Settore difesa: in Borsa scattano le prese di beneficio

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Dopo una lunga corsa, accompagnata dalle tensioni geopolitiche internazionali, da qualche tempo il settore della difesa è preda delle prese di beneficio. L’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti). 

 

La volatilità che ha caratterizzato le ultime giornate di mercato non ha risparmiato i titoli della difesa, già da qualche settimana in ritirata dai massimi storici. Il settore nell’ultimo triennio è stato tra i più brillanti in Europa e molta di questa corsa è stata legata a doppio filo alla guerra tra Russia e Ucraina. Oltre a un clima generale meno favorevole al rischio, ad appesantire i corsi di Borsa sono state soprattutto le voci di un piano di pace in 28 punti portato avanti segretamente degli Stati Uniti nell’ultimo periodo.

Il percorso di de-escalation sta così spingendo gli investitori della prima ora a inevitabili prese di beneficio. Un movimento analogo peraltro si era registrato con la fine delle ostilità nella striscia di Gaza. Guardando al medio termine non si possono tuttavia dimenticare le basi su cui si è poggiato il rally del settore negli ultimi anni: l’incremento della spesa per la difesa previsto da diversi Stati, specie in Europa. Secondo i dati del Consiglio europeo, nel 2024 la spesa complessiva dei Paesi Ue ha raggiunto il valore record di 343 miliardi di euro, in rialzo del 19% rispetto all’anno precedente. Di questa cifra, oltre 106 miliardi sono stati destinati agli investimenti diretti, tra procurement di nuovi equipaggiamenti, R&D e modernizzazione delle forze armate. Un trend destinato a proseguire.

Il Bilancio Ue 2021‐2027 prevede 8,8 miliardi di euro per l’European Defence Fund (EDF), dedicati a progetti di ricerca e sviluppo congiunti tra Stati membri. Il meccanismo SAFE (Security Action for Europe) punta a mobilitare fino a 150 miliardi di euro per l’acquisto di equipaggiamenti militari europei. Il piano di “Prontezza alla difesa” potrebbe portare entro il 2030 a un ulteriore aumento degli investimenti fino a 800 miliardi di euro. Più in generale, dunque, le basi del settore appaiono solide e destinate a consolidarsi anche qualora la tanto attesa pace tra Russia e Ucraina dovesse realmente concretizzarsi.

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Redazione

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