Il Real Madrid, il club di calcio più vincente al mondo, è pronto a rivoluzionare il suo status giuridico: il presidente Florentino Pérez sta valutando per la prima volta la vendita di una quota di minoranza della società in un’operazione che potrebbe portare a una valutazione record delle Merengues. È Front Office Sports a rivelare i piani per la trasformazione dell’assetto societario, una mossa che dividerà il club in due metà: una sportiva e una commerciale.
Il sito statunitense conferma che il Real potrebbe diventare una società per azioni, con la parte sportiva riservata ai socios (i circa 100.000 soci storici che dal 1902 detengono la proprietà della squadra, eleggono il consiglio di amministrazione e votano le decisioni chiave) e quella commerciale affidata agli investitori esterni, tra cui fondi sovrani o private equity. Il modello è il 50+1 della Bundesliga tedesca: il 51% delle azioni ai soci, il restante 49% a disposizione degli investitori esterni.
In questo articolo:
- Real Madrid, valutazione record da 24 miliardi
- I numeri galattici delle Merengues
- Chi potrebbe comprare il 5% del club
Real Madrid, valutazione record da 24 miliardi
Nonostante il riassetto con la possibile apertura ad investimenti esterni, qualsiasi accordo dovrà comunque essere approvato dai soci, che manterranno sempre il pieno controllo della società. Agli esterni sono destinati diritti economici a medio termine, progetti speciali e l’apprezzamento delle azioni. Per il momento la quota di minoranza individuata da Pérez è del 5%: una partecipazione simbolica, senza accesso alla governance, ai rischi operativi o ai dividendi ordinari. Il patron dei Blancos ha definito qualsiasi investitore “un alleato strategico e mai un proprietario”. “Se un investitore volesse trasferire la propria quota, il Real Madrid avrà sempre il diritto di reclamarla”, ha sottolineato il presidente.
L’apertura agli investitori privati fornisce un’indicazione importante sul valore del club: la vendita del 5% delle azioni potrebbe confermare la società come il franchise sportivo più prezioso al mondo, con una valutazione potenziale fino a 21 miliardi di euro (24 miliardi di dollari). Front Office Sports spiega che la valutazione di un club sportivo si basa su quattro parametri chiave: i multipli dei ricavi, la prevedibilità del flusso di cassa, la forza del brand e la portata globale. Il Real conta una base di 350 milioni di tifose e tifosi in tutto il mondo ed è leader nel valore del marchio (1,921 miliardi di dollari) e nei ricavi.
I numeri galattici delle Merengues
Forte di un palmarès galáctico con 36 campionati spagnoli, 15 Champions League e 9 Coppe Intercontinentali, il Real Madrid è il primo club nella storia a superare il miliardo di euro di entrate in una sola stagione: il suo fatturato nel 2024 è stato di 1,185 miliardi, una cifra monstre certificata dalla prima posizione nel ranking Deloitte Football Money League. La Casa Blanca è stata inserita al 18esimo posto nella classifica redatta dalla rivista Sportico delle società sportive che valgono di più nel 2025: la sua valutazione potenziale in quel periodo era di 6,06 miliardi di dollari.
L’aggiornamento a 24 miliardi fa impallidire i record stabiliti fino ad oggi. Il passaggio della quota di maggioranza dei Los Angeles Lakers dalla famiglia Buss all’investment manager Mark Walter è avvenuto ad una cifra di 10 miliardi di dollari, 18,3 volte il fatturato della squadra. L’acquisizione dei Boston Celtics da parte della cordata guidata da Bill Chisholm e dalla società di private equity Sixth Street ha avuto un valore di 6,1 miliardi. Julia Koch e la sua famiglia hanno chiuso un accordo con le famiglie Mara e Tisch per rilevare una quota del 10% dei New York Giants, portando la valutazione della franchigia oltre i 10 miliardi. La squadra di calcio che vale di più è il Chelsea: il consorzio BlueCo guidato dall’imprenditore statunitense Todd Boehly ha rilevato i Blues nel 2022 per 4,25 miliardi di sterline, pari a 5,25 miliardi di dollari.
Chi potrebbe comprare il 5% del club
Gli analisti consultati da Front Office Sports individuano tre investitori esterni potenzialmente interessati alla quota di minoranza del Real. Il primo soggetto è il Pif (Public Investment Fund), il fondo sovrano dell’Arabia Saudita guidato dal principe ereditario Mohammed bin Salman e già protagonista di numerosi investimenti sportivi, dal Newcastle all’Al-Hilal. Il New York Times, tuttavia, rivela che il fondo è a corto di liquidità e nel prossimo futuro si concentrerà su settori sicuri con un rischio più basso, come azioni e obbligazioni quotate in Borsa.
Gli altri nomi avanzati sono quelli di due operatori di private equity specializzati negli investimenti sportivi: la californiana Sixth Street e la texana Arctos Partners. Fondata nel 2009 da Alan Waxman, Clint Kollar, David Stiepleman, Vijay Mohan, Joshua Easterly, Michael Muscolino, Matt Dillard, Bornah Moghbel e Steven Pluss, Sixth Street ha quote nei Celtics e nei San Antonio Spurs e ha siglato accordi per la vendita dei diritti televisivi con il Barcellona e per la gestione del Santiago Bernabéu con il Real. Lanciata nel 2019 dai co-fondatori Ian Charles e David “Doc” O’Connor con Jordan Solomon, Joseph Nasr e John Vedro, Arctos ha partecipazioni in una ventina di club, dal Paris Saint-Germain all’Atalanta.
Una quarto nome di peso è infine riferito dal quotidiano spagnolo Vozpópuli: Bernard Arnault. Il numero uno di Lvmh è già sponsor e fornitore ufficiale delle divise formali e da viaggio del Real firmate dalla maison di punta Louis Vuitton, sia per le squadre di calcio maschile e femminile che per quella di basket maschile. Dopo aver acquisito il Paris Fc, l’imprenditore francese starebbe collaborando proprio con Sixth Street e un secondo fondo statunitense (non è chiaro se Arctos) per un investimento di minoranza nelle Merengues. Al momento, tuttavia, non risulta ancora in corso una negoziazione formale.









