Robot e IA: ecco come cambieranno lavoro e società - Borsa&Finanza

Robot e IA: ecco come cambieranno lavoro e società

Un'immagine del robot umanoide Asimo, dell'azienda giapponese Honda

Nel film Metropolis del 1927, diretto da Fritz Lang, compare per la prima volta tra i protagonisti un umanoide, un robot con sembianze e atteggiamenti umani. Oggi gli umanoidi si preparano a entrare in società, a interagire quotidianamente con noi, ad aiutarci o sostituirci nelle nostre mansioni più ripetitive o pericolose. Pensate a Optimus, recentemente presentato da Elon Musk. Ne siete contenti? O piuttosto prevale in voi un sentimento di angoscia?

 

I robot sono già tra noi, gli umanoidi no

Ivan Mazzoleni, amministratore delegato di Flowe, getta acqua sul fuoco delle preoccupazioni: “Se pensiamo ai robot umanoidi probabilmente dovremo aspettare qualche anno prima di vederli realizzati. Elon Musk sta provando che è possibile costruirli, portarli dai film di fantascienza alla realtà. Altro discorso è la produzione su larga scala. L’innovazione, per assumere una scala globale, deve essere sostenibile dal punto di vista economico. Pensiamo alle automobili volanti. Esistono già da diversi anni ma non sono state adottate dalla popolazione perché sono economicamente inavvicinabili. Non sono ancora scalabili dal punto di vista industriale e produttivo”.

Dunque, al bando le preoccupazioni, per ora nessuno ci sostituirà. O forse sì? Dopo aver raffreddato le attese sull’arrivo degli umanoidi, Mazzoleni avanza degli esempi in cui l’uomo è già stato sostituito da una macchina. Perché non è necessario che un robot prenda la forma di umanoide per essere “minaccioso”, potrebbe mostrarsi semplicemente come un distributore di lattine o la cassa automatica di un supermercato, o ancora il robot che ci pulisce automaticamente i pavimenti. “Secondo me la robotizzazione è una meccanizzazione che è in grado, guidata dall’informativa e dall’Intelligenza artificiale, di automatizzare con la maggiore precisione possibile i compiti routinari” spiega Mazzoleni.

 

I robot si mangiano l’occupazione?

Quando entriamo in un supermercato, sempre più spesso al posto della tradizionale cassiera interagiamo con uno schermo. Le casse automatiche hanno sostituito qualcuno che ha perso il posto. “Questo esempio spiega perfettamente da dove arriva la paura di poter essere sostituiti dai robot nel proprio lavoro. Tuttavia, se ci fermiamo a ragionare e guardiamo a quanto è sempre accaduto in passato, vediamo che in tutte le occasioni in cui una nuova tecnologia è stata introdotta, sostituendo la parte di lavoro più manuale e ripetitiva, c’è stato un miglioramento in due direzioni. In primo luogo un miglioramento economico e di efficienza. In secondo luogo un aumento del benessere, con la nascita di nuove professionalità di lavoro sul fronte della creatività e dell’empatia”.
Anche McDonald’s ha adottato le casse automatiche, dove il cliente può ordinare tutto in autonomia senza passare in cassa. Si potrebbe pensare che la forza lavoro di McDonald’s sia stata ridotta ma non è così. La realtà è che la migliore efficacia ed efficienza complessiva ha generato una maggiore crescita globale del gruppo che ha potuto così ampliare la forza lavoro.

 

La convivenza uomo-robot

Nonostante siano numerosi gli esempi di tecnologie che hanno sostituito l’uomo creando al contempo nuovi lavori e un miglioramento dello stile di vita complessivo, la robotizzazione magnificata dall’intelligenza artificiale ha perso fascino. “Negli ultimi anni ci si è spostati verso un giudizio quasi negativo sull’intelligenza artificiale”. Infatti, l’intelligenza artificiale non solo ha la potenzialità di sostituire l’uomo in alcune attività, ma si è dimostrata anche in grado di creare dal nulla qualcosa. L’intelligenza artificiale può creare oggi musica e immagini. Le sue potenzialità, inutile nasconderlo, spaventano. Forse è anche per questo che Jinny Rometti, amministratore delegato di IBM, ha coniato il termine Assistente intelligente. “Ha invertito i termini – commenta l’AD di Flowe -. Non più Intelligenza artificiale (IA) ma Assistente intelligente (AI), un invito a non preoccuparsi. Non verremo sostituiti ma solo aiutati”.

Rometti potrebbe avere ragione. Ma nel frattempo è meglio prepararsi. Come? Lo spiega nella conclusione del suo ragionamento Ivan Mazzoleni: “Non basta immaginare un futuro roseo, bisogna mettersi in moto per realizzarlo. A mio parere giocherà un ruolo fondamentale l’educazione. Se vogliamo progettare una nuova società in grado di prosperare e di produrre e distribuire benessere facendo leva su automazione, robotizzazione e intelligenza artificiale dobbiamo andare ad allenare una serie di conoscenze e abitudini del singolo lavoratore e delle imprese completamente diverse da quelle di prima”.

 

AUTORE

Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *