La Rottamazione Quater torna al centro dell’attenzione grazie a una nuova finestra concessa dal decreto Milleproroghe approvato dal Governo. Una proroga che permette a molti contribuenti di rimettersi in regola con il Fisco senza perdere i benefici della definizione agevolata. Non si tratta però di un’apertura generalizzata: la possibilità di recuperare la rata saltata riguarda solo una parte dei debitori, e le scadenze da rispettare sono molto ravvicinate.
Per orientarsi, è utile chiarire alcuni punti fondamentali: chi può sfruttare la nuova scadenza della Rottamazione Quater? Quali debiti rientrano nella definizione agevolata? E cosa succede se non si rispettano i nuovi termini? Scopriamolo insieme.
In questo articolo:
- Nuova scadenza al 28 febbraio 2026: chi può rientrare e come funziona
- A chi si applica la Rottamazione Quater: debiti ammessi e modalità di pagamento
- Cosa accade se non si paga: decadenza, rischi e calendario delle prossime rate
La nuova scadenza della Rottamazione Quater: chi può rientrare e fino a quando
La proroga approvata con il Milleproroghe riapre i termini per chi ha aderito alla Rottamazione Quater ma non è riuscito a rispettare la seconda rata, quella con scadenza originaria al 30 novembre 2025. La nuova data da segnare è il 28 febbraio 2026, ultimo giorno utile per versare l’importo dovuto e non decadere dai benefici della definizione agevolata.
La possibilità di recuperare la rata saltata non è però aperta a tutti. Può usufruirne solo chi ha versato almeno la prima rata entro il 31 luglio 2025. In altre parole, la proroga è pensata per chi aveva iniziato a pagare ma si è trovato in difficoltà con la seconda scadenza. Chi non ha versato la prima rata resta escluso e non può rientrare nella procedura.
Il 28 febbraio, però, non riguarda solo la rata arretrata. Nello stesso giorno scade anche la terza rata, prevista dal calendario ordinario della Rottamazione Quater. Questo significa che molti contribuenti dovranno versare due importi nello stesso momento. Una situazione non semplice, soprattutto per chi ha già avuto difficoltà a rispettare le scadenze precedenti.
Esiste comunque un margine di tolleranza: i cinque giorni lavorativi previsti dalla normativa permettono di effettuare il pagamento della terza rata fino al 9 marzo 2026 senza perdere i benefici. La seconda rata, invece, deve essere saldata tassativamente entro il 28 febbraio.
A chi si applica la Rottamazione Quater: quali debiti rientrano e come funziona la definizione agevolata
La Rottamazione Quater è stata introdotta con la Legge di Bilancio 2023 e riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022. È la quarta edizione di una misura pensata per aiutare i contribuenti a regolarizzare la propria posizione pagando solo una parte del debito.
La definizione agevolata consente infatti di estinguere i carichi versando esclusivamente l’imposta o il contributo dovuto, oltre alle spese di notifica e agli eventuali costi delle procedure esecutive. Non sono invece richiesti:
- sanzioni
- interessi di mora
- aggio
- interessi iscritti a ruolo
Per le multe stradali e altre sanzioni amministrative non tributarie, il contribuente non deve pagare gli interessi e le maggiorazioni, mentre resta dovuto l’importo della sanzione originaria.
La Rottamazione Quater rappresenta quindi un’opportunità significativa per ridurre il debito complessivo, soprattutto per chi ha accumulato importi elevati nel corso degli anni. Tuttavia, il beneficio si mantiene solo rispettando puntualmente le scadenze previste.
Il pagamento può essere effettuato in diversi modi: sportelli bancari, uffici postali, tabaccherie, ricevitorie, ATM abilitati, home banking, canali PagoPA, sito dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione e app Equiclick. I moduli necessari sono disponibili nell’area riservata del portale, accessibile tramite Spid, Cie o Cns.
Cosa succede se non si paga: rischi, decadenza e calendario delle prossime rate
Il mancato pagamento entro i termini comporta la decadenza dalla definizione agevolata. In questo caso, gli importi già versati vengono considerati semplici acconti e il contribuente torna a dover pagare l’intero debito, comprensivo di sanzioni e interessi. È una conseguenza pesante, soprattutto per chi aveva aderito alla rottamazione proprio per ridurre l’importo complessivo.
Per chi rientra nella proroga, il 28 febbraio rappresenta quindi una scadenza decisiva. Una volta superata, il calendario torna quello ordinario: le rate successive scadranno il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre, schema che si ripeterà anche nel 2027.
Nel frattempo è già partita la Rottamazione Quinquies, che riguarda i debiti affidati alla riscossione fino al 31 dicembre 2023 e alla quale si può aderire fino al 30 aprile. Le due procedure convivono, ma riguardano periodi diversi e non sono sovrapponibili.









