L’intelligenza artificiale ha un nuovo indirizzo in Europa: si chiama Francia, e ci arriva Softbank. Il conglomerato guidato da Masayoshi Son ha annunciato al summit Choose France 2026 un impegno da 75 miliardi di euro in cinque anni per infrastrutture di intelligenza artificiale in Francia, il più grande investimento del settore mai realizzato nel continente. Intanto in Borsa il titolo ha segnato un massimo storico a Tokyo, trascinando il Nikkei 225 oltre quota 67.000 punti per la prima volta e scalzando Toyota dalla vetta delle società giapponesi per capitalizzazione. Dietro l’ascesa del gruppo, la scommessa su Arm Holdings e la plusvalenza su OpenAI stanno ridefinendo il profilo globale di Softbank.
In questo articolo:
- Bosquel, cuore del piano AI europeo di Softbank
- Softbank trascina il Nikkei ai massimi e sorpassa Toyota
- Arm e OpenAI: le due leve dell’ascesa AI di Softbank
Bosquel, cuore del piano AI europeo di Softbank
Il punto di partenza concreto di questa strategia è un campus di data center da 1 GW a Bosquel, nella regione settentrionale degli Hauts-de-France, sviluppato attraverso una joint venture a maggioranza Softbank costituita con la società francese Sesterce. Il progetto è parte integrante del più ampio impegno da 5 GW annunciato al summit e punta a fare della Francia un hub europeo di riferimento per le infrastrutture AI. La localizzazione è stata scelta per la prossimità ai principali centri economici continentali come Parigi, Bruxelles, Amsterdam, Londra e Francoforte e con l’obiettivo di servire i mercati europei con carichi di lavoro per l’intelligenza artificiale avanzati a bassa latenza. Il campus è progettato con criteri di scalabilità e sostenibilità per rispondere alle esigenze del crescente ecosistema AI europeo. Tra i partner industriali figurano Schneider Electric, che fornirà i propri moduli tecnici ai siti senza rendere noti i dettagli finanziari dell’accordo, ed EDF, il colosso nucleare statale che ha ceduto a Softbank una delle proprie ex centrali elettriche da convertire in data center. Tre siti, incluso uno a Dunkerque, sono previsti operativi entro il 2031, mentre ulteriori localizzazioni in diverse aree della Francia sono già in fase di pianificazione.
“L’intelligenza artificiale plasmerà la prossima era della tecnologia, dell’industria e del progresso umano, e questo futuro richiederà una nuova generazione di infrastrutture“, ha affermato Masayoshi Son, ceo di Softbank Group, aggiungendo che “Bosquel rappresenta un passo importante nell’impegno di Softbank a contribuire alla costruzione di queste fondamenta in Francia, unendo capacità di calcolo su larga scala e solide partnership locali a supporto dell’ecosistema europeo dell’intelligenza artificiale”. Youssef El Manssouri e Anthony Tchakerian, rispettivamente ceo e direttore generale di Sesterce, hanno definito l’accordo “un momento cruciale per Sesterce e per il futuro delle infrastrutture sovrane per l’intelligenza artificiale in Europa”, sottolineando il potenziale di Bosquel come “AI Factory di punta, combinando energia, potenza di calcolo ed esecuzione su scala sufficiente per la prossima generazione di intelligenza artificiale”.
Softbank trascina il Nikkei ai massimi e sorpassa Toyota
L’annuncio francese ha coinciso con una seduta da record a Tokyo. Le azioni di Softbank hanno toccato lunedì un nuovo massimo storico a 8.546 yen, con un rialzo superiore al 13%, contribuendo per 618 dei 709 punti complessivi di guadagno del Nikkei 225, che ha chiuso la sessione mattutina a 67.038,24 punti, oltre la soglia dei 67.000 per la prima volta nella storia, con un picco intraday a 67.231,28. La capitalizzazione del conglomerato ha raggiunto i 48 trilioni di yen (circa 305,8 miliardi di dollari), superando Toyota Motor — scesa del 4,8% nella stessa seduta con una capitalizzazione di circa 45.700 miliardi di yen — e consacrando Softbank come società di maggior valore del Giappone. Dall’inizio del 2026, il titolo segna un progresso superiore all’80%.
