Il settore difesa al centro dell’attenzione degli investitori mentre Trump vuole imporre restrizioni e dividendi alle società Usa del comparto Le prospettive analizzate dagli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti).
L’apertura del 2026 ha segnato un punto di volta geopolitico non banale. Il raid Usa in Venezuela, con cui gli Stati Uniti hanno messo fine alla dittatura di Maduro, ha scompaginato il tradizionale modus operandi cui erano abituate le diplomazie internazionali. La postura aggressiva dell’amministrazione Trump ha messo il turbo ai titoli della difesa, specie quelli europei. Dietro ai rialzi di Borsa vi sono soprattutto le parole del presidente Usa sulla Groenlandia.
Il rinnovato ed esplicito interesse verso il territorio danese suggerisce la disponibilità a tradurre in pratica ambizioni dichiarate da tempo. In un contesto che in Europa vede tempi ancora lunghi nei dialoghi per la fine della guerra tra Russia e Ucraina, la pressione americana verso il territorio di un alleato Nato introduce una nuova fonte di incertezza all’interno dell’Alleanza. Sopratutto ribadisce la necessità per gli europei di rafforzare le proprie capacità nel settore difesa.
I piani di spesa europei sembrano così sempre più blindati, con le proiezioni arrivate a 420 miliardi entro il 2028, dai 350 miliardi spesi del 2025. A beneficiarne soprattutto i campioni del settore, da Leonardo a Rheinmetall e Bae Systems. Se la spinta in Borsa legata a questo flusso di notizie appare evidente, interessante notare come le aziende della difesa europea potrebbero trarre giovamento anche dalla volontà di Trump di portare il budget militare Usa a 1.500 miliardi nel 2027.
Si tratterebbe di una crescita di oltre il 66% rispetti ai 901 miliardi di dollari approvati dal Congresso per il 2026. Se indubbiamente questa è una buona notizia per il settore a stelle e strisce, sono le parole e le intenzioni di Trump a rendere più attraenti le aziende europee in questa fase. Il presidente Usa ha messo nel mirino il settore e vuole imporre restrizioni esplicite ai buyback e alla distribuzione dei dividendi, oltre a controllare la retribuzione degli a.d. americani. Tutti fattori che aumentano i premi di rischio di governance e normativi per le aziende Usa a favore di quelle europee.









