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Samsung: delude su calo domanda chip. Cosa aspettarsi dal titolo?

Samsung: deludono i conti su calo domanda chip. Cosa aspettarsi dal titolo?

Samsung delude gli investitori chiudendo il trimestre luglio-settembre 2022 con un calo del 32% dell’ utile operativo. A impattare sui conti preliminari, in un contesto che vede un deciso rallentamento dell’economia globale, è la contrazione della domanda di dispositivi elettronici e di conseguenza dei chip di memoria presenti all’interno degli stessi. L’utile del gruppo coreano è risultato in calo a 7,67 miliardi di dollari rispetto agli 11,2 miliardi di dollari registrati un anno fa e sotto le attese poste a 8 miliardi di dollari. Si tratta del primo calo nel corso degli ultimi 3 anni e i timori sono che anche i prossimi trimestri possano essere contrassegnati da ulteriori dati negativi, in scia al deleterio mix di inflazione e rialzo dei tassi di interesse. Le conferme di un periodo di incertezza arrivano dagli stessi manager della società, che sottolineano come gli acquirenti di chip di memoria, come i produttori di smartphone e personal computer, stanno rinunciando a nuovi acquisti.

Durante la presentazione dei conti, nel corso del consueto appuntamento annuale Samsung Foundry Forum, il gruppo ha inoltre annunciato di star lavorando alla produzione di nuovi chip, eNVM da 14nm, più compatti di quelli attuali e che potrebbero debuttare nel settore automotive a partire dal 2021.

 

Azioni Samsung: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere come si sta comportando l’azione quotata sul mercato londinese (Drc). Nonostante i deludenti dati trimestrali, il titolo Samsung è in leggero rialzo con i prezzi che scambiano in area 993 sterline. Se il trend di fondo rimane impostato al ribasso, al contrario nel breve termine i prezzi stanno proseguendo il rimbalzo partito a inizio ottava dalle 900 sterline e che sta spingendo l’azione a contatto con le prime resistenze poste sulla soglia delle 1.000 sterline. L’eventuale break di questi livelli verrebbe letto positivamente dal mercato, dando seguito al movimento in corso verso le 1.050 sterline e a seguire le 1.090 sterline. Ricordiamo però che per avere un vero e proprio cambio di trend, le quotazioni dovrebbero spingersi oltre i top di luglio situati sulle 1.200 sterline. Al contrario la mancata rottura di quota mille sterline riporterebbe le vendite sul titolo, aumentando le possibilità di un ritorno verso i minimi di inizio settimana. Nel caso si materializzasse questa view, fondamentale sarebbe non perdere questi livelli (900 sterline) per evitare un ritorno delle quotazioni verso il bottom di marzo 2022 in area 827-830 sterline.

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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