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Porsche: trimestrale solida ma in Borsa titolo debole

Porsche: trimestrale solida, gli investitori però vendono le azioni in Borsa

Le azioni Porsche sono in leggero territorio positivo al momento alla Borsa di Francoforte, in recupero dai minimi di giornata registrati in mattinata. Il titolo non riesce a trovare forza in questo avvio di mese nonostante una trimestrale con utili e ricavi in crescita del 25%. La casa automobilistica tedesca ha dimostrato di essere meno esposta all’indebolimento della domanda globale e all’inflazione persistente, esattamente come altri operatori di beni di lusso. Gli investitori però guardano alle incertezze economiche che stanno pesando sul settore. La pressione rimane alta al cospetto di una ripresa della domanda e della produzione dopo i problemi costanti alla catena di approvvigionamento. In questo ha contribuito anche la guerra dei prezzi innescata da Tesla, che ha ridotto il prezzo dei suoi modelli di auto costringendo i competitor a combattere con i margini aziendali. Nello specifico Porsche sta valutando se può aumentare i prezzi per compensare i maggiori costi di input. “La tesi chiave su Porsche è che possono spingere i prezzi in questo ambiente”, ha detto l’analista di Bernstein Daniel Roeska. “Se ciò non accade, questa è una preoccupazione”, ha aggiunto.

 

Porsche: tutti i numeri della trimestrale

Nei primi tre mesi di quest’anno Porsche ha registrato un utile operativo di 1,84 miliardi di euro, in crescita del 25,17% rispetto agli 1,47 miliardi di euro del primo trimestre del 2022. Nello specifico, il segmento dell’automotive ha prodotto guadagni operativi per 1,73 miliardi di euro, salendo rispetto agli 1,36 miliardi registrati lo scorso anno. Mentre l’unità dei servizi finanziari è stata più colpita dall’inflazione e dall’aumento dei tassi d’interesse, con il profitto operativo che è sceso da 102 a 86 milioni di euro in un anno. La società ha dichiarato che nella più bassa performance del comparto finanziario ha contribuito la valutazione delle coperture dei tassi d’interesse e dei derivati, mentre la quota di auto nuove noleggiate e finanziate è scesa dal 46% al 42%. I ricavi complessivi sono risultati di 10, 1 miliardi di euro, in aumento del 25,6% rispetto agli 8,04 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Il margine operativo è rimasto piatto al 18,2% su base annua, scontando proprio il minor profitto dei servizi finanziari. Il free cash flow è una delle note più positive, attestandosi a 1,4 miliardi di euro a fine marzo, in crescita dell’84% anno su anno.

 

La guidance

Porsche ha in programma di aumentare i prezzi delle auto dal 4% all’8% nella seconda parte del 2023 relativamente ai nuovi modelli in USA e in Europa, con lo scopo di combattere i costi più elevati che hanno pesato sui rendimenti nel primo trimestre. La società si aspetta anche che i prezzi base per i veicoli elettrici siano superiori dal 10% al 15% rispetto ai modelli a combustione interna.

L’EBITDA delle auto è stato ribadito nella fascia compresa tra il 25% e il 27%, in aumento rispetto al 24,4% riportato nel primo trimestre. Per quanto riguarda i margini, la stima risulta in un intervallo tra il 17% e il 19% su ricavi da 40 a 42 miliardi di euro . Quanto ai piani produttivi dell’azienda, Porsche sta progettando un SUV ad alte prestazioni completamente elettrico, il cui approdo nel mercato dovrebbe avvenire non prima del 2026. La mossa servirebbe per tenere testa a Ferrari e aumentare i margini operativi a oltre il 20%.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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