L’industria italiana del risparmio gestito ha chiuso il 2025 con un nuovo massimo storico: 2.636 miliardi di euro di patrimonio complessivo, in aumento dai 2.600 miliardi di fine settembre e dai 2.505 miliardi di dicembre 2024. È la fotografia scattata dalla mappa trimestrale di Assogestioni, che registra per l’anno una raccolta netta di 38,2 miliardi di euro, di cui 8 miliardi concentrati negli ultimi tre mesi.
A emergere sono soprattutto il contributo dei fondi obbligazionari, sostenuti dal successo dei prodotti a scadenza, a fronte di deflussi su azionari e flessibili, e il ruolo delle gestioni collettive e dei mandati istituzionali, con le reti di consulenti finanziari che continuano a esprimere volumi superiori rispetto alle banche.
In questo articolo:
- Risparmio, il baricentro resta nelle gestioni collettive
- Obbligazionari in testa, l’azionario non convince
- Consulenti finanziari più forti delle banche, 7 miliardi dagli upper-affluent
Risparmio, il baricentro resta nelle gestioni collettive
Il quadro dei dati definitivi mostra che, nonostante la frenata dell’ultimo trimestre, la raccolta dell’intero 2025 si è attestata a 16,4 miliardi di euro, oltre 5 miliardi in più rispetto al 2024. Lo spaccato per macro-comparti conferma il peso crescente delle gestioni collettive, che a fine dicembre raggiungono 1.421,6 miliardi di euro, pari al 53,9% del totale, mentre le gestioni di portafoglio si fermano a 1.214,9 miliardi, il 46,1% delle masse complessive.
Nel quarto trimestre le prime hanno registrato una raccolta netta di 1,1 miliardi, le seconde di 6,9 miliardi. All’interno delle gestioni collettive, i fondi aperti, in prevalenza armonizzati Ucits, contano su un patrimonio di 1.344,3 miliardi e su una raccolta da inizio anno di 16,35 miliardi. I fondi chiusi si attestano a 77,2 miliardi, con flussi per 1,4 miliardi nel trimestre concentrati soprattutto sui veicoli mobiliari che investono in imprese non quotate di piccole e medie dimensioni, mentre i fondi immobiliari chiudono il periodo con una raccolta positiva di poco superiore ai 100 milioni di euro.
Obbligazionari in testa, l’azionario non convince

Guardando al dettaglio per categorie, i fondi obbligazionari restano il segmento più dinamico: nel quarto trimestre mettono a segno afflussi per 5,6 miliardi di euro, che portano la raccolta dell’intero 2025 a 24,4 miliardi, in linea con il profilo già emerso nel 2024. I fondi azionari e flessibili, al contrario, registrano deflussi nel trimestre rispettivamente per 3,5 e 3,4 miliardi, con un bilancio annuale negativo per 5 e 6,6 miliardi. I bilanciati chiudono gli ultimi tre mesi dell’anno con una raccolta positiva ma contenuta, pari a 44 milioni, mentre i monetari accusano deflussi per 825 milioni, a fronte di un saldo da inizio anno ancora positivo per 5,8 miliardi. Secondo Alessandro Rota, direttore ufficio studi dell’associazione, il dato dei fondi di diritto italiano, che chiudono il 2025 con una raccolta complessiva di 12,5 miliardi, riflette in larga misura la continuità del successo dei prodotti a scadenza, che nell’anno hanno raccolto circa 22 miliardi e in alcune primarie case italiane rappresentano ormai tra il 25% e il 30% delle masse in gestione, con punte vicine al 50%. La raccolta dei fondi cross border esteri si ferma a -1 miliardo e, nelle parole del direttore dell’ufficio studi, è il risultato netto di andamenti molto differenziati, in parte legati a un processo di sostituzione tra fondi tradizionali a gestione attiva ed etf, inclusi quelli attivi.
Consulenti finanziari più forti delle banche, 7 miliardi dagli upper-affluent
Nel 2025 le reti di consulenti finanziari hanno guidato la raccolta, con volumi trimestrali compresi tra 3 e 6 miliardi di euro, su livelli nettamente superiori a quelli degli sportelli bancari. “I dati di dettaglio sulla raccolta per canale mostrano che le reti di consulenti finanziari hanno spiccato nel 2025, mentre il mercato istituzionale ha evidenziato un’accentuata volatilità”, osserva Rota. All’interno delle altre forme di risparmio gestito, le gestioni di portafoglio dedicate alla clientela upper-affluent e private registrano nel quarto trimestre deflussi per circa 100 milioni di euro, dopo un anno chiuso comunque con flussi complessivi per 7 miliardi, sostanzialmente in linea con il 2024. I mandati istituzionali, infine, archiviano gli ultimi tre mesi del 2025 con afflussi per 6,9 miliardi di euro.









