S&P500: vicino un punto di svolta? Cosa dice il Fear&Greed index

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Non si arresta il sentiment di paura sui mercati azionari americani di inizio 2025: lo dice il Fear&Greed Index della Cnn, che offre un’istantanea del comportamento degli investitori e può aiutare a identificare i momenti di eccessivo ottimismo (greed=avidità) o pessimