Per chi non è ancora obbligatorio il Pos dal 2026

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Dal 1° gennaio 2026 scatta l’obbligo di rilevazione integrata dei Pos, ma il dispositivo per i pagamenti elettronici rimane ancora non obbligatorio per chi appartiene a due distinte categorie. Non c’è obbligo di collegamento tra i sistemi di pagamento digitali e i registratori telematici (i dispositivi che hanno sostituito i vecchi registratori di cassa) per chi è escluso dall’emissione di scontrini e ricevute e per chi emette gli scontrini manuali e differisce la rilevazione a una seconda fase, in relazione all’entrata in funzione degli strumenti di pagamento.

La norma è stabilita dalla legge di bilancio 2025 (la legge 30 dicembre 2024, n. 207), che ai commi da 74 a 77 disciplina la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi. Nella disposizione 424470/2025, l’Agenzia delle Entrate ha invece definito le modalità tecniche e operative per il collegamento tra lo strumento hardware o software mediante il quale sono accettati i pagamenti e il dispositivo tramite cui vengono registrati e memorizzati i dati. L’obiettivo è quello di facilitare i controlli anti-evasione fiscale, permettendo di rilevare le incongruenze tra scontrini emessi e incassi ricevuti.

 

In questo articolo:

 

  • Chi è tenuto alla trasmissione dei corrispettivi
  • Pos non obbligatorio: per chi di preciso?

 

Chi è tenuto alla trasmissione dei corrispettivi

Pena multe salate, il Pos è obbligatorio per tutti “i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi”, quindi ambulanti, artigiani, associazioni con Partita Iva (dalle Asd alle Ssd), attività di ristorazione, attività ricettive, aziende agricole a regime speciale, ordinario e a regime di esonero, commercianti (negozi, supermercati, bar), studi professionali che esercitano in proprio (avvocati, commercialisti, medici, dentisti, psicologi, notai, ingegneri, geometri, consulenti del lavoro), tabaccai, farmacie e parafarmacie, tassisti e Ncc.

Il collegamento tra gli strumenti di pagamento elettronico e quelli di certificazione dei corrispettivi avviene accedendo al portale Fatture e Corrispettivi messo a punto dall’Agenzia delle Entrate. Dopo aver fatto l’accesso sul sito con codice fiscale o Entratel, password e Pin, nell’area riservata la registrazione si realizza associando la matricola del registratore telematico preventivamente censito e attivato al dato identificativo univoco di ogni strumento di pagamento elettronico utilizzato. Naturalmente è necessario comunicare anche l’indirizzo dell’unità locale in cui gli strumenti sono impiegati.

La procedura è accessibile dal mese di marzo 2026: l’abbinamento deve essere effettuato entro 45 giorni dalla data in cui verrà reso disponibile il servizio. La registrazione della prima associazione o delle eventuali variazioni deve avvenire dal sesto giorno del secondo mese successivo alla data di effettiva disponibilità dello strumento di pagamento elettronico ed entro l’ultimo giorno lavorativo utile dello stesso mese. Ci sono poi eccezioni per chi ha gli strumenti già in utilizzo a gennaio o casi simili. Le Entrate fanno l’esempio di un esercente che attiva il Pos in collegamento con il registratore telematico il 1° febbraio 2026: la registrazione del collegamento deve essere fatta a partire dal 1° aprile ma entro il 30 dello stesso mese.

 

Pos non obbligatorio: per chi di preciso?

Il Pos non è obbligatorio per chi non è tenuto ad emettere scontrini e ricevute (e quindi l’esonero scatta non essendo tenuti alla certificazione dei corrispettivi come altre categorie) e per chi emette gli scontrini manuali. Per fare degli esempi: nel primo caso i giornalai, chi presta servizi di telecomunicazione, radiodiffusione e di trasporto pubblico di persone e veicoli; nel secondo caso, gli esercenti delle attività spettacolistiche, ovvero tutti quei soggetti “minori” che organizzano mostre, fiere e spettacoli. Nel regime di esonero sono inclusi anche gli agricoltori sotto una certa soglia.

La ratio è che chi emette gli scontrini manuali, è in generale esonerato dall’obbligo di collegamento tra Pos e registratore telematico. Ma se l’esercente (il giornalaio o l’associazione di un’attività spettacolistica) utilizza i pagamenti elettronici e un registratore telematico, allora è tenuto a collegarli. Sono infine esclusi anche i professionisti con Partita Iva che non emettono lo scontrino telematico e che incassano tramite fattura, anche se accettano pagamenti con il Pos. Ovviamente l’esclusione è prevista per chi non svolge un’attività riconducibile alla vendita al dettaglio.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari