Il percorso della rottamazione quater entra in una fase decisiva con l’ultima scadenza del 2025, una tappa particolarmente attesa da migliaia di contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata.
L’appuntamento del 1° dicembre è stato automaticamente rinviato, poiché cadeva nel fine settimana, e la finestra di tolleranza permette di completare il versamento entro il 9 dicembre. Una proroga che offre qualche giorno di respiro rispetto al calendario delle scadenze di dicembre 2025, ma che non va interpretata come un margine pericolosamente elastico, perché un ritardo oltre tale data comporta conseguenze pesanti.
A questo punto sorge spontaneo chiedersi come funziona nel dettaglio la proroga, chi è chiamato a mettersi in regola entro la nuova scadenza e quali effetti produce l’eventuale mancata corresponsione della rata. Per orientarsi, ecco l’indice dei paragrafi che seguono:
In questo articolo:
- Come funziona la proroga della rottamazione quater di dicembre 2025
- Chi deve versare entro il 9 dicembre e come procedere
- Decadenza dalla rottamazione quater e collegamenti con la rottamazione quinquies
Come funziona la proroga della rottamazione quater di dicembre 2025
La scadenza ordinaria del 1° dicembre 2025, già posticipata automaticamente poiché coincidente con una giornata festiva, beneficia del consueto termine di tolleranza di cinque giorni. In pratica, i contribuenti hanno tempo fino al 9 dicembre per provvedere al pagamento senza perdere i vantaggi della definizione agevolata. Si tratta di un meccanismo che viene applicato in tutte le rate della rottamazione quater, con l’obiettivo di evitare conseguenze sproporzionate a fronte di un lieve ritardo.
Il calendario, quindi, risulta mobile ma conserva la stessa struttura già stabilita nel piano originario. L’appuntamento è particolarmente rilevante perché riguarda la decima rata per chi ha seguito con regolarità il percorso fin dal 2023 e, parallelamente, la seconda rata del piano concesso ai contribuenti riammessi nella finestra di giugno 2025. In entrambi i casi, il rispetto della nuova data rappresenta un passaggio essenziale per proseguire senza interruzioni il piano di estinzione che porterà alla chiusura definitiva nel 2027.
La proroga non incide sul numero di rate né sulle modalità operative: continua a essere necessario utilizzare i bollettini predisposti dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, scaricabili anche online. Il pagamento può avvenire tramite home banking, sportelli postali, tabaccai convenzionati o direttamente presso gli uffici territoriali, previa prenotazione.
Chi deve pagare entro il 9 dicembre e come procedere
La scadenza interessa tutti coloro che hanno presentato domanda di adesione alla rottamazione quater nel 2023. Per loro, il versamento della decima rata segna l’ultimo appuntamento dell’anno, prima del nuovo ciclo che riprenderà a febbraio 2026. Parallelamente, chi è stato riammesso nel 2025 deve provvedere al pagamento della seconda rata del piano rimodulato dall’AdER.
Il pagamento entro la data utile consente di mantenere i benefici acquisiti, tra cui l’esclusione di sanzioni e interessi precedentemente maturati. L’operazione risulta piuttosto semplice, perché i moduli necessari sono già stati forniti al momento dell’adesione o della riammissione. La procedura online resta la strada più rapida, ma non mancano alternative per chi preferisce un approccio più tradizionale, come gli sportelli fisici o le ricevitorie.
Il rispetto delle tempistiche è fondamentale non solo per mantenere il diritto alla definizione agevolata, ma anche per eventuali esigenze amministrative. Chi, ad esempio, ha beneficiato del DURC grazie alla regolarizzazione tramite rottamazione quater deve prestare particolare attenzione, perché un ritardo potrebbe compromettere anche documenti già rilasciati.
Decadenza dalla rottamazione quater e collegamenti con la rottamazione quinquies
La mancata corresponsione entro il 9 dicembre comporta la decadenza automatica dal piano di definizione agevolata. Gli importi versati fino a quel momento vengono considerati come un semplice acconto e il debito torna a essere interamente esigibile con sanzioni, interessi e l’eventuale ripresa delle attività di recupero coattivo, inclusi pignoramenti e fermi amministrativi.
Il tema diventa ancor più delicato in vista della prossima rottamazione quinquies prevista nella Manovra 2026. Il testo provvisorio stabilisce che l’accesso alla nuova misura sia precluso a chi risulta inadempiente sulla rottamazione quater alla data del 30 settembre precedente l’avvio. Tuttavia, non è escluso che il Parlamento introduca modifiche che possano permettere una sorta di passaggio agevolato anche a chi è in regola con le rate attuali, ampliando la platea potenzialmente interessata da una rateazione più lunga.









