Ricerca Degiro: più prudenza ma non c’è fuga dall’azionario

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La volatilità legata alla guerra in Iran ha segnato i mercati a marzo ma senza provocare reazioni estreme tra gli investitori italiani. È quanto emerge dall’analisi di Degiro, piattaforma di trading online attiva in Italia dal 2015, con oltre 135.000 clienti e la presenza di una fascia d’età giovanile (23-49 anni) al 73% del totale. Lo studio rappresenta uno spaccato interessante su come una popolazione di investitori attivi guarda alle evoluzione del mercato in un momento di stress.

 

In questo articolo: 

 

  • Degiro: meno rischio ma nessuna vendita di massa
  • Tecnologia dominante, energia in recupero
  • Degiro: volatilità geopolitica e scenari incerti
  • Le prospettive di Degiro al 2027

 

Degiro: meno rischio ma nessuna vendita di massa

I dati Degiro mostrano un calo del patrimonio investito pari al 5,1% su base mensile, una flessione contenuta e coerente con il ribasso dei mercati azionari. Parallelamente, la liquidità nei portafogli è salita dal 7,2% al 7,9%, segnalando un atteggiamento più prudente. Tuttavia, non si osservano segnali di disimpegno generalizzato dall’azionario. La quota di azioni sul totale è scesa solo marginalmente, dal 35,1% al 34,6%, mentre gli Etf hanno registrato un incremento dal 58,7% al 59,2%. Un dato che conferma come gli strumenti diversificati continuino a rappresentare il pilastro dei portafogli Degiro. Gli Etf, infatti, consentono esposizione a interi mercati o settori con costi contenuti e minore rischio specifico rispetto ai singoli titoli.

Federico Garavaglia, responsabile per l’Italia di Degiro, ha sintetizzato così il quadro: “Marzo non è stato un mese per i deboli di cuore sui mercati azionari ma ciò che emerge è che gli investitori hanno mantenuto una relativa calma nonostante le turbolenze”. Secondo Garavaglia, il calo degli asset è “di natura più tecnica”, legato alla discesa dei mercati, mentre “la stragrande maggioranza degli investitori ha mantenuto la propria posizione”.

 

Tecnologia dominante, energia in recupero

Dal punto di vista settoriale, la ricerca di Degiro ha evidenziato una chiara continuità nelle preferenze. Il comparto tecnologico resta il più rilevante, con un peso del 32,8% nei portafogli. In cima alla classifica figurano grandi nomi globali come Nvidia, Alphabet e Tesla, nonostante cali anche a doppia cifra negli asset investiti. Segno che, pur in presenza di volatilità, il settore continua a essere percepito come centrale per la crescita di lungo periodo.

Accanto ai titoli internazionali rimane significativa la presenza di blue chip italiane. Intesa Sanpaolo guida il gruppo delle società domestiche, seguita da Eni, Pirelli, Enel e Unicredit. Una componente che riflette un equilibrio tra esposizione globale e radicamento sul mercato nazionale.

Le dinamiche più interessanti emergono però a livello settoriale. Degiro segnala un forte incremento dell’interesse per il comparto energetico, con un aumento del 12% degli investimenti. Il rialzo dei prezzi del petrolio ha sostenuto titoli come Eni, che ha registrato un aumento del 23% degli asset investiti. Parallelamente, si osserva un rinnovato interesse per alcune società italiane come Nexi e Telecom Italia, con incrementi rispettivamente del 20% e del 29%. Di contro, il settore dei materiali di base ha subito una contrazione significativa, con un calo del 21%. Le società minerarie, tra cui Collective Mining e Kinross Gold, sono risultate tra le più penalizzate. Una dinamica legata alla recente correzione dei prezzi dei metalli, che ha spinto parte degli investitori a ridurre l’esposizione.

 

RankCompanyInvestment volume

in millions of EUR

Change from the previous month
1NVIDIA CORP.21,8-6,0 %
2ALPHABET INC.15,5-9,9 %
3TESLA INC.13,1-11,5 %
4AMAZON.COM INC.10,4-3,6 %
5META PLATFORMS INC. A9,3-14,4 %
6ALIBABA GROUP HOLDING LTD9,214,9 %
7MICROSOFT CORP.8,52,4 %
8PALANTIR TECHNOLOGIES INC7,41,9 %
9APPLE INC.6,3-4,8 %
10INTESA SANPAOLO S.P.A.6,2-4,5 %
11BERKSHIRE HATHAWAY INC. B6,1-4,1 %
12ENI S.P.A.5,522,9 %
13PIRELLI & C. S.P.A.5,1-3,4 %
14PAYPAL HOLDINGS INC.5,0-5,3 %
15ASML HOLDING N.V.4,3-12,6 %
16ENEL S.P.A.4,0-7,8 %
17UNICREDIT S.P.A.3,90,0 %
18LEONARDO S.P.A.3,8-1,0 %
19BCA MONTE DEI PASCHI DI S3,7-2,4 %
20FERRARI N.V.3,6-18,6 %

 

Degiro: volatilità geopolitica e scenari incerti

Il quadro che emerge dall’analisi Degiro è quello di un mercato influenzato dalle tensioni geopolitiche, ma non destabilizzato. La guerra in Iran ha avuto un impatto evidente sui prezzi dell’energia e, indirettamente, sulle scelte di portafoglio, senza però alterare in modo significativo le strategie di investimento.

Secondo Garavaglia, il contesto resta fragile: il Medio Oriente potrebbe continuare a rappresentare un fattore di rischio, anche dopo il cessate il fuoco temporaneo. In questo scenario, una discesa strutturale dei prezzi dell’energia appare tutt’altro che scontata. Per gli investitori Degiro, la risposta sembra essere quella di un equilibrio tra cautela e opportunismo. Da un lato, un leggero aumento della liquidità e una maggiore attenzione al rischio; dall’altro, la volontà di cogliere opportunità tattiche nei settori favoriti dal contesto, come energia e telecomunicazioni.

Nel complesso, i dati confermano una crescente maturità degli investitori italiani, capaci di affrontare fasi di mercato complesse senza reazioni impulsive. Un segnale rilevante in un contesto in cui volatilità e incertezza sono destinate a rimanere elementi strutturali dei mercati finanziari.

 

Le prospettive di Degiro al 2027

650 milioni di euro di ricavi, con una crescita del 35% rispetto al dato 2024 e 200 milioni di utile netto (+78%). Sono gli obiettivi individuati dall’amministratore delegato di Degiro, Oliver Behrens, nel corso della presentazione alla stampa dello studio sulla clientela italiana del gruppo.

I principali fattori di crescita della piattaforma di investimenti saranno l’aumento del numero dei clienti, a quota 3,5 milioni nel 2025 con un incremento di 500.000, i flussi di cassa netti che nel 2025 sono saliti del 22% a 8,1 miliardi di euro e l’incremento di transazioni e ricavi. Questi ultimi sono passati da 391 milioni di euro nel 2022 a 560 nel 2025.

Parallelamente, l’attività di trading continua a espandersi: le transazioni regolate hanno raggiunto i 75 milioni, contribuendo a una crescita dei ricavi da 391 milioni di euro nel 2022 a 560 milioni nel 2025.

Determinante anche l’espansione geografica e di offerta con 16 paesi e l’accesso a oltre 45 mercati globali, affiancando ai servizi tradizionali nuove linee di business come il trading di criptovalute e il prestito titoli. Proprio il segmento delle criptovalute ha registrato volumi per circa 1 miliardo di euro, coinvolgendo oltre 60.000 clienti e generando commissioni per circa 4 milioni.

 

 

Immagine di Redazione

Redazione

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