Sono in molti a interrogarsi su quanto vale e soprattutto quanto varrà nell’immediato futuro il settore del quantum computing, una delle principali rivoluzioni tecnologiche della nostra epoca. Questa trasformazione che promette di risolvere problemi complessi oggi fuori dalla portata persino dei supercomputer basandosi a tutti gli effetti sulle leggi della meccanica quantistica, non è più confinata a una prospettiva di lungo periodo.
L’impatto dei computer quantistici su ricerca scientifica e medicina, industria e manifatturiero, finanza e telecomunicazioni, energia e mobilità, sicurezza e protezione dei sistemi, sarà enorme. Esistono ancora una serie di ostacoli alla crescita e all’affermazione definitiva di questa tecnologia, ma una volta superati questi colli di bottiglia ci si aspetta un’inversione di tendenza significativa nelle applicazioni pratiche e nei ricavi.
In questo articolo:
- Quantum computing: quanto vale oggi questo settore?
- Quanto potrebbe valere in futuro il mercato dei computer quantistici
- Quanto costa effettivamente un computer quantistico?
- Il quantum computing è già realtà: dove sono i computer quantici?
Quantum computing: quanto vale oggi questo settore?
Attualmente, secondo diverse valutazioni, il mercato dell’informatica quantistica vale 1,5 miliardi di dollari. Il paradigma di calcolo quantico, tuttavia, è una novità assoluta e vive un’evoluzione continua e rapidissima: le enormi potenzialità del quantum computing non sono state ancora completamente esplorate. Le stime prevedono che il mercato crescerà da 2 miliardi nel 2026 a 20 miliardi entro il 2035 a salire negli anni successivi, registrando un Cagr del 31,60%.
Alessandro La Volpe, l’amministratore delegato di Ibm Italia, ha individuato in un’intervista a Repubblica due date chiave per lo sviluppo dei computer quantistici: il 2026 per la dimostrazione concreta del vantaggio competitivo del calcolo quantistico e il 2029 per la maturità commerciale con l’arrivo dei primi sistemi fault-tolerant, ovvero stabili, affidabili e senza errori. Sarà allora che si passerà dalla fase di sperimentazione all’adozione vera e propria.
Boston Consulting Group ha calcolato che gli investimenti di venture capital nel settore del quantum computing hanno superato 1,2 miliardi di dollari nel 2025, a dimostrazione della fiducia degli investitori nel futuro del calcolo quantistico. Anche i governi stanno puntando su questa tecnologia trasformativa: la Cina, l’Unione europea e gli Stati Uniti hanno stanziato, rispettivamente, intorno ai 15, 10 e 5 miliardi in ricerca e sviluppo.
Quanto potrebbe valere in futuro il mercato dei computer quantistici
Secondo gli analisti di Bank of America e McKinsey, il quantum computing potrebbe valere 4 miliardi di dollari entro il 2030. È un aggiornamento significativo rispetto ai 300 milioni stimati soltanto nel 2024. Sul lungo periodo, invece, si prevede che la tecnologia dei computer quantistici genererà un valore economico globale compreso tra 450 miliardi e 1.000 miliardi di dollari entro il 2035-2040.
Il trend di crescita è confermato da Boston Consulting Group. Nell’analisi The Long-Term Forecast for Quantum Computing Still Looks Bright, pubblicata nel 2024, Bcg prevede che il calcolo quantistico genererà un valore economico compreso tra 450 e 850 miliardi a livello globale, sostenendo un mercato da 90 a 170 miliardi per i fornitori di hardware e software entro il 2040.
L’analista Kevin Garrigan e il suo gruppo di lavoro di Jefferies sostiene invece che il quantum computing genera oggi 1 miliardo di dollari di fatturato e ha un potenziale mercato indirizzabile totale fino a 198 miliardi entro il 2040. Questa proiezione si basa sulle valutazioni di D-Wave Quantum, IonQ e Rigetti Computing, tre importanti aziende statunitensi attive in questo campo e nate da laboratori di ricerca accademici.
La variabilità delle stime riflette le promesse e i dubbi che circondano il settore. A differenza di McKinsey, Bcg e Jefferies, Yole Group ha calcolato che il mercato crescerà da 954 milioni nel 2024 a 17,4 miliardi entro il 2035. Naturalmente le cifre rispecchiano la forte segmentazione del mercato in base a offerta, implementazione, tecnologia, apprendimento automatico, utente finale e applicazione.
Quanto costa effettivamente un computer quantistico?
Le capacità all’avanguardia del quantum computing hanno prezzi elevati. I costi di queste macchine evidenziano la loro complessità e la scienza avanzata che le sostiene. Costruire un computer quantistico richiede un’ingegneria complessa e materiali tutt’altro che ordinari. Al momento, i prezzi oscillano in una forbice tra i 5.000 e i 40.000 dollari per i modelli basici fino a milioni di dollari per i sistemi avanzati ad uso industriale.
L’Ibm Quantum System One, il primo computer quantistico commerciale presentato nel gennaio 2019 dalla società di Armonk, avrebbe un costo finale (il suo prezzo non è stato ancora reso pubblico) tra i 5 e i 30 milioni, a seconda di configurazione, numero di qubit, infrastruttura e supporto. Il calcolatore è destinato ad aziende e istituti di ricerca per la sperimentazione e per casi d’uso reali.
Oltre all’acquisto, la manutenzione di questi sistemi aggiunge un livello ulteriore di spesa. I computer quantistici richiedono temperature vicine allo zero assoluto per funzionare correttamente, il che significa investire in sofisticate tecnologie di raffreddamento. Per fare un esempio: la Qpu (l’unità di elaborazione quantistica) del Lagrange di Iqm acceso nel maggio 2025 al Politecnico di Torino lavora a 18 millikelvin, ovvero -273,13 gradi.
Il quantum computing è già realtà: dove sono i computer quantici?
I calcolatori che risolvono problemi oltre la portata dei computer tradizionali sono già attivi. In Europa ci sono due data center operativi basati su tecnologia Ibm. Il primo è ad Ehningen, in Germania, inaugurato nell’ottobre 2024 come hub centrale europeo per l’accesso al cloud. Il secondo, aperto nell’ottobre 2025, è a San Sebastián, in Spagna, dove ospita uno dei computer quantistici più potenti al mondo.
L’unicorno finlandese Iqm ha acceso due sue macchine in Italia. Un calcolatore a 5 qubit è stato installato nel maggio 2025 al Politecnico di Torino per attività di ricerca, sperimentazione e co-sviluppo di progetti tra università e imprese. Un computer a 54 qubit è invece al Cineca di Bologna, integrato nel supercomputer Leonardo: si tratta del primo supercomputer ibrido italiano.
Nel resto del mondo, si contano diversi computer quantistici in laboratori di ricerca, data center aziendali e università tra il resto d’Europa, gli Stati Uniti e l’Asia. A gestirli sono soprattutto big tech come Ibm, Google e Amazon e startup quali Iqm, Pasqal e Rigetti. In Cina, leader per investimenti nella corsa quantistica, un team dell’Ustc ha raggiunto la supremazia quantistica con il prototipo Jiuzhang: un calcolatore fotonico 180 milioni di volte più rapido ed efficiente del più veloce supercomputer al mondo.









