Private banking in Italia: nel 2026 gestirà il 36% della ricchezza investibile

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L’Associazione italiana private banking (Aipb) ha recentemente pubblicato il rapporto “Il Private Banking in Italia: previsioni al 2026”, realizzato in collaborazione con Prometeia. Il documento analizza l’evoluzione dell’industria nei prossimi due anni e fornisce le opinioni dei

Andrea Ragaini, presidente di AIPB, in uno scatto a mezzo busto. Indossa una giacca grigio scuro con cravatta color granata e camicia bianca. Occhiali con montatura neta
Andrea Ragaini, Aipb

principali operatori del settore. Secondo Andrea Ragaini, presidente di AIPB, le proiezioni confermano il ruolo sempre più centrale del private banking nelle strategie di investimento delle famiglie italiane, ponendo l’accento sulla consulenza professionale e sulla capacità di gestione patrimoniale in un contesto finanziario in continuo mutamento.

“Le previsioni per il 2026 confermano il peso crescente e il ruolo del private banking nelle scelte d’investimento delle famiglie italiane. Un percorso di crescita che si fonda sulla consulenza professionale e la centralità del private banker. L’industria, oggi, si pone un obiettivo ancor più rilevante, quello di accrescere nel tempo il valore dei patrimoni in gestione, guidando le scelte della clientela all’interno di un contesto in continua evoluzione” ha commentato Ragaini.

 

In questo articolo:

 

  • Crescita degli asset e ruolo del private banking
  • Scenario macroeconomico e finanziario

 

Crescita degli asset e ruolo del private banking

Nel biennio 2025-2026, la ricchezza finanziaria investibile delle famiglie italiane aumenterà da 3.689 miliardi a quasi 4.000 miliardi di euro. Questo incremento sarà sostenuto principalmente dai nuovi flussi di investimento (+1,9%) e dalla performance positiva dei mercati (+1,5%). Gli asset under management (aum) del private banking in Italia cresceranno fino a superare i 1.412 miliardi di euro entro il 2026, segnando un incremento del 6,6% rispetto al 2024, un ritmo decisamente superiore rispetto al resto del settore finanziario (+1,8%).

I flussi di raccolta netta contribuiranno per il 4,2%, mentre l’andamento dei mercati aggiungerà un ulteriore 2,4%. La quota di mercato del private banking si espanderà fino a gestire quasi il 36% della ricchezza investibile delle famiglie italiane. Il sentiment degli operatori del settore è positivo: il 56% ritiene che l’industria continuerà a crescere nei prossimi 12-18 mesi, mentre il 44% prevede una stabilità, senza aspettative di peggioramento.

 

Il grafico, composto da tre barre verticali, mostra la quota di mercato, in percentuale e l'asset underm management, in miliardi di euro, gestito dal private banking in Italia. Al 2026 la quota di mercato dovrebbe raggiungere il 36% della ricchezza finanziaria investibile delle famiglie italiane
Nel 2026, secondo le previsioni di Aipb, il private banking in Italia dovrebbe avere una quota di mercato del 36%

La crescita del private banking sarà trainata principalmente dal risparmio gestito, con un aumento medio annuo dell’8,2%. Tale espansione sarà guidata dai nuovi flussi netti (+4,3%) e dalla performance dei mercati (+3,9%). Il comparto assicurativo registrerà una crescita annua del 5,7%, grazie a una distribuzione equilibrata tra nuovi investimenti e rendimenti di mercato. Anche il comparto amministrato, dopo una forte espansione del 27,8% tra il 2023 e il 2024, continuerà a crescere a un ritmo più moderato (+6,4% medio annuo).

Secondo l’indagine Aipb, gli investitori mostrano un crescente interesse per i private market (22% delle preferenze), seguiti dagli investimenti a capitale garantito, che però sono in netto calo dal 41% al 22%. Le soluzioni assicurative per l’ottimizzazione fiscale sono in crescita dal 3% al 9%, mentre il 13% degli investitori preferisce mantenere una parte di liquidità per scopi precauzionali.

Le asset class con maggiore prospettiva di crescita includono gli investimenti alternativi, come il private equity, le infrastrutture e il real estate, scelti da quasi l’80% degli operatori. Anche il mercato azionario è visto in espansione, con oltre il 70% delle preferenze. Sul fronte obbligazionario, le aspettative sono più caute: oltre la metà degli operatori prevede una stabilità o una contrazione del settore. La liquidità è attesa in diminuzione per il 54% degli investitori private. Per quanto riguarda i prodotti d’investimento, le migliori performance sono attese per le polizze vita e le gestioni patrimoniali (62%), seguite dai fondi ESG (54%). In controtendenza, titoli di Stato e depositi sono previsti in calo (38%).

 

Scenario macroeconomico e finanziario

Nonostante il rallentamento della crescita globale, il report prevede stabilità economica, con gli Stati Uniti che mostreranno una dinamica più favorevole tra il 2024 e il 2026 (+2,6%, +1,5% e +2,1%). Il PIL italiano è atteso crescere dello 0,8% nel 2024 e 2025, per poi scendere allo 0,7% nel 2026, mentre l’eurozona si muoverà tra lo 0,7% e l’1,1%. Il calo dell’inflazione e il miglioramento del mercato del lavoro riducono i rischi di recessione.

Le politiche monetarie si stanno orientando verso una fase più espansiva, con la Banca centrale europea (BCE) che ha avviato una riduzione dei tassi d’interesse, favorendo uno scenario di soft landing per l’economia italiana ed europea. Tuttavia, il rapporto debito/PIL dell’Italia è previsto in aumento a causa dell’effetto dei bonus pubblici, con un conseguente rialzo dello spread BTP-Bund, atteso intorno ai 185 punti base nel 2025.

Sul fronte azionario, la dinamica positiva iniziata nel 2024 è destinata a proseguire, con rendimenti medi annui attesi tra il 7% e l’8%. Il rientro dell’inflazione ha favorito un recupero del potere d’acquisto delle famiglie, con un incremento del reddito disponibile del 3,0% nel 2024. Tuttavia, per il biennio successivo, la crescita del reddito disponibile è stimata sotto l’1%, mentre il tasso di risparmio rimarrà su livelli bassi (circa 8,5%). Di conseguenza, i nuovi flussi investiti in attività finanziarie nel triennio 2024-2026 scenderanno a 210 miliardi di euro, rispetto ai 240 miliardi del triennio precedente.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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