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Saipem: il cambio a vertici della società risolleverà il titolo in borsa?

Saipem: il cambio a vertici della società risolleverà il titolo in borsa?

Dopo i rumors delle ultime settimane, Saipem ha confermato nelle ultime ore il cambio ai vertici della società. Infatti dopo 4 anni Stefano Caio lascia il suo posto da amministratore delegato ad Alessandro Puliti, che fino a oggi rivestiva i panni del direttore generale, carica che comunque manterrà anche in seguito.

In questi 4 anni di mandato bisogna  ammettere che il cammino non è stato agevole per l’ormai ex Ceo. Infatti, dopo aver cercato di risollevare l’azienda, gli effetti della pandemia e il rincaro delle materie prime hanno avuto un impatto pesante sulla società. I problemi hanno riguardato non solo i conti ma anche alcune commesse, in particolar modo quella in Mozambico che valeva 3,6 miliardi di euro e a oggi risulta bloccata. Ricordiamo a livello generale che le revisioni degli ordini in portafoglio hanno riguardato ventidue progetti, che valgono l’80% del backlog e l’88% del backlog dei contratti E&C.

Tutto questo ha portato la società a rivedere gli obiettivi annuali ma soprattutto a richiedere agli investitori un nuovo aumento di capitale da 2 miliardi di euro che, come più volte abbiamo scritto, non è stato accolto positivamente dal mercato tant’è che quasi il 30% è finito in mano alle banche che facevano parte del consorzio di garanzia. Stefano Caio lascia Saipem portandosi dietro una buonuscita di 3,3 milioni di euro.

 

Azioni Saipem: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa suggerisce l’analisi grafica su Saipem nel breve e medio periodo. Rispetto agli ultimi aggiornamenti non cambia l’impostazione sul titolo, con i prezzi che continuano sempre a rimanere pericolosamente vicino ai minimi di periodo posti nei pressi degli 0,7 euro.

Nel breve termine saranno proprio questi i livelli da monitorare, perché, in caso di rottura, si aprirebbero le porte a nuove vendite che avrebbero un primo target sugli 0,65 e a seguire 0,6 euro. Nel caso in cui anche queste zone dovessero essere violate, aumenterebbe la possibilità di vedere nuovi minimi, con possibili estensioni delle vendite verso gli 0,55 euro.

Al contrario, per inviare un segnale di positività, i prezzi dovrebbero spingersi oltre le prime resistenze di breve situate in area 0,865-0,87 euro, sopra le quali si potrebbero avere allunghi in direzione degli 0,96 euro e a seguire verso gli 1,14 euro, dove verrebbe chiuso il gap down lasciato aperto il 15 luglio.

Tuttavia, per avere un vero e proprio segnale di forza capace di migliorare la struttura grafica, le quotazioni dovrebbero spingersi oltre l’area degli 1,5 euro. Sola sopra queste resistenze si potrebbero avere ulteriori rialzi con target ambiziosi posti in prossimità della soglia dei 2 euro.

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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