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Pirelli: voci (smentite) di uscita dei soci cinesi, cosa fare con l’azione in Borsa?

Pirelli: voci (smentite) di uscita dei soci cinesi, cosa fare con l’azione in Borsa?

La holding cinese Sinochem starebbe valutando l’uscita da Pirelli & C.. L’indiscrezione è stata riportata mercoledì da Bloomberg e ha creato tensione sui titoli della Bicocca, che hanno subito una battuta d’arresto a Piazza Affari arrivando a perdere fino al 4% per poi risalire e chiudere in rialzo dell’1,1%. Ieri il mercato invece ha mandato in rally il titolo, iniziando a credere a questa possibilità. Non è la prima volta che sul mercato circolano voci su un disimpegno degli azionisti cinesi, a cui fa capo il 37% della Pirelli & C., che nel 2015 hanno investito 8 miliardi di dollari attraverso ChemChina poi fusa in Sinochem, anche per rilevare alcune attività della Pirelli & C..

Secondo le indiscrezioni, la valutazione sulla possibile cessione sarebbe legata a una semplificazione del portafoglio globale. Sinochem Group controlla attraverso Marco Polo la maggioranza del gruppo della Bicocca, in cui sono presenti con il 27% investitori istituzionali, con il 14% la Camfin di Marco Tronchetti Provera e con il 9% il fondo cinese Silk Road Fund. Secondo Bloomberg, il gruppo con sede a Pechino sarebbe nelle prime fasi di revisione della sua partecipazione in Pirelli e avrebbe già riscontrato un preliminare interesse da parte di diverse società di private equity.

Gli azionisti Pirelli & C. sono legati da un patto di sindacato rinnovato l’anno scorso con un anno di anticipo, che entrerà in vigore in primavera con l’approvazione dei conti 2022 da parte dell’assemblea e scadrà nel 2026. L’accordo stabilisce i diritti di governance e di management che assegnano ai cinesi la presidenza, oggi ricoperta da Li Fanrong, e ai soci italiani la gestione operativa esercitata dal vicepresidente esecutivo e amministratore delegato, Marco Tronchetti Provera e da Giorgio Bruno nel ruolo di vice.

L’accordo parasociale lascia libere la mani ai soci per la cessione delle quote e se dovesse concretizzarsi l’ipotesi di un riassetto, gli azionisti cinesi non dovrebbero incontrare difficoltà a cedere le loro azioni. Nel recente passato si era parlato più volte anche di una possibile combinazione con Brembo, oggi azionista retail in Pirelli & C. con il 5,2% e primo produttore mondiale di sistemi frenanti, nell’ambito di un progetto per la creazione di un polo italiano degli pneumatici intelligenti, segmento tecnologico in cui il gruppo milanese sta investendo molto.

La cessione del 37% varrebbe circa 1,7 miliardi di euro e l’operazione, nel caso ricevesse disco verde, dovrebbe procedere con un beauty contest, un’asta chiusa con pochi e selezionati investitori scelti per familiarità con la società o per la bontà delle proposte di valorizzazione. Il condizionale è comunque d’obbligo. L’uscita dal capitale di Pirelli appare lontana per il momento, almeno a stare alle dichiarazioni di Sinochem. In una nota ufficiale, Marco Polo International Italy, veicolo con cui il gruppo cinese detiene la quota in Pirelli, ha dichiarato di non avere in programma alcun piano di vendita della partecipazione.

 

 

Pirelli & C., le quotazioni escono dalla congestione 

Il titolo Pirelli & C. sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance molto positiva registrata nella seduta di ieri (+3,36%). Dopo un’apertura in gap up (subito ricoperto nell’intraday), infatti, le quotazioni hanno dapprima intrapreso un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 5,062, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un minimo a quota 4,831. Nel corso del pomeriggio, poi, complice il recupero dell’intero FTSE/Mib diretto verso i 28.000 punti, i corsi sono rimbalzati andando a chiudere a 4,950 euro, corrispondente anche al prezzo di apertura. Tale movimento ha permesso all’azione di creare un pattern grafico denominato “Doji”, indicante una generalizzata indecisione da parte degli operatori.

Più che incertezza, però, la configurazione che si è formata andrebbe interpretata come una figura rialzista di continuazione, sia perché è posizionata al di sopra del trading range che ha caratterizzato Pirelli & C. negli ultimi venti giorni (con il relativo breakout della resistenza sul livello 4,870), sia perché è raro assistere ad acquisti massicci su un titolo che è in procinto di essere venduto. Solitamente, infatti, si cerca di liquidare le proprie posizioni prima dell’ufficialità della cessione, per timore di una eventuale “svendita”. In questo caso, probabilmente, si fa affidamento sulle grandi capacità commerciali del socio cinese, che saprà sicuramente valorizzare il proprio investimento e, di conseguenza, quello di tutti i risparmiatori.

Dal punto di vista operativo pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 5,062 con target nell’intorno dei 5,194 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 4,831 con obiettivo molto vicino al livello 4,553. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti da poche sedute. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 68.


L’andamento di breve termine del titolo PIRELLI & C.

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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