Al via i saldi estivi 2026: dove, quando e come non farsi fregare

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Carte di credito pronte, ma portafogli sempre più attenti. Sabato 4 luglio scatta ufficialmente, in quasi tutta Italia, la stagione dei saldi estivi 2026. Una partenza pressoché uniforme, quella individuata dalla Conferenza delle Regioni nel primo sabato di luglio, che tuttavia si inserisce in un contesto tutt’altro che euforico: tra caro-vita, promozioni ormai diffuse durante tutto l’anno e pre-saldi sempre più frequenti, le vendite di fine stagione hanno infatti perso buona parte del loro appeal. E i numeri delle principali associazioni lo confermano.

 

In questo articolo:

 

  • Il calendario regione per regione
  • Saldi estivi 2026: i consigli per non farsi fregare
  • Saldi estivi 2026: un giro d’affari tra i 3 e i 3,2 miliardi di euro

 

Il calendario regione per regione

Se la data di partenza è la stessa quasi ovunque, a cambiare sono le scadenze. Nella maggior parte delle regioni – Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Sardegna, Toscana, Umbria e provincia autonoma di Trento – i saldi dureranno 60 giorni a partire dal 4 luglio. In Basilicata e nelle Marche il termine è fissato al 1° settembre, in Veneto al 31 agosto, mentre in Piemonte gli sconti proseguiranno per 8 settimane. Più corta la finestra del Lazio, che si ferma a 6 settimane, e della Liguria, dove i ribassi termineranno il 17 agosto dopo 45 giorni.

Chi invece avrà più tempo a disposizione è chi si trova in Puglia e in Sicilia, dove i saldi andranno avanti fino al 15 settembre, e in Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta, dove la chiusura è fissata al 30 settembre. Caso a parte l’Alto Adige, dove il calendario è articolato per distretti: a Bolzano, Merano, Bressanone e in gran parte della Val Pusteria gli sconti scatteranno dal 16 luglio al 13 agosto, mentre nelle località turistiche d’alta quota, come Ortisei, Selva Gardena, Badia e Corvara, la finestra slitterà dal 21 agosto al 18 settembre.

 

Saldi estivi 2026: i consigli per non farsi fregare

Al di là delle date, il vero tema resta come acquistare in sicurezza. Il primo alleato del consumatore è l’articolo 17-bis del Codice del Consumo, in vigore ormai da più di un anno, che obbliga i negozianti a indicare sul cartellino non solo il prezzo pieno, quello scontato e la percentuale di ribasso, ma anche il prezzo più basso applicato nei 30 giorni precedenti l’avvio dei saldi. Una regola pensata proprio per smascherare i commercianti “furbetti” che gonfiano i listini poco prima degli sconti, e la cui violazione comporta sanzioni da 516 a 3.098 euro.

Federconsumatori invita quindi a monitorare i prezzi già prima del 4 luglio, estendendo il confronto anche agli shop online, e a diffidare delle offerte eccessivamente vantaggiose, pari o superiori al 60%, dietro cui potrebbero nascondersi tentativi di truffa o prodotti contraffatti. Sulla stessa linea il Codacons, che suggerisce di girare più negozi prima di acquistare, di avere le idee chiare per non farsi influenzare e di guardare sempre l’etichetta con la composizione del capo, ricordando che pagare un prezzo alto non significa automaticamente comprare qualità.

Capitolo cambi e garanzie: la prova dei capi e la sostituzione di un prodotto integro restano a discrezione del negoziante, ma la musica cambia radicalmente in caso di difetti. La garanzia legale, infatti, vale anche per la merce in saldo e dura due anni per i prodotti nuovi: per farla valere è fondamentale conservare lo scontrino – meglio se fotocopiato, dato che le ricevute in carta chimica tendono a sbiadire – anche se la prova d’acquisto può essere fornita pure tramite l’estratto conto della carta.

In caso di articolo difettoso, il consumatore ha diritto alla sostituzione, alla riparazione, a una riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto, e non a un semplice buono. Da ricordare, inoltre, che i commercianti sono obbligati ad accettare i pagamenti elettronici senza oneri aggiuntivi e senza soglie minime di spesa: in caso contrario, è possibile segnalare l’episodio alla Guardia di Finanza. Infine, per gli acquisti online vale una tutela in più: il diritto di recesso, che consente di restituire il prodotto e ottenere il rimborso totale entro 14 giorni dalla consegna, a patto di aver verificato l’affidabilità della piattaforma e la sicurezza dei pagamenti, controllando che l’indirizzo del sito sia preceduto da HTTPS.

 

Saldi estivi 2026: un giro d’affari tra i 3 e i 3,2 miliardi di euro

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, i saldi estivi 2026 dovrebbero generare un volume d’affari di circa 3,2 miliardi di euro, con oltre 16 milioni di famiglie coinvolte e una spesa media di 201 euro a nucleo familiare, pari a circa 91 euro pro capite. Numeri che, per il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio Giulio Felloni, rappresentano anche un invito a comprare meglio: “meno prodotti usa e getta, più consapevolezza, più durata”.

Più prudente il Codacons, secondo cui il giro d’affari si fermerà attorno ai 3 miliardi di euro, con solo un italiano su due pronto a fare acquisti durante il periodo degli sconti. La quota di consumatori interessati si attesta infatti tra il 50% e il 55%, in caduta libera rispetto a 15 anni fa, quando ad approfittarne erano più di 7 su 10. Complici e-commerce, offerte veicolate dai social e pre-sconti divenuti ormai una prassi, per l’associazione “i saldi hanno perso il loro potere attrattivo sui consumatori”, al punto da definirli ormai obsoleti e del tutto superati dal commercio moderno e dal mercato digitale.

Ancora più netta la fotografia scattata dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori che, dalla consueta indagine condotta nelle città di Roma, Milano e Napoli, stima che solo il 36,6% delle famiglie sia propenso ad acquistare a saldo, in calo del 3,2% rispetto allo scorso anno, con una spesa media di 149,9 euro a famiglia (+1,3% sul 2025). A pesare, secondo Federconsumatori, sono le bollette dell’energia ancora in crescita e prezzi su livelli elevati, che spingono alla prudenza non solo i nuclei a basso reddito ma ormai anche la fascia media della popolazione. Senza dimenticare che oltre il 15% di chi è intenzionato ad acquistare dichiara di averlo già fatto durante i pre-saldi o le vendite private: non a caso, per l’associazione “i saldi non sono più attesi come un tempo”, tanto che il sistema di vendita a saldo, sottolinea Federconsumatori, andrebbe ripensato, magari all’insegna di una liberalizzazione delle modalità e dei periodi promozionali.

 

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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