In una giornata caratterizzata da rinnovate vendite sui mercati azionari europei, sul Dax le azioni Porsche proseguono il recupero partito nella giornata di ieri. Questo nonostante il costruttore di auto di lusso tedesco abbia chiuso il 2025 con numeri in decisa flessione. L’introduzione dei dazi statunitensi e la presenza sempre più aggressiva dei concorrenti cinesi ha spinto al ribasso del 9,5% i ricavi che si sono attestati a 36,27 miliardi di euro, mentre l’utile operativo è crollato del 92,7% a 413 milioni di euro. Su questi numeri la società ha sottolineato anche l’impatto di spese straordinarie pari a 3,9 miliardi di euro, la maggior parte delle quali sono state rivolte al riallineamento delle strategie di prodotto e nel ridimensionamento dell’azienda. In questo contesto il margine è passato dal 14,1% del 2024 all’1,1%
In calo del 59% è risultato il flusso di cassa pari a 1,51 miliardi di euro. Nel 2025 le consegne sono scese del 10,1% a 279.448 unità. In scia a questi dati il dividendo delle azioni ordinarie passa dai 2,3 euro del 2024 a 1 euro, mentre quello delle azioni privilegiate passa dai 2,31 euro a 1,01 euro.
Per quanto riguarda il 2026 Porsche prevede condizioni di mercato ancora volatili e difficili. Il margine operativo sulle vendite dovrebbe essere compreso tra il 5,5% e il 5,7%. I ricavi dovrebbero attestarsi nel range tra i 35-36 miliardi di euro, mentre il flusso di cassa per le auto è compreso nel range 3%-5%.
Azioni Porsche: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Porsche sulla Borsa tedesca. Con volumi superiori alla media giornaliera mensile, è una seduta all’insegna degli acquisti, con un guadagno dell’1,8% oltre i 38,5 euro.
Con un’impostazione che su tutti i time frame è al ribasso, per avere un primo segnale di forza le quotazioni dovrebbero spingersi oltre gli ex supporti e minimi toccati nello scorso mese di febbraio 2026 in area 39,50 euro. Il superamento di questi livelli rafforzerebbe il trend rialzista di breve periodo. In questo caso il primo obiettivo sarebbe situato sui 40,40-40,50 euro e successivamente verso i 41 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 2 marzo. Nel caso in cui questi livelli dovessero essere lasciati alle spalle, potremmo assistere a ulteriori apprezzamenti fin verso i top degli ultimi due mesi in area 43,30 euro.
Al contrario la perdita dei minimi di assoluti situati sui 36,45 euro, andrebbe a indebolire ulteriormente la struttura grafica di fondo. In questo caso il prossimo obiettivo sarebbe situati sui 35 euro e successivamente la soglia dei 34 euro. La mancata tenuta di questi livelli farebbe proseguire il trend ribassista fin verso l’area dei 30 euro, con target intermedi sui 32,5-32 euro.
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