Più Medical, la farmacia cambia pelle: prevenzione, tecnologia e mercato

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C’è una trasformazione silenziosa che sta attraversando il mondo della farmacia italiana, spinta da cambiamenti demografici, nuove esigenze sanitarie e da una domanda crescente di servizi di prevenzione. In questo scenario si inserisce il progetto di Più Medical, che punta a ridefinire il ruolo della farmacia sul territorio. Un percorso che nasce da un’idea chiara e che oggi passa anche dal mercato dei capitali, con l’ingresso in Borsa come leva per accelerare una strategia industriale che guarda al medio-lungo periodo. A raccontarlo a Borsa&Finanza è l’amministratore delegato Stefano Maroni (nella foto).

 

Dalla dispensazione al presidio di salute

 Stefano Maroni, il giorno della quotazione all'Eurnext Growth Milan di Più Medical“Più Medical nasce dalla volontà di portare in Italia un modello di farmacia completamente nuovo”, spiega Maroni, chiarendo subito il perimetro dell’ambizione. Alla base c’è la convinzione che la farmacia non possa più essere soltanto un punto di erogazione del farmaco, ma debba evolvere in un luogo di monitoraggio, prevenzione e accompagnamento del paziente lungo tutto il ciclo della salute.

Il progetto si fonda sull’integrazione di servizi avanzati, dalla nutraceutica digitale ai percorsi legati alla longevity e alla medicina funzionale, supportati da una piattaforma tecnologica proprietaria che Maroni definisce “un asset strategico”. L’obiettivo è quello di costruire un ecosistema capace di offrire risposte continuative, non episodiche, alle esigenze di una popolazione sempre più longeva e attenta al benessere.

Dal punto di vista industriale, la crescita passa attraverso operazioni di M&A selettive. “Gli obiettivi del 2026 sono molto chiari: continuare a crescere con operazioni di M&A selettive e trasformare progressivamente tutta la rete nel nuovo format”, sottolinea l’amministratore delegato. La presenza territoriale è oggi concentrata soprattutto in Lombardia, Piemonte e Veneto, ma il modello viene descritto come replicabile su scala nazionale, a patto che i target rispettino criteri rigorosi di integrazione e sviluppo.

 

Un modello europeo, lontano dal retail puro

L’esperienza internazionale del management ha avuto un peso rilevante nella definizione del progetto. Maroni porta con sé vent’anni di osservazione diretta del mercato statunitense, dove l’evoluzione delle farmacie ha seguito una direzione fortemente commerciale. “Negli Stati Uniti c’è stata una reingegnerizzazione della farmacia con un footprint più commerciale che, dal mio punto di vista, ne ha un po’ snaturato il ruolo”, osserva.

Un modello che ha finito per diluire l’identità sanitaria della farmacia, trasformandola in un punto vendita ibrido dove “si erogano medicinali ma si vende anche il sacchetto delle patatine”. Più Medical sceglie consapevolmente una strada diversa, mantenendo la centralità della salute e della prevenzione, senza rincorrere logiche di puro retail che poco hanno a che fare con la presa in carico del paziente.

Questa impostazione si riflette anche nell’organizzazione del lavoro e nella gestione delle risorse umane, in un contesto segnato da una crescente carenza di farmacisti. Per Maroni il problema non è solo quantitativo, ma qualitativo: “Il punto centrale non è solo reperire farmacisti, ma cambiare il modo in cui lavorano, valorizzando il loro ruolo”. Il farmacista torna così a essere una figura di riferimento, non più soltanto un operatore al banco, ma un professionista coinvolto in attività di consulenza, prevenzione e accompagnamento. Più Medical punta su team stabili e su una relazione di lungo periodo con i professionisti, facendo leva su un’esperienza di collaborazione con i farmacisti che dura da oltre sessant’anni. Una scelta che viene presentata come un vantaggio competitivo, soprattutto in un mercato dove il turnover rischia di compromettere la qualità del servizio.

 

La Borsa come acceleratore industriale

La recente quotazione su Euronext Growth Milan rappresenta un passaggio chiave nella traiettoria di Più Medical. “La quotazione è stata un passaggio fondamentale per il nostro percorso di crescita”, afferma Maroni, che vede nella Borsa uno strumento per rafforzare solidità, trasparenza e visione industriale. Non solo accesso a capitali, ma anche una piattaforma di comunicazione verso investitori, istituzioni e mercato.

La strategia dichiarata, sintetizzata nel modello “Buy Fix Scale”, ha trovato riscontro positivo tra gli investitori, così come l’ingresso di un anchor investor di peso come Electa. Recentemente, infatti, i soci di Più Medical hanno sottoscritto un term-sheet vincolante con il fondo IPO Club 2, gestito da Azimut Investments S.A., riguardante un investimento P.I.P.E. (Private Investment in Public Equity) da realizzarsi mediante la sottoscrizione di una tranche di aumento di capitale riservato già deliberato dal gruppo e pari a circa 5 milioni di euro. “Avere Electa come anchor investor è una conferma importante della qualità del nostro piano”, commenta Maroni, sottolineando l’allineamento sull’orizzonte industriale di lungo periodo. L’operazione con Ipo Club, insieme al supporto di First Capital, viene letta come un fattore abilitante per accelerare il consolidamento del mercato e l’adozione del nuovo format in un numero crescente di farmacie.

In un settore ancora frammentato e sottoposto a forti pressioni strutturali, Più Medical si propone come un progetto di trasformazione più che di semplice espansione. Una scommessa che intreccia finanza, sanità e innovazione organizzativa, con l’ambizione di ridefinire il ruolo della farmacia italiana nel sistema della salute.

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Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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