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Rottamazione cartelle esattoriali: come fare, dove e entro quando pagare

Da quando è stata annunciata la cosiddetta tregua fiscale e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha attivato il servizio di rottamazione delle cartelle esattoriali, in poche settimane si sono raggiunte quasi 100.000 richieste. La Legge di Bilancio 2023, una manovra da 35 miliardi di euro in sostegni a famiglie e imprese, prevede a partire dal 31 marzo la cancellazione delle cartelle tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2015 con un importo inferiore ai 1.000 euro (lo stralcio è automatico: non si deve presentare una richiesta) e la rateizzazione (fino a 5 anni) dei pagamenti fiscali non effettuati nel 2022 senza aggravio di sanzioni e interessi per chi, a causa di Covid, caro bollette e difficoltà economiche, non ha versato le tasse. Sui debiti del biennio 2019-2020 è prevista una mini sanzione del 3%. Ma la Manovra ha introdotto soprattutto la Definizione agevolata (Rottamazione-quater), ovvero la possibilità di estinguere in forma agevolata alcuni debiti affidati in riscossione. Ecco tutto quello che bisogna sapere alla luce delle più recenti modifiche varate.

 

Qual è il periodo interessato?

Va innanzitutto specificato che la Definizione agevolata è la nuova finestra che permette al contribuente di chiudere le pendenze fiscali ed estinguere i debiti iscritti a ruolo contenuti nelle cartelle di pagamento, versando esclusivamente la quota capitale dovuta senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Ma quali sono i debiti che si possono rottamare? Il periodo interessato riguarda i debiti affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, anche nel caso in cui siano ricompresi in precedenti rottamazioni e meccanismi agevolativi che risultano decaduti. Il contribuente versa quindi unicamente le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate a titolo di rimborso spese per le procedure esecutive e per i diritti di notifica.

Nello specifico, la Rottamazione-quater include i debiti:

  • contenuti in cartelle non ancora notificate;
  • già oggetto di una precedente rottamazione, anche se decaduta per il mancato, tardivo, insufficiente versamento di una delle rate del relativo precedente piano di pagamento;
  • interessati da provvedimenti di rateizzazione o di sospensione.

 

I carichi affidati dalle casse e dagli enti previdenziali di diritto privato rientrano nella Definizione agevolata soltanto se l’ente, entro il 31 gennaio 2023, ha provveduto a:

  • adottare uno specifico provvedimento;
  • trasmetterlo, sempre entro la stessa data, all’Agenzia delle Entrate-Riscossione;
  • pubblicarlo sul proprio sito Internet ufficiale.

 

Le casse ed enti previdenziali che hanno deliberato entro il 31 gennaio 2023 l’inclusione dei propri carichi nell’ambito della Rottamazione-quater sono cinque:

  • CNPA FORENSE: Cassa Nazionale di previdenza ed assistenza forense;
  • ENPAB: Ente nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei biologi;
  • CNPR: Cassa Ragionieri;
  • ENPAV: Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei veterinari;
  • INPGI “GIOVANNI AMENDOLA”: Istituto nazionale di previdenza ed assistenza dei giornalisti italiani.

 

Quindi, riepilogando, con la Definizione agevolata si pagano:

  • i tributi a titolo di capitale;
  • le spese per le procedure esecutive di riscossione già avviate;
  • i diritti di notifica della cartella di pagamento.

 

Invece aderendo alla Rottamazine-quater non si pagano:

  • interessi;
  • interessi di mora;
  • sanzioni amministrative;
  • aggio;
  • somme aggiuntive dovute sui contributi o premi dovuti agli enti pubblici previdenziali.

 

È prevista la possibilità di pagare il debito dovuto, le spese per le procedure esecutive e i diritti di notifica in un’unica soluzione oppure in 18 rate, sempre senza dover corrispondere interessi e sanzioni, interessi di mora e aggio. La legge consente inoltre di inserire nella domanda di Definizione agevolata le cartelle che sono oggetto di un precedente contenzioso con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, purché nella presentazione della domanda di adesione si indichi la rinuncia a eventuali contenziosi futuri relativi alle cartelle indicate nella stessa domanda. In aggiunta, si possono inserire anche i debiti che rientrano nello stralcio: poiché l’annullamento degli importi dovuti fino a 1.000 euro si concretizzerà solo il 31 marzo 2023, è possibile inserire in domanda pure i debiti fino a 1.000 euro, senza correre il rischio di pagare cifre maggiori di quelle dovute.

 

Quali debiti non si possono rottamare?

Non sono coperti dalla Definizione agevolata i debiti precedenti il 1° gennaio 2000 e successivi il 30 giugno 2022 e diversi tipi di carichi che non rientrano in questo beneficio:

  • somme dovute a titolo di recupero degli aiuti di Stato;
  • crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie derivate da provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • risorse proprie tradizionali” dell’Unione europea e l’IVA riscossa all‘importazione;
  • GIA, ossia le somme affidate dagli enti della fiscalità locale e/o territoriale per la riscossione a mezzo avvisi di pagamento;
  • i carichi affidati dalle casse e dagli enti previdenziali di diritto privato che non hanno provveduto, entro il 31 gennaio 2023, all’adozione di uno specifico provvedimento volto a ricomprendere gli stessi carichi nell’ambito applicativo della Definizione agevolata.

