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Poste Italiane: cosa fare con l’azione dopo i dati del 2022?

Poste Italiane: cosa fare con l'azione dopo i dati del 2022?

A Piazza Affari è una seduta in leggero ribasso per il titolo Poste Italiane, con gli investitori che scrutinano i conti del 2022 e la guidance sul 2023 comunicati dal management prima dell’apertura dei mercati. Nello specifico la società guidata da Matteo Del Fante ha chiuso l’anno passato con ricavi in aumento del 6% a 11,9 miliardi di euro. Il risultato operativo si è spinto su livelli record a 2,3 miliardi di euro, in crescita del 24,1% se confrontato al 2021 e superiore ai 2 miliardi di euro indicati nel piano industriale. Per quanto riguarda l’utile netto questo si è attestato a 1,51 miliardi di euro, in discesa del 4,3% su base annua, risultando sotto le attese degli analisti poste a 1,64 miliardi di euro. Nel corso dell’ultimo anno i costi sono aumentati del 2,4% portandosi a 9,6 miliardi di euro, mentre la posizione finanziaria netta scende dai 7,16 miliardi del 2021 agli attuali 2,41 miliardi di euro. In scia a questi dati è stato proposto un dividendo di 0,65 euro per azione, in aumento rispetto agli 0,59 euro dell’anno passato.

Per quanto riguarda il periodo ottobre-dicembre 2022 l’utile operativo si è attestato a 238 milioni di euro, rispetto a un consensus posto a 268 milioni di euro. Nel corso della presentazione dei dati il management ha fornito anche l’outlook sull’anno in corso. Nello specifico l’azienda si attende un Ebit sui 2,4 miliardi di euro, grazie al contributo di tutti i settori di business che dovrebbero andare a compensare gli effetti negativi generati dall’inflazione sui costi e dai costi di avviamento del business di Poste Energia. L’utile netto è invece stimato a 1,7 miliardi di euro mentre il dividendo dovrebbe portarsi a 0,71 euro per azione.

 

Azioni Poste Italiane: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere come si sta muovendo l’azione dopo questi numeri. È una giornata all’insegna della debolezza quella odierna per il titolo Poste Italiane, con i prezzi che dopo aver cercato di spingersi oltre i massimi settimanali situati sui 9,5 euro passano di mano in area 9,40 euro. Nel breve termine il mancato superamento delle prime resistenze, potrebbe aprire le porte ad una fase correttiva che avrebbe un primo obiettivo sui 9,20 euro e successivamente i 9 euro, dove troviamo la media mobile a 200 sedute. Dal punto di vista operativo la mancata tenuta di questi sostegni, andrebbe ad indebolire ulteriormente la struttura grafica del titolo con possibili discese fin verso gli ex massimi di agosto 2022 situati sugli 8,60 euro.

Nel caso in cui i corsi dovessero invece spingersi oltre i 9,50 euro, si avrebbe una prosecuzione di quel rimbalzo partito il 20 marzo in direzione dei 9,80 euro e successivamente verso i 10 euro. L’eventuale break di queste aree, dove transita l’indicatore giornaliero del Supertrend, aprirebbe le porte per ulteriori allunghi verso i massimi del 2023 situati sui 10,35 euro. Sarà solo lasciando alle spalle questi livelli che non solo si riattiverebbe il trend ascendente partito nell’ottobre dello scorso anno, ma al tempo stesso si avrebbe un miglioramento della struttura grafica con possibili nuovi apprezzamenti verso i massimi degli ultimi 12 mesi situati sui 10,7 euro.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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