Una vignetta a settimana sui temi della “behavioural economy“, ovvero sulla finanza comportamentale, la disciplina creata da Daniel Kahneman e Amos Tversky che studia come i fattori psicologici, le emozioni e i pregiudizi cognitivi influenzano gli investimenti degli individui e il comportamento dei mercati. Un breve dialogo che aiuta a capire come investire il proprio risparmio, in modo corretto. In maniera semplice e immediata. Oggi il tema affrontato dal consulente finanziario Riccardo Ferrero ha a che vedere con la semplicità. Lo ha sempre detto anche Warren Buffett. Meglio non investire in qualcosa che non si capisce. Il concetto di “plain vanilla” indica proprio la semplicità. Una regola da tenere presente sempre, senza farsi distrarre magari da rendimenti mirabolanti.
È convinzione diffusa pensare che il “complesso” sia comunque sempre frutto di studio approfondito e, quindi, che sia da preferire al “semplice”. Tralasciando il fatto che possa essere, in alcuni casi, proprio così, almeno per quel che riguarda il mondo degli investimenti la complessità dovrebbe essere maneggiata con cura, financo addirittura lasciata in delega a gestori professionisti.
La struttura dei prodotti complessi non è sempre, per sua natura, di facile comprensione. Non è detto che questi prodotti, manipolati in ottica “fai da te”, migliorino poi l’efficienza del proprio portafoglio e soprattutto la sua efficacia, cioè il fine ultimo di poter produrre i risultati sperati.









