Jannik Sinner, Flavio Cobolli, Lorenzo Musetti, Matteo Arnaldi, Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego, Jasmine Paolini, Sara Errani, Elisabetta Cocciaretto, Lucia Bronzetti, Lisa Pigato, Tyra Grant: sono alcuni dei tanti nomi che stanno facendo la storia del tennis italiano. Protagonisti e protagoniste negli Slam e nei principali tornei dei circuiti Atp e Wta, sono le figure di copertina di un movimento in crescita esponenziale, anche sul piano economico.
Grazie al lavoro della Fitp (la Federazione italiana tennis e padel) guidata dal presidente Angelo Binaghi, in carica dal 2001, il tennis italiano sta vivendo un’età dell’oro che è soltanto agli inizi. A confermarlo sono i numeri della Federtennis: ormai i ricavi della Fitp superano quelli della Figc. Il tennis batte il calcio su tutti i fronti, dai risultati al mercato: non era mai successo in 125 anni di storia.
In questo articolo:
- Il tennis italiano supera il calcio: il valore economico prodotto
- Internazionali di Roma 2026: i numeri di un successo
- Aumentano i praticanti: una base in forte crescita
- La Sinnermania e il futuro: un torneo Atp sull’erba
Il tennis italiano supera il calcio: il valore economico prodotto
La Fitp ha fatto sapere di aver chiuso l’ultimo esercizio con un valore della produzione superiore a 230 milioni di euro: la Federcalcio si è fermata a 197 milioni, complice l’assenza di grandi eventi. È la prima volta che le entrate del tennis superano quelle del calcio, da sempre lo sport dominante in Italia sul piano economico. Ora l’obiettivo della Federtennis è scavalcare quota 250 milioni entro la fine del 2026.
L’impatto complessivo prodotto da tennis e padel in Italia si attesta sugli 8 miliardi annui, considerando l’indotto nei territori dove si disputano i tornei. I numeri sono impressionanti, specie a fronte di un contributo pubblico di 13,7 milioni all’anno. La forbice con il calcio è destinata ad allargarsi con la mancata qualificazione dell’Italia (la terza consecutiva) ai Mondiali di Canada, Messico e Stati Uniti.
A colpire è soprattutto la struttura dei ricavi del tennis italiano. La Fitp non ha le stesse entrate della Figc dai diritti televisivi e dalle sponsorizzazioni: il 70% del fatturato federale, pari a 157 milioni di euro, proviene dagli eventi. L’effetto di Internazionali di Roma, Finals di Torino e Final 8 di Coppa Davis è formidabile. Binaghi sta inoltre lavorando per portare in Italia un quinto Slam: un traguardo che segnerebbe l’ingresso definitivo nel gotha del tennis mondiale.
Internazionali di Roma 2026: i numeri di un successo
Un caso di studio è l’edizione 2026 degli Ibi: un torneo da record. Gli Internazionali hanno fatto staccare 418.815 biglietti per un totale di presenze che ha superato il mezzo milione. La quota degli spettatori internazionali è cresciuta del +4%. In totale, la crescita del torneo nell’arco di vent’anni è stata del +420%.
Un’analisi di Boston Consulting Group ha stimato l’impatto economico totale dell’edizione 2026 in 1 miliardo di euro, senza alcun contributo pubblico. Le entrate fiscali generate sono state di 165 milioni. L’impatto sociale, elaborato da Open Economics, è conteggiato in 470 milioni: il ritorno sociale sull’investimento (Sroi) è stato di 7,20 euro per ogni euro investito.
In vista delle prossime edizioni, la Federtennis ha avviato un piano di espansione da 160 milioni per la ristrutturazione del Foro Italico. Quando verrà coperto il Centrale, con la fine dei lavori prevista per il 2028, la capienza passera da 10.500 a 12.400 posti, permettendo di avere 2.000 posti in più per sessione.
I frutti di quello che è stato seminato sono già maturi. Quando gli Internazionali 2027, in programma dal 27 aprile al 16 maggio, hanno aperto la piattaforma ufficiale per la vendita dei biglietti, l’organizzazione ha venduto due terzi dei tagliandi della finale nella prima settimana. Sono andate a ruba anche le agevolazioni dedicate a tesserate e tesserati della Fitp e si attendono i risultati della prelazione riservata ad abbonate e abbonati dell’edizione 2026 per il rinnovo delle tessere.
Aumentano i praticanti: una base in forte crescita
Nel 2024 la Federtennis ha contato 1.151.769 tesserati: l’incremento è del +266% rispetto al 2020. Affiliati alla Fitp ci sono oltre 4.000 circoli, distribuiti in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, con una maggioranza al Nord di 1.834 club. In totale, i praticanti superano i 6,5 milioni; se si allarga il raggio d’osservazione ad appassionate e appassionati, il tennis in Italia coinvolge 18,3 milioni di persone. È ufficialmente il secondo sport più seguito dopo il calcio.
Il fenomeno padel ha favorito la travolgente popolarità degli sport di racchetta. In Italia esistono più di 10.200 campi distribuiti in 3.800 circoli per una platea di 1,5 milioni di appassionati e praticanti. Roma è la capitale con 1.570 campi, terza in Europa dietro soltanto a Madrid e Barcellona. Grazie a questi numeri, l’Italia è diventata il secondo mercato europeo per numero di campi e infrastrutture.
La Sinnermania e il futuro: un torneo Atp sull’erba
I successi di Jannik Sinner e Jasmine Paolini, gli azzurri e le azzurre nelle Top 100 mondiali, i trionfi in Davis, i giovanissimi e le giovanissime che crescono negli under 10, 11 e 12, hanno trasformato il tennis da sport d’élite in fenomeno popolare di massa. La Fitp investe tanto nella scuola: Binaghi ha dichiarato che la federazione copre il 15% di tutti i bambini e le bambine e degli studenti e delle studentesse della scuola italiana.
Il futuro è tutto da scrivere. Nel 2028 entrerà in calendario un nuovo torneo sull’erba che si giocherà a Milano nella seconda settimana di giugno, subito dopo il Roland Garros e in vista di Wimbledon. La Fitp ha acquisito la licenza dell’Atp 250 di Bruxelles per una cifra vicina ai 26 milioni, con l’ambizione di trasformare il torneo milanese in un Atp 500 e l’Italia nel punto di riferimento del tennis internazionale.
“Abbiamo costruito una filiera completa: dalla promozione nelle scuole alla formazione tecnica fino all’alto livello – ha dichiarato Binaghi in un’intervista a Stadium, la rivista del Csi –. Questo significa che i risultati non sono episodici ma replicabili”. La sfida per il futuro è duplice. “Da un lato adeguare gli impianti esistenti a una domanda in crescita; dall’altro portare il tennis dove oggi non c’è – ha sottolineato il presidente della Fitp –. Scuole e periferie sono la priorità. Servono strutture leggere, sostenibili, integrate con il territorio. E serve continuità: non eventi spot, ma programmi strutturati. È lì che si gioca la vera partita dei prossimi anni”.









