Scaglioni IRPEF: quali aliquote si applicano per pagare le tasse
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Scaglioni IRPEF: quali aliquote si applicano per pagare le tasse

Ormai il calendario fiscale viene ridefinito di continuo e bisogna essere costantemente aggiornati sulle scadenze dei pagamenti. Funziona così soprattutto per la dichiarazione dei redditi e le modalità di presentazione che hanno novità frequenti e scaglioni differenti. Non è certo un caso se per molti dei 41 milioni di contribuenti italiani, quali aliquote applicare per pagare le tasse rappresenta ancora oggi un’attività complessa per la quale occorre l’aiuto di un consulente. Per facilitare il tutto, ecco una guida semplice con quello di essenziale che c’è da sapere su come si calcolano le tasse e le detrazioni fiscali.

 

Da quando saranno applicate le nuove aliquote?

Dal 2022 sono in vigore le nuove aliquote dell’IRPEF, modificate dalla Legge di Bilancio 2022 all’articolo 1, comma 2, lettera a. Saranno applicate dal 2023, perché per le dichiarazioni da presentare nel 2022 (relative ai redditi 2021) si applicano le aliquote precedentemente in vigore, ovvero le seguenti.

 

La riforma introdotta nel 2022 (e il taglio temporaneo del cuneo fiscale, solo per il 2022) ha ridotto gli scaglioni da 5 a 4 e rimodulato le aliquote d'imposta in base alle quali si pagano le tasse e si applicano le detrazioni. È stata eliminata la quinta fascia, quella per i redditi oltre i 75.000 euro: l'aliquota al 43% è quella del quarto e ultimo scaglione, applicata ai redditi da 50.001 euro in su e con un pagamento che raggiunge i 14.400 euro più il 43% sul reddito eccedente contro i precedenti 17.220 euro più 41% e 25.420 euro più 43%.

Il primo scaglione IRPEF resta invariato: ci rientra chi percepisce un reddito fino a 15.000 euro, quindi non superiore ai 1.250 euro mensili. Discorso diverso per il secondo scaglione: l'aliquota passa dal 27 al 25% (con un reddito non oltre i 2.335 euro al mese) e come per terzo e quarto scaglione, si applica solo sulla parte di reddito eccedente la quota massima dello scaglione precedente. La tassazione massima è di 6.700 euro (3.450 euro più il 25% sul reddito che supera i 15.000 fino ai 28.000 euro) a fronte dei precedenti 6.960 euro.

 

IRPEF, scaglioni e aliquote: tabelle e simulazioni

Il terzo scaglione è quello che nel 2021 arrivava fino a 55.000 euro e che ora è compreso tra 28.001 e 50.000 euro, pari a un reddito mensile medio di 4.160 euro. L'aliquota scende dal 38 al 35% per una tassazione massima di 14.400 contro i precedenti 17.220 euro.

Questo scaglione prevede quindi 6.700 euro più il 35% sul reddito che supera i 28.000 fino ai 50.000 euro. Ricapitolando, ecco una tabella che rende chiaro e comprensibile il quadro delineato dalla Legge di Bilancio 2022.

 

 

 

Facendo una simulazione con l'utilizzo delle nuove aliquote introdotte nel 2022, una persona con un reddito imponibile di 24.000 euro lordi avrà una aliquota del 25% (secondo scaglione) e una tassazione di 5.700 euro, con un'incidenza dell'IRPEF sul reddito complessivo del 23,75%. Il calcolo dell'imposta lorda è infatti di 3.450 euro più 2.250 euro, ovvero il 25% di 9.000 (24.000 meno 15.000), la parte di reddito eccedente che supera i 15.000 euro.

Passando dal secondo al quarto scaglione, un contribuente con un reddito imponibile di 60.000 euro lordi avrà una aliquota del 43% e una tassazione di 18.700 euro, con un'incidenza dell'IRPEF sul reddito complessivo del 31,17%. Il calcolo dell'imposta lorda, in questo caso, è di 14.400 euro più 4.300 euro, ossia il 43% di 10.000 (60.000 meno 50.000), la parte di reddito eccedente che supera i 50.000 euro. I 18.700 euro di tasse sono il cumulo di 3.450 (23% da 0 a 15.000 euro) più 3.250 (25% da 15.001 a 28.000 euro) più 7.700 (35% da 28.001 a 50.000 euro) più i 4.300 dello scaglione di appartenenza.

Dal 1° gennaio 2022, infine, sono cambiate pure alcune regole relative al bonus IRPEF (continuano a percepire 100 euro al mese in busta paga i dipendenti con reddito fino a 15.000 euro annui, mentre il trattamento è ridotto fino a e annullato sopra i 28.000 euro) e alle detrazioni fiscali su pensione, lavoro e figli a carico. In quest'ultimo caso, non esistono più le detrazioni per quelli sotto i 21 anni, sostituite dall'introduzione dell'Assegno Unico e Universale Figli (AUUF). Gli unici sgravi rimasti in questo ambito sono per determinate spese sostenute per  figli e familiari a carico, che come abbiamo spiegato restano detraibili.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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