Eccellenza e innovazione, internazionalizzazione e inclusione: sono i capisaldi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, istituto universitario pubblico a statuto speciale che offre ad allieve e allievi percorsi di studio personalizzati e integrativi di didattica e ricerca. Fondata ufficialmente come istituzione universitaria a ordinamento speciale nel 1987, la Sant’Anna affonda le sue radici nel Collegio Ferdinando I e nel Collegio Puteano del XVII secolo e ogni anno si posiziona ai primi posti nella graduatoria italiana della classifica delle migliori università al mondo di Times Higher Education. È per questo motivo che l’ammissione ai suoi corsi ordinari non è così semplice.
L’ammissione alla Sant’Anna di Pisa
Alla Sant’Anna si accede superando un concorso di ammissione. Il bando per l’ammissione ai corsi ordinari di I livello è diviso per aree concorsuali: Agraria e biotecnologie vegetali, Ingegneria industriale e dell’informazione e Scienze sociali (Scienze economiche, Scienze politiche e Scienze giuridiche). In queste tre aree, la prova si articola in tre fasi: la preselezione, due prove scritte e una prova orale. Nel caso di Medicina, il test non prevede la preselezione, ma direttamente le due prove scritte e l’orale.
La preselezione consiste nel superamento del test TOLC, la prova d’ingresso creata dal consorzio CISIA per valutare le conoscenze di base dei candidati e delle candidate. Ogni area concorsuale ha uno specifico TOLC, ad esempio Agraria e biotecnologie vegetali ha i TOLC AV e B, Ingegneria industriale e dell’informazione il TOLC I e così via. C’è una soglia minima da superare per avere accesso alle prove scritte, per esempio 19/36 per il TOLC E e 27/50 per il TOLC I.
Le due prove scritte vertono su materie specifiche delle rispettive aree. Per fare un paio di esempi, per Agraria e biotecnologie vegetali la prima prova scritta è su un tema a scelta tra scienze agro-ambientali e biotecnologie vegetali e la seconda su un tema a scelta tra biologia vegetale, chimica o fisica; nel caso di Ingegneria industriale e dell’informazione, la prima prova scritta è in matematica e la seconda in fisica e problem solving.
La prova orale è unica per tutte le aree concorsuali ed è strutturata in due fasi. La prima è una discussione sulle materie oggetto delle prove scritte; la seconda è un colloquio tramite il quale la commissione della Scuola vuole valutare le motivazioni e le inclinazioni dei candidati e delle candidate, l’attitudine all’area scelta e alla vita collegiale. Le vincitrici e i vincitori dei concorsi vengono comunicati sul sito ufficiale della Sant’Anna.
Il bando per l’ammissione ai corsi di II livello ha invece sei aree concorsuali: Economia, Ingegneria industriale e dell’informazione, Management, Scienze agrarie e biotecnologie vegetali, Scienze dei dati e Scienze politiche. Per la partecipazione a questi concorsi sono richiesti un titolo di studio che dia accesso ai corsi di laurea magistrale, aver svolto il corso di laurea in non oltre quattro anni e una media dei voti degli esami pari ad almeno 27/30.
Il periodo del concorso e i tempi per prepararlo
Il bando di concorso per l’ammissione, sia ai corsi ordinari di I livello che a quelli di II livello e a ciclo unico, viene pubblicato ogni anno entro il mese di marzo e stabilisce il numero dei posti disponibili. Una volta che i candidati e le candidate hanno superato il TOLC nelle rispettive aree concorsuali con il punteggio previsto dal bando, è necessario iscriversi online al concorso, di solito entro la fine del mese di luglio.
Il numero di posti disponibili alla Sant’Anna di Pisa è molto limitato: nel 2025/2026 si parla di 60 posti per i corsi ordinari di I livello e a ciclo unico e di 18 posti per i corsi ordinari di II livello. È quindi consigliabile cominciare a prepararsi al concorso al penultimo anno di superiori. Chi supera la preselezione, i due scritti e l’orale e viene ammesso, deve comunque iscriversi a un’università statale dove si svolgono i corsi di laurea previsti e si sostengono gli esami dell’indirizzo di laurea prescelto. In parallelo, frequenta le lezioni personalizzate alla Sant’Anna che costituiscono un percorso integrativo e complementare. L’ingresso alla Scuola è programmato per i primi giorni di ottobre.
I corsi di laurea presenti
La Sant’Anna di Pisa opera nel campo delle scienze applicate. L’università è strutturata in due classi accademiche: le Scienze sociali con le aree scientifiche di Scienze economiche e manageriali, Scienze giuridiche, Scienze politiche e Scienza dei dati; le Scienze sperimentali con le aree scientifiche di Ingegneria industriale e dell’informazione, Scienze agrarie e biotecnologie vegetali e Scienze mediche.
I corsi di laurea ordinari (triennali, I livello) sono in:
- Banca, finanza e mercati finanziari (classe L-18);
- Biotecnologie (classe L-2);
- Economia aziendale (classe L-18);
- Economia e commercio (classe L-33);
- Ingegneria aerospaziale (classe L-9);
- Ingegneria biomedica (classe L-8);
- Ingegneria del design industriale (L-9/L-4);
- Ingegneria dell’energia (classe L-9);
- Ingegneria delle telecomunicazioni (classe L-8);
- Ingegneria elettronica (classe L-8);
- Ingegneria informatica (classe L-8);
- Ingegneria meccanica (classe L-9);
- Management for Business and Economics (classe L-18);
- Scienze agrarie (classe L-25);
- Scienze dei servizi giuridici (classe L-14);
- Scienze naturali e ambientali con curriculum ambiente (classe L-32);
- Scienze politiche (classe L-36);
- Viticoltura ed enologia (classe L-26).
