Saipem: ecco tutto quello da sapere su aumento capitale da 2 miliardi

Saipem: ecco tutto quello da sapere su aumento capitale da 2 miliardi

Saipem: ecco tutto quello da sapere sull'aumento di capitale da 2 miliardi

Saipem stamattina crolla a Piazza Affari, facendo registrare una perdita di oltre il 4% dopo l’aggiornamento del piano strategico 2022-2025 che ha dato il via al secondo aumento di capitale in 6 anni. Il primo era stato nel 2016 per 3,5 miliardi, sottoscritti allora da ENI e dal Fondo Strategico Italiano. Allora però l’operazione non portò a grandi risultati, dal momento che il gruppo ha perso più di 1,9 miliardi di dollari negli anni successivi fino al 2020.

Questo arriva dopo che lo scorso gennaio la società aveva lanciato il terzo profit warning nell’arco di 12 mesi, costato al titolo un -40% dall’inizio dell’anno. Il Consiglio di Amministrazione del gigante petrolifero ha tra l’altro confermato i dati del preconsuntivo 2021 diffusi il mese scorso che riportavano una perdita di 2,47 miliardi di euro, più del doppio rispetto agli 1,14 miliardi del 2020. Il Piano strategico è stato realizzato con l’apporto di Rothschild come advisor per la manovra.

 

Saipem: i dettagli sull’aumento di capitale

Il gruppo guidato da Francesco Caio prevede un aumento di capitale di 2 miliardi di euro entro il 31 marzo 2023 e per cui è stata convocata l’Assemblea degli azionisti per l’approvazione il prossimo 17 maggio. L’importo sarà sottoscritto per circa il 43% dai soci di punta dell’azienda, ENI e Cassa Depositi e Prestiti, in proporzione alle partecipazioni azionarie. Il restante 57% invece sarà a carico di primarie banche italiane ed estere in base a un accordo di pre-underwriting.

Fino a 1 miliardo di euro vi sarà una nuova linea di Revolving Credit Facility, che verrà messa a punto prima dell’avvio della ricapitalizzazione e dove 7 banche hanno dato conferma in via preliminare della partecipazione per circa 450 milioni. A questo si aggiungono crediti di firma su base bilaterale da parte delle banche partecipanti per un importo totale di circa 1,35 miliardi di euro.

Nel breve termine, per far fronte al fabbisogno finanziario dell’azienda e prima che venga avviato l’aumento di capitale, avverrà un’iniezione di denaro fresco del valore totale di 1,5 miliardi che vedrà la partecipazione dei seguenti istituti di credito: Banco BPM, BNP Paribas, Citibank, Deutsche Bank, Hsbc Continental Europe, Illimity Bank, Intesa Sanpaolo e UniCredit. Con tali banche sarà sottoscritta una linea di liquidità per 855 milioni, con la garanzia del 100% di ENI. Inoltre, vi è un importo equivalente alla Liquidity Facility, assistito dalle garanzie emesse da Sace e da ENI. Mentre 645 milioni di euro saranno messi a disposizione da ENI e CDP quali versamenti in conto futuro aumento di capitale.

Sulla base delle indicazioni societarie, gli obiettivi finali della manovra sono: ristabilire il livello dei mezzi propri in maniera coerente con quelli che sono le dimensioni aziendali; ridurre il livello di indebitamento netto a circa 800 milioni a fine 2022 e a zero a fine 2025; ristabilire adeguati livelli di cassa durante il quadriennio; stabilizzare il credit rating dell’azienda per garantire il rifinanziamento del debito nei mercati dei capitali.

 

Saipem: i dati del Piano 2022-25

Dal punto di vista economico, il Piano 2022-25 stima un EBITDA adjusted di oltre 500 milioni di euro per il 2022 e di più di 1 miliardo di euro nel 2025. I ricavi attesi sono in aumento del 15% durante tutto il periodo, con una riduzione dei costi strutturali di oltre 150 milioni quest’anno e di più di 300 milioni nel 2024.

Il free cash flow è negativo per circa 1 miliardo nel 2022, ma tornerà in verde tra il 2023 e il 2024, per poi arrivare fino a 700 milioni alla fine del piano. I mercati previsti a maggiore crescita riguardano: l’E&C offshore con una stima del CAGR 2021-25 dell’8%; il Drilling offshore, con CAGR del 16%; l’Offshore wind con CAGR di oltre il 30%.

 

Saipem: lontano dalla Russia

Il gruppo energetico non prevede alcuna commessa dalla Russia e inoltre precisa di avere una porzione limitata di portafoglio, quindi l’esposizione è ridotta nell’ambito della guerra Russia-Ucraina. In questo contesto energetico vi potrebbe essere lo sviluppo di nuove infrastrutture in modo da diversificare l’approvvigionamento in molti Paesi.

Il piano ha come obiettivo l’acquisizione di attività offshore E&C e drilling che sono caratterizzate da un’alta marginalità, sfruttando la posizione competitiva della società. Quanto alle attività onshore, Saipem si proietta verso una minore esposizione in segmenti caratterizzati da alta competizione, rifocalizzandosi in contesti dove l’azienda potrebbe svolgere un ruolo di leadership, quali ad esempio LNG e gas valorization. Nell’orizzonte temporale 2022-25, Saipem programma di acquisire progetti E&C per circa 15 miliardi di euro, in flessione del 14% rispetto a quanto previsto con il piano di ottobre 2021.

 

Saipem: il parere degli analisti sul piano

Dopo la pubblicazione del Piano 2022-25, gli analisti confermano le raccomandazioni precedenti sul titolo in Borsa. Jefferies mantiene il prezzo obiettivo a 0,8 dagli 1,049 dell’ultima chiusura borsistica. Secondo la banca americana i dati del 2021 hanno evidenziato una perdita superiore alle previsioni del consensus e di Jefferies.

Equita Sim ha dichiarato di apprezzare le dimensioni dell’aumento di capitale, che permette di ridurre la leva. Tuttavia, ciò ha un effetto molto diluitivo per le azioni. La Sim milanese aggiunge che l’effetto deleveraging si vedrà essenzialmente verso la seconda metà del piano, anche grazie alla riduzione delle spese d’investimento. Il prezzo obiettivo degli analisti di Equita è di 1 euro per azione.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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