisti cinesi sono di lunga data. Marco Tronchetti Provera – secondo maggiore azionista con una quota del 26% attraverso il suo veicolo finanziario Camfin – ha cercato invano di convincere Sinochem a cedere la sua partecipazione. Il confronto si è poi inasprito con la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e le implicazioni che ciò ha sull’espansione americana di Pirelli. Il voto del cda non obbligherà Sinochem a cedere la sua partecipazione. Il management semplicemente ha affermato che è stato compiuto un “primo, ma non decisivo, passo verso il necessario adeguamento della governance aziendale ai vincoli normativi negli Stati Uniti”.

Al riguardo, a gennaio Washington ha attuato il divieto dei sistemi di guida automatizzata cinesi, nonché di hardware e software che interagiscono con le auto, come Bluetooth, WiFi e satellite. E visto che la tecnologia proprietaria di Pirelli – che collega le informazioni raccolte dai sensori degli pneumatici ai comandi di guida – ha una domanda elevata negli Stati Uniti, un controllo cinese potrebbe comportare l’estromissione dell’azienda.

La questione americana quindi è rovente per la casa della Bicocca. L’azienda intanto ha annunciato la definizione di un piano di mitigazione dell’impatto dei dazi Usa, in modo da “garantire gli obiettivi finanziari e di generazione di cassa nella parte bassa della guidance”. La strategia prevede una modifica dei prezzi di listino, la revisione dei flussi produttivi, il taglio dei costi e l’aumento della capacità produttiva attraverso un aumento della produzione in Georgia o la costruzione di un nuovo stabilimento.

 

I dati del 2024

Contestualmente Pirelli ha anche presentato i dati finanziari del 2024, che erano stati comunicati in via preliminare il 26 febbraio 2025. L’azienda ha registrato lo scorso anno vendite complessive per 6,77 miliardi di euro, in crescita dell’1,8% rispetto ai 6,65 miliardi di euro del 2023. Inoltre ha riportato un utile netto di 501,1 milioni di euro, che si confronta con guadagni di 495,9 milioni di euro dell’anno precedente.

Il Cda proporrà all’assemblea degli azionisti un dividendo di 0,25 euro per azione con riferimento al 2024, il che comporta un esborso per la società di 250 milioni di euro. La cedola, in aumento circa del 26% rispetto a quella di 0,198 euro riferita al 2023, presenta un rendimento del 4,66% rispetto all’ultimo prezzo di chiusura delle azioni Pirelli di 5,364 alla Borsa di Milano.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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