Difesa e povertà: smilitarizzare i cuori, la vita dei popoli non è un gioco tra potenti

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Correva l’anno 2021, il mondo era in piena emergenza pandemica, l’Ucraina era ancora libera e la Striscia di Gaza non aveva conosciuto la devastazione su larga scala. Papa Francesco, gridava però già l’auspicio: “Più vaccini distribuiti equamente e meno fucili venduti sprovvedutamente”. Il cuore e i pensieri del Pontefice correvano alla violenza e alla guerra cui si assisteva nel mondo e ancora di più alla sua forte preoccupazione per “l’anestesia della compassione”, l’indifferenza.

Il confronto tra la spesa in armi e la spesa in povertà
Il confronto tra la spesa in armi e la spesa per il contrasto della povertà

L’atteggiamento che Papa Francesco denunciava era quello di chi assiste al dolore dell’umanità ferita “quasi fosse un gioco guardato a distanza”, perché “il dolore degli altri non mette fretta”, diceva. Citava i caduti, i migranti, i bambini intrappolati nelle guerre, privati della spensieratezza di un’infanzia di giochi, e nella cerimonia di chiusura della 35ma edizione dell’Incontro per la Pace dichiarò: “Tutto questo mi tocca, sarebbe potuto accadere anche qui, anche a me”.

Oggi, nella società globalizzata che spettacolarizza il dolore, ma non lo compatisce, abbiamo bisogno di “costruire compassione”. Di sentire l’altro, di fare proprie le sue sofferenze, di riconoscerne il volto. Questo è il vero coraggio, ‘il coraggio della compassione‘, che fa andare oltre il quieto vivere, oltre il ‘non mi riguarda’ e il ‘non mi appartiene’. Cosa potrebbe dire oggi alla luce della guerra in Ucraina e del martirio del Popolo Palestinese?

E se vedesse i conti pubblici dell’Unione europea? La spesa per la difesa dell’Ue raggiunge i 343 miliardi di euro nel 2024, con un obiettivo di 381 milioni nel 2025. Per quanto riguarda il contrasto alla povertà diretto, l’investimento europeo registra 3,8 miliardi di euro, 100 volte meno quello in armi. Ci servono davvero così tanti fucili o abbiamo bisogno di più pane? In un contesto dove oltre 1 persona su 5 è a rischio povertà: nel 2024 erano circa 93,3 milioni gli europei a rischio di povertà o di esclusione sociale, pari al 21,0% della popolazione totale.

Facciamo abbastanza per la DIFESA di questo 20% della popolazione? Qualche ottimo segnale esiste, i 3,8 miliardi sono quelli destinati a una straordinaria iniziativa di “difesa” degli ultimi, attraverso la costituzione del FEAD (Fondo di aiuti europei agli indigenti), il cui obiettivo è alleviare le forme più gravi di povertà negli Stati membri, fornendo aiuti materiali come cibo, vestiti e beni essenziali, e sostenendo misure di inclusione sociale. Papa Francesco individuava nella avidità insaziabile dell’uomo la ragione fondamentale che porta a riversare “sul creato l’inquinamento del nostro cuore”. E concluse la conferenza con un auspicio “possano potenti e ogni buon cristiano porsi in ascolto dei gemiti della madre terra e dei suoi abitanti più poveri e feriti, che subiscono così tanta violenza”.

 

A cura di Paolo Ceccherini, Università di Siena.

 

 

 

 

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