Ray Dalio: in atto collasso dell’ordine economico, monetario e geopolitico

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Gli investitori sono troppo concentrati sui dazi e non si accorgono di un problema più grande, ha affermato il grande investitore Ray Dalio. In un post su X, il miliardario fondatore di Bridgewater Associates ha scritto che è in atto un crollo irripetibile dei principali ordini monetari, politici e geopolitici. Questo collasso “si verifica solo una volta nella vita, ma è successo molte volte nella storia quando si sono verificate condizioni simili insostenibili”, ha detto.

Cosa significa? Secondo Dalio, alla base della guerra tariffaria iniziata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump c’è “l’eccessivo debito esistente e il rapido tasso con cui vengono aggiunti nuovi prestiti”. Gli USA sono dipendenti dal debito per finanziare le spese eccessive, mentre gli altri Paesi a credito con gli Stati Uniti, tipo la Cina, dipendono dalla vendita dei loro beni proprio agli Stati Uniti. Ne consegue che “ci sono grandi pressioni affinché questi squilibri vengano corretti in un modo o nell’altro e così facendo cambierà l’ordine monetario in modo sostanziale”, ha sottolineato Dalio. Quindi, le politiche tariffarie del presidente Donald Trump non sono la causa principale, ma piuttosto i sintomi di problemi sistemici più ampi già in atto, ha chiarito Dalio.

 

Ray Dalio: verso la deglobalizzazione?

I commenti di Ray Dalio arrivano in un momento estremamente delicato per l’economia mondiale, che rischia di cadere in recessione. Da oggi sono in vigore i dazi annunciati da Trump il 2 aprile al Rose Garden della Casa Bianca. La novità rispetto a una settimana fa è l’aggiunta di ulteriori tariffe alla Cina per punirla di aver raggiri introducendo dazi del 34% sulle merci americane. Ora i beni cinesi che entrano negli Stati Uniti sono assoggettati a un prelievo complessivo del 104%.

La strada intrapresa a questo punto sembra andate verso una forma di protezionismo o deglobalizzazione. “È ovviamente incongruo avere sia grandi squilibri commerciali che grandi squilibri di capitale in un mondo deglobalizzato in cui i principali attori non possono confidare nel fatto che gli altri principali attori non li taglieranno fuori dalle forniture di cui hanno bisogno (preoccupazione americana) o che pagheranno loro i soldi che gli sono dovuti (preoccupazione cinese)”, ha scritto Dalio.

A suo avviso, le lacune nell’istruzione, nelle opportunità, nei livelli di produttività, nonché nel reddito, nella ricchezza e nei valori delle persone si stanno manifestando in un “collasso del sistema democratico e nell’ascesa di leader autocratici”. In quest’arena geopolitica, “l’ordine mondiale multilaterale e cooperativo guidato dagli Stati Uniti, l’unica potenza dominante, viene sostituito da un approccio unilaterale America first”, ha aggiunto. In definitiva, Dalio ha esortato gli osservatori a non farsi distrarre dagli eventi di superficie, ma invece a esaminare come cinque forze principali – debito, politica, potere internazionale, natura e tecnologia – interagiscano e spingano il mondo verso una nuova era.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari