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Robinhood lancia il trading in Gran Bretagna, ecco cosa sapere

Robinhood lancia il trading in Gran Bretagna, ecco cosa sapere

Robinhood cercherà di espandersi nel Regno Unito. Il primo passo è stato fatto oggi con l’apertura di una lista d’attesa riservata agli investitori in territorio britannico per iscriversi alla piattaforma che verrà lanciata a inizio 2024. I clienti riceveranno una notifica quando sarà l’accesso ufficiale al trading verrà attivato. Nel frattempo, Robinhood sta anche invitando gli utenti a condividere un link di riferimento univoco con amici e familiari per favorire le operazioni con maggiore celerità. “C’è sicuramente un abbraccio della tecnologia e dell’innovazione che penso farà sì che il Regno Unito continui a essere un ottimo posto per fare affari”, ha affermato il co-fondatore e amministratore delegato Vlad Tenev.

 

Robinhood: ecco come sarà il trading in Gran Bretagna

Quando il trading sarà attivo, i clienti britannici avranno l’opportunità di acquistare oltre 6 mila azioni statunitensi, con alcune grandi aziende che saranno disponibili per il trading h24 dal lunedì al venerdì. Inoltre, chi apre un conto riceverà un interesse del 5% sulla liquidità depositata. Il broker statunitense ha anche affermato di voler offrire l’opzione al cliente di detenere azioni all’interno di un conto di risparmio individuale e di investire in azioni non statunitensi, previa autorizzazione da parte della Financial Conduct Authority (FCA), l’autorità di regolamentazione britannica. Al momento del lancio, la piattaforma non includerà opzioni e altri derivati.

La società ha riferito che il denaro dei clienti sarà detenuto in conti segregati protetti dall’assicurazione della Federal Deposit Insurance Commission degli Stati Uniti, piuttosto che dal Financial Services Compensation Scheme del Regno Unito. Robinhood non potrà lanciare il flusso di pagamento per ordine, perché la pratica è vietata nel Regno Unito. Si tratta di un meccanismo attraverso cui le negoziazioni vengono instradate attraverso market maker in cambio di una percentuale sui profitti.

 

Robinhood: sarà la volta buona dopo due tentativi falliti?

La missione di Robinhood in Gran Bretagna non sarà facile, sebbene l’azienda potrà beneficiare di una tassazione sulle imprese molto bassa. La concorrenza da parte di rivali che offrono il trading gratuito delle azioni come Freetrade, Public e Trading212, nonché l’elevata inflazione, possono rappresentare ostacoli per l’acquisizione della clientela.

In passato l’azienda ha provato per due volte a lanciare il business nel Regno Unito, ma l’intento non ha avuto un seguito. La prima volta è stata nel 2019, quando Robinhood ha attivato una lista d’attesa che ha registrato oltre 300 mila utenti. I piani poi sono stati accantonati perché l’arrivo della pandemia ha portato a un’impennata della domanda negli Stati Uniti. L’ultimo tentativo risale allo scorso anno, allorché la società di Menlo Park ha cercato l’acquisizione dell’app britannica di trading crittografico Ziglu. La transazione però è fallita e l’obiettivo di entrare in Gran Bretagna da parte di Robinhood è stata messo ai box.

Ora potrebbe essere la volta buona, secondo Tenev. “Ci siamo assicurati di aver curato tutti i dettagli, la piattaforma è molto più robusta. Quindi non credo che sarà un déjà vu. Siamo invece molto fiduciosi che saremo in grado di servire i clienti britannici”, ha detto.

 

Il problema della FCA

Un ostacolo arcigno che potrebbe dover affrontare Robinhood è la regolamentazione severa da parte della FCA. Nonostante Tenev abbia affermato che l’azienda ha un buon rapporto con l’authority britannica, quest’ultima ha avvertito in precedenza che porrà sotto attenzione la “gamificazione” degli investimenti.

In sostanza, il regolatore ha espresso molta preoccupazione sul fatto che alcune app di trading come Robinhood, Public e eToro attirino gli investitori con notifiche push, grafica colorata e un’interfaccia simile a un gioco. Questo meccanismo, secondo l’autorità, incoraggerebbe il trading eccessivo danneggiando gli investitori e arricchendo il broker attraverso le commissioni.

 

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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