Il rame ha chiuso l’ultima settimana registrando il più grande guadagno settimanale degli ultimi quattro mesi. Con un balzo del 6%, il metallo rosso ha superato i 10.000 dollari la tonnellata, spinto dalle misure di stimolo monetario e fiscale della Cina per rilanciare l’economia. Il rame è un elemento molto importante per le attività economiche e il suo andamento sul mercato delle materie prime è strettamente legato a quello dell’economia. Mettendo in campo una quantità enorme di denaro, le autorità cinesi hanno creato le condizioni affinché la domanda di rame esploda, tenuto conto che il Dragone risulta essere il più grande consumatore del mondo.
I prezzi del rame sono ancora lontani rispetto al record di oltre 11.100 dollari di maggio scorso, quando l’offerta era in deficit rispetto alla domanda. La preoccupazione più forte è che la produzione attuale di rame sia insufficiente di fronte al cambiamento epocale della transizione energetica e dello sviluppo delle auto elettriche che necessitano di grandi quantità di rame. Anche perché scoprire are nuove miniere richiede anni e un dispendio economico non indifferente. Per questa ragione i grandi minatori preferiscono crescere per consolidamento piuttosto che puntare sull’espansione dell’attività attraverso nuovi giacimenti. Le aggregazioni però non aumentano l’offerta, al più la ridistribuiscono.
Rame: gli avvertimenti dei produttori
Oggi inizia la London Metal Exchange Week, evento annuale in cui produttori, commercianti e utenti si incontrano per concordare i contratti per l’anno successivo. Si tratta dell’appuntamento più importante per l’industria del rame e alcuni rappresentanti dei principali produttori mondiali hanno espresso, alla vigilia, alcune considerazioni.
Iván Arriagada, amministratore delegato del produttore cileno di rame Antofagasta, ha affermato che c’è una “disconnessione tra le amministrazioni, che non rilasciano permessi per nuove miniere abbastanza rapidamente e la domanda di metallo”. L’esperto ha avvertito che affinché la transizione energetica non subisca ritardi, è necessario nel prossimo decennio “aggiungere l’equivalente dell’intera produzione di rame del Cile”. A suo avviso, con la carenza del metallo – utilizzato nelle reti elettriche, nei cablaggi e nelle auto elettriche – ci sarebbe una maggiore volatilità dei prezzi, “tradizionalmente molto sensibili all’elemento macro contingente”.
Dello stesso avviso è Nicholas Snowdon, responsabile della ricerca sui metalli e sull’estrazione mineraria presso la società di trading Mercuria. “La volatilità sarà una caratteristica persistente. Ci sarà un’altalena di prezzi”, ha detto. Contestualmente, Peter Toth, chief development officer presso il minatore d’oro Newmont, ha aggiunto che “a livello industriale o sociale, qualcuno deve costruire più miniere di rame”.
Per quanto riguarda l’impatto degli stimoli cinesi sul mercato del rame, Jonathan Price, amministratore delegato del produttore canadese Teck Resources, ha affermato che tali misure dovrebbero “stimolare una nuova domanda”. Tuttavia, l’aumento dei prezzi che ne deriva “potrebbe non essere sufficiente a incentivare la costruzione di alcuni dei megaprogetti di cui il mondo avrà bisogno”, ha aggiunto.









