Rame: con la Cina il metallo è prezioso

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Pechino cerca di rilanciare la sua economia. Se ci riuscirà per il rame potrebbe arrivare un periodo di rivalutazione dei prezzi sui mercati delle materie prime. L’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti).

Il rame potrebbe essere pronto a una ripresa delle quotazioni dopo la discesa dei prezzi dell’ultimo mese. Per diverse banche d’affari e analisti molto passa dalle misure di stimolo messe in campo dalla Cina. Iniziativa che nella volontà del governo di Pechino dovrebbero rilanciare l’economia interna del Paese, da ormai qualche anno appesantita dalle difficoltà del mercato immobiliare. Iniziativa che peraltro potrebbe avere ricadute anche su scala globale. In un recente report, Goldman Sachs ha fissato a 12.000 dollari la tonnellata, ossia 5,44 dollari la libbra, il prezzo obiettivo da qui al 2026 per il rame, sottolineando che le misure di stimolo cinesi possano rafforzare le prospettive di crescita globale.

Metallo industriale spesso usato come termometro dell’economia, il rame trova un ampio utilizzo nell’edilizia, nei cablaggi elettrici e nell’elettronica. Secondo i dati del World Copper Factbook 2024 elaborati dall’International Copper Study Group, a fine 2023 le scorte globali hanno toccato un massimo storico di 1 miliardo di tonnellate. Vi sono motivi per credere che questo stock possa essere ridotto nei mesi a venire. Da un lato le aziende minerarie negli ultimi anni hanno ridotto gli investimenti per la realizzazione di nuove miniere e questo potrebbe andare a impattare sull’estrazione del metallo prezioso. Da un altro la maggior sensibilità green sta portando alcuni tra i maggiori Stati produttori di rame, come Cile e Perù, a rivedere le loro politiche estrattive. In questo scenario poi, si inseriscono ulteriori considerazioni: se indubbiamente la ripresa economica della Cina riattiverebbe la domanda del maggior consumatore globale di rame, una politica monetaria più accomodante tanto in Europa quanto in America potrebbe stimolare l’economia delle due aree.

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Redazione

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