 

Come fare domanda?

La domanda di adesione alla Rottamazione-quater va presentata entro e non oltre il 30 aprile 2023, esclusivamente online sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Basta accedere all’area riservata con le credenziali SPID, CIE e CNS, compilare il form e indicare le cartelle e gli avvisi che si intende inserire nella domanda di adesione.

Altrimenti, c’è il form pre-impostato da compilare, nel quale specificare tutti i dati del dichiarante, la domiciliazione e le informazioni di contatto ed allegare la documentazione di riconoscimento. In questo secondo caso, è essenziale caricare i documenti in un unico file in formato PDF con una dimensione non superiore a 5 mega.

 

Dove sapere se si può accedere?

Sempre online, sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e nella propria casella di posta elettronica. Una volta inviata la dichiarazione di adesione alla Definizione agevolata, se la domanda è stata caricata in area riservata, il contribuente riceve una e-mail di presa in carico con allegata la ricevuta di presentazione della domanda. Se invece la domanda è stata inoltrata in area pubblica, il contribuente riceve una prima e-mail con un link da convalidare entro le successive 72 ore e, a link convalidato, una seconda e-mail che indica la presa in carico, con il numero identificativo della pratica e il riepilogo dei dati inseriti. A quel punto, se la documentazione allegata è corretta, si riceve una terza e-mail con la ricevuta.

Il contribuente sa in maniera definitiva se può accedere alla Definizione agevolata direttamente dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. L’ente invia entro il 30 giugno 2023 ai contatti indicati in fase di presentazione della domanda una comunicazione di accoglimento (con ammontare complessivo delle somme da pagare, scadenza dei pagamenti in base alla soluzione rateale preferita, moduli di pagamento precompilati e informazioni per richiedere l’eventuale domiciliazione) oppure di rifiuto, con la spiegazione delle motivazioni per le quali non è stata accolta la richiesta.

Prima di procedere con la domanda, è utile richiedere il Prospetto informativo (sempre in area riservata o tramite il form in area pubblica) grazie al quale il contribuente viene a sapere via e-mail quali debiti rientrano nella Definizione agevolata e ha un quadro dettagliato di tutte le cartelle e gli avvisi, per valutare al meglio la propria posizione ed individuare cosa può inserire nella domanda di adesione. Il Prospetto contiene infatti l’elenco delle cartelle di pagamento, gli avvisi di accertamento e di addebito che possono essere definiti e l’importo dovuto aderendo all’agevolazione.

 

Entro quando pagare e come?

Il piano di pagamenti per la Definizione agevolata contempla un’unica soluzione oppure una diluizione in 18 rate consecutive. Nel caso della soluzione unica, la scadenza è il 31 luglio 2023; con la rateizzazione a cinque anni in 18 soluzioni, il calendario delle scadenze prevede il 31 luglio e il 30 novembre 2023 per le prime due rate, con le restanti 16 spalmate nei quattro anni successivi con scadenze fisse il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno, a decorrere dal 2024.

Facendo un riepilogo, le scadenze da tenere a mente per chi decide di pagare a rate sono:

  • 31 luglio 2023 (prima rata);
  • 30 novembre 2023 (seconda rata);
  • 28 febbraio 2024, 2025, 2026 e 2027;
  • 31 maggio 2024, 2025, 2026 e 2027;
  • 31 luglio 2024, 2025, 2026 e 2027;
  • 30 novembre 2024, 2025, 2026 e 2027.

 

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione specifica che la prima e la seconda rata sono pari al 10% delle somme complessivamente dovute, mentre le restanti 16 saranno di pari importo. Naturalmente il pagamento rateizzato prevede l’applicazione degli interessi al tasso del 2% annuo, a decorrere dal 1° agosto 2023. Se il saldo della rata non avviene, avviene con un ritardo superiore a cinque giorni rispetto alle scadenze oppure con un importo insufficiente, la Definizione agevolata decade e i versamenti effettuati sono considerati a titolo di acconto sulle somme dovute.

Il pagamento può avvenire in diverse modalità:

  • sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione;
  • con l’app EquiClick;
  • con domiciliazione sul conto corrente;
  • con home banking e presso sportelli bancari, uffici postali, ricevitorie e tabaccai, Postamat e sportelli bancomat aderenti ai servizi CBILL;
  • agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, prenotando un appuntamento nei giorni dal lunedì al venerdì.

 

Resta soltanto un’incertezza al momento, non specificata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione: se è possibile o meno utilizzare i crediti erariali per pagare le rate della Rottamazione-quater.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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