La seduta ha evidenziato una marcata divergenza interna al listino: solo 73 dei 225 componenti del Nikkei hanno chiuso in territorio positivo, a fronte di 152 ribassi, mentre il più ampio indice Topix ha ceduto lo 0,2%. Tra i 33 gruppi industriali della Borsa di Tokyo, i titoli IT hanno guidato i rialzi con un balzo del 4,3%, mentre il comparto automobilistico ha registrato le perdite più consistenti, con un calo del 4,2%. Maki Sawada, strategist di Nomura Securities, ha osservato come l’interesse all’acquisto si stia estendendo ai titoli AI rimasti indietro, citando Murata Manufacturing, balzata del 14,1% come miglior titolo del Nikkei in percentuale, pur segnalando che i timori di sopravvalutazione restano radicati, in un contesto segnato dall’incertezza sul Medio Oriente.
“Rendimenti così non si vedevano dal biennio 1971-1972, dove il Nikkei conseguì un rendimento intorno al 140% tra novembre 1971 e gennaio 1973, rendimenti incredibili che rivediamo ora dopo circa 55 anni. Un Nikkei così gli investitori retail non lo hanno mai visto e questo rappresenta una vera e propria eccezione dal punto di vista della lettura generale dei mercati”, ha commentato David Pascucci, market analyst di XTB. Secondo l’analista, a incidere è anche un cambiamento strutturale dell’economia nipponica: “Dopo 35 anni, il Giappone sembra uscito dalla spirale inflazione-deflazione che ha caratterizzato l’economia nipponica dalla fine degli anni 80. Questo potrebbe essere uno dei motivi, insieme al fatto che la BoJ ha alzato i tassi mentre l’inflazione si trovava sui massimi, evento mai avvenuto in precedenza”. Pascussi segnala una situazione non priva di tensioni: “Ora l’inflazione in Giappone è calata drasticamente a 1,4%, strano considerando il fatto che sono importatori di petrolio proprio dalla zona di Hormuz, il tutto con uno yen che si trova sui minimi con il dollaro seppur supportato dagli interventi della BoJ. Situazione molto particolare, molto ‘tirata’ e che potrebbe vedere uno stop a breve dovuto alla forte discrepanza con i fondamentali“.
Arm e OpenAI: le due leve dell’ascesa AI di Softbank
Tuttavia, a spiegare la traiettoria del titolo non bastano i numeri di una singola seduta, in quanto il rally affonda le radici in un riposizionamento strutturale del gruppo attorno all’intelligenza artificiale. Il motore principale è Arm Holdings, azienda specializzata nella ricerca e nello sviluppo di microprocessori, di cui SoftBank detiene circa il 90% Le azioni del produttore britannico di chip hanno più che triplicato il proprio valore dall’inizio del 2026, dopo che Nvidia ha annunciato nuovi processori basati su architettura Arm sviluppati con Microsoft per dispositivi Windows. Il modello di business di Arm si fonda principalmente sulle royalty legate alla licenza della propria tecnologia: l’adozione da parte di Nvidia, che integra l’architettura in una serie di nuovi processori presentati lunedì, amplia la base di potenziali proventi per la società. La forza di Arm si traduce direttamente in rendimenti più elevati per Softbank, che considera la partecipazione nel produttore britannico il nucleo della propria esposizione al boom dei chip per l’AI.
A rafforzare ulteriormente il sentiment positivo degli investitori, nelle settimane precedenti Softbank aveva reso noto un guadagno straordinario sulla propria partecipazione in OpenAI, consolidando la percezione del conglomerato come uno degli attori più esposti alla crescita dell’intelligenza artificiale a livello globale.