I corsi di laurea magistrale (II livello) e le magistrali a ciclo unico, con gli esami tenuti presso l’Università di Pisa o altre università partner, sono in:
- Artificial Intelligence and Data Engineering (classe LM-32);
- Banca, finanza aziendale e mercati finanziari (classe LM-77);
- Bionics Engineering (LM-21);
- Biosicurezza e qualità degli alimenti (classe LM-7, LM-70);
- Biotecnologie molecolari (classe LM-7&9);
- Biotecnologie vegetali e microbiche (classe LM-7);
- Computer Engineering (classe LM-32);
- Computer Science and Networking (LM-18);
- Computer Science con curriculum Artificial Intelligence (LM-18);
- Consulenza professionale alle aziende (classe LM-77);
- Cybersecurity (LM-66);
- Data Science & Business Informatics (classe LM-18);
- Economics (classe LM-56);
- European and International Studies (classe LM-52);
- Giurisprudenza (classe LMG-01);
- Ingegneria aerospaziale (classe LM-20);
- Ingegneria biomedica (classe LM-21);
- Ingegneria dei veicoli (classe LM-33);
- Ingegneria delle telecomunicazioni (classe LM-27);
- Ingegneria elettronica (classe LM-29);
- Ingegneria energetica (classe LM-30);
- Ingegneria meccanica (classe LM-33);
- Ingegneria nucleare (classe LM-30);
- Ingegneria robotica e dell’automazione (classe LM-25);
- Innovation Management (classe LM-77);
- International Security Studies (MISS, classe LM-52);
- Marketing e ricerche di mercato (classe LM-77);
- Materials and Nanotechnology (classe LM-53);
- Medicina e chirurgia (LM-41);
- Politiche istituzioni e mercato (classe LM-62);
- Produzioni agroalimentari e gestione degli agroecosistemi (classe LM-69);
- Progettazione e gestione del verde urbano e del paesaggio (classe LM-69);
- Relazioni internazionali e studi europei (classe LM-52/LM-90);
- Scienza dell’amministrazione (classe LM-63);
- Scienze ambientali (classe LM-75);
- Scienze infermieristiche e ostetriche (classe LM/SNT-1);
- Sociologia e sfide globali (classe LM-88);
- Statistics & Data Science (LM-82);
- Strategia, management e controllo (classe LM-77);
- Studi internazionali (classe LM-52).
A questi corsi si aggiungono i Dottorati di ricerca (i PhD in Agrobiodiversity, Agrobioscienze, Biorobotica, Economics, Emerging Digital Technologies, Health Science, Technology and Management, Law, Human Rights, Global Politics and Sustainability: Legal and Philosophical Perspectives, Management Innovation, Sustainability and Healthcare, Medicina traslazionale), i PhD in convenzione con altre università (da quello in Artificial Intelligence con cinque atenei capofila a quello in Transnational Governance con la Normale), i Master di I e II livello e i corsi di alta formazione nelle aree tematiche di Diritti umani, gestione dei conflitti, cooperazione allo sviluppo e migrazioni, Diritto, Welfare & Public Management, Law, Management, innovazione e sostenibilità, Medicina e management dei servizi socio-sanitari, Scienze agrarie e biotecnologie.
Quanto costa studiare alla Scuola Superiore Sant’Anna
Nulla, o meglio: i vincitori e le vincitrici del concorso devono iscriversi all’università statale di riferimento e frequentare il corso di laurea collegato previsto dal bando. Nella maggior parte dei corsi, l’ateneo di riferimento è l’Università di Pisa, dove l’importo delle tasse è calcolato in base all’attestazione Isee, con una quota massima prevista di 2.400 euro all’anno. Il pagamento è diviso in quattro rate: la prima include la tassa regionale e l’imposta di bollo.
Per il resto, gli allievi e le allieve dei corsi ordinari della Sant’Anna sono ospiti gratuitamente della Scuola per l’intera durata del ciclo di studi. Studentesse e studenti vivono nei collegi dell’istituto, organizzati secondo il modello del campus universitario. L’importante è rispettare il piano di studi e le scadenze previste, seguire le lezioni e le esercitazioni, svolgere le verifiche periodiche, mantenere una media di almeno 27/30 e una votazione non inferiore a 24 e apprendere due lingue straniere.
Gli altri costi da sostenere
I collegi principali della Sant’Anna sono sei: sede centrale, Alessandro Faedo, Tiziano Terzani, Spolidoro, Montalcini e Santa Croce in Fossabanda. Si trovano tutti nel centro storico di Pisa e hanno camere singole o doppie, con o senza bagno. Gli allievi e le allieve hanno tutti i servizi nel campus: le aule studio, la biblioteca, la mensa per colazione, pranzo e cena, le palestre per ogni tipo di sport, le sale di musica, le pulizie in camera, il guardaroba e la lavanderia.
Studiare alla Sant’Anna significa quindi abbattere numerosi costi perché è l’università ad occuparsi di allievi e allieve e a coltivare i loro talenti. Non solo: è previsto un contributo alle spese per i fuorisede in base all’Isee delle famiglie, con una quota massima di 2.200 euro all’anno per la fascia al di sotto dei 22.000 euro. Questo sostegno serve a coprire le spese per i materiali didattici, i trasporti, l’alloggio esterno in caso di indisponibilità nei collegi e i soggiorni all’estero.









