Quanto serve per vivere sereni in pensione

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Quando si parla di pensione la vera domanda non è soltanto quando si potrà smettere di lavorare, ma quanto denaro serve per vivere sereni una volta lasciata l’attività. La risposta non è uguale per tutti, ma i numeri aiutano a farsi un’idea precisa.

Secondo l’Inps, nel primo semestre 2025 l’importo medio mensile delle pensioni italiane è di 1.215 euro netti, con oltre la metà degli assegni al di sotto dei 750 euro. Un dato che racconta subito quanto sia difficile vivere serenamente con il solo assegno pubblico. Per molti pensionati l’equilibrio economico si gioca quindi sulla differenza tra quanto si riceve e quanto effettivamente serve per mantenere una vita dignitosa.

 

In questo articolo:

 

  • La regola del 70-80% del reddito per calcolare la pensione necessaria
  • Quanto serve per vivere in pensione nelle grandi città e in provincia
  • Pensione di coppia: casa di proprietà o affitto, quanto cambia la soglia di serenità
  • Spese sanitarie: quanto pesano sul bilancio in pensione
  • Perché la pensione integrativa è fondamentale nel 2025
  • Longevità e aspettativa di vita: come cambia il fabbisogno in pensione
  • Quanto serve davvero per vivere sereni in pensione: cifre e scenari concreti
  • La pensione come progetto personale di lungo periodo

 

La regola del 70-80% del reddito per calcolare la pensione necessaria

Gli esperti di previdenza concordano su un criterio di base: per conservare un livello di vita simile a quello della fase lavorativa, occorre garantire in pensione almeno il 70–80% dell’ultimo reddito netto percepito.

Un lavoratore che guadagnava 2.000 euro al mese dovrebbe quindi poter contare su una pensione compresa tra 1.400 e 1.600 euro. Una coppia con reddito familiare di 3.000 euro al mese, per non cambiare abitudini, dovrebbe disporre di almeno 2.100/2.400 euro complessivi. Questo principio, però, va declinato su situazioni reali, perché la vita di un pensionato a Milano non ha lo stesso costo di chi vive in un piccolo centro di provincia.

 

Quanto serve nelle grandi città e in provincia

Prendiamo l’esempio di un single che vive in una grande città come Roma o Milano. Se paga un affitto medio da 650 euro, deve aggiungere utenze per circa 150 euro, spese alimentari per almeno 300 euro e trasporti per 80/100 euro. Solo per le voci di base si superano già i 1.200 euro.

A queste spese bisogna sommare uscite sanitarie che, per un over 65, valgono in media 120 euro al mese secondo il Rapporto CREA Sanità 2024, e una quota per il tempo libero, almeno 150 euro. Totale: 1.500/1.600 euro. Per sentirsi sereni, senza dover rinunciare troppo, la soglia reale per un single in città è quindi intorno ai 1.700/1.800 euro al mese.

Scenario diverso per un pensionato che vive in provincia, in casa di proprietà. Senza affitto da pagare e con spese di trasporto più contenute, il bilancio si abbassa notevolmente. Utenze, alimentazione e sanità possono aggirarsi sui 900/1.100 euro. Con qualche attività ricreativa, la serenità si raggiunge già con 1.300/1.500 euro mensili.

 

Pensione di coppia: casa di proprietà o affitto, quanto cambia la soglia di serenità

Le coppie senza mutuo o affitto riescono a gestire meglio il bilancio. Un nucleo di due persone spende in media 500 euro al mese per alimentari, 200/250 euro per utenze, 200 euro per trasporti e almeno 250/300 euro per salute. Considerando tempo libero, viaggi e imprevisti, il budget necessario si colloca tra 2.200 e 2.600 euro mensili. Se però la coppia vive in affitto in città, la serenità richiede cifre più alte. Con un canone medio da 800/1.000 euro, la soglia sale oltre i 3.000 euro al mese.

 

Spese sanitarie: quanto pesano sul bilancio dei pensionati

La salute è una variabile decisiva con l’avanzare dell’età. Nel 2024 la spesa sanitaria privata pro capite degli over 65 ha superato i 1.400 euro annui (CREA Sanità). In pratica, più di 100 euro al mese che spesso non sono coperti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Chi sceglie di sottoscrivere una polizza sanitaria integrativa o di aderire a un fondo di categoria può ridurre notevolmente questa voce, ma deve considerare comunque un costo fisso. Ignorare la spesa medica significherebbe non avere un quadro realistico di quanto serve per vivere tranquilli.

 

Perché la pensione integrativa è fondamentale nel 2025

La pensione pubblica difficilmente copre queste esigenze. Non a caso cresce il ricorso alla previdenza complementare. La relazione COVIP 2025 mostra che i comparti azionari dei fondi pensione hanno reso oltre il 10% medio annuo nel 2023, contro il 2% del TFR rivalutato.

Un trentenne che versa 100 euro al mese in un fondo pensione, con rendimento medio del 4%, può arrivare a 67 anni con un capitale di circa 100.000 euro, traducibile in 400–500 euro mensili di rendita aggiuntiva. È proprio questa integrazione che permette di colmare il divario tra quanto eroga l’Inps e quanto realmente serve.

 

Longevità e aspettativa di vita: come cambia il fabbisogno in pensione

Un altro elemento da considerare è la durata della pensione. Secondo l’Istat, chi compie 65 anni nel 2025 ha davanti in media altri 21 anni di vita. Significa che un pensionato deve finanziare almeno due decenni di spese. Se la soglia di serenità per un single in città è 1.700 euro al mese, il fabbisogno complessivo supera i 430.000 euro nell’arco della pensione. Per una coppia che punta a 2.400 euro, si parla di oltre 600.000 euro di entrate necessarie.

 

Quanto serve davvero per vivere sereni in pensione: cifre e scenari concreti

Alla domanda iniziale si può quindi rispondere con una forchetta:

 

  • Single in città in affitto: 1.700/1.800 euro al mese;
  • Single in provincia con casa di proprietà: 1.300/1.500 euro;
  • Coppia con casa di proprietà: 2.200/2.600 euro;
  • Coppia in città con affitto: non meno di 3.000 euro.

 

Numeri che non vogliono spaventare, ma offrire un riferimento concreto. L’assegno pubblico medio resta distante da queste soglie, motivo per cui la previdenza integrativa e la pianificazione finanziaria diventano strumenti indispensabili.

 

La pensione come progetto personale di lungo periodo

In definitiva, parlare di quanto serve per vivere sereni in pensione significa guardare non solo ai numeri, ma al modo in cui si vuole vivere quella fase. C’è chi sogna viaggi, chi desidera sostenere figli e nipoti, chi preferisce uno stile semplice e più domestico.

La cifra necessaria cambia in base alle scelte personali, ma la costante è chiara: senza un piano previdenziale e senza un’integrazione al sistema pubblico, la serenità rischia di rimanere un miraggio. La pensione non è un punto di arrivo, è un progetto che inizia molti anni prima, fatto di risparmio, scelte consapevoli e realismo sui propri bisogni futuri.

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Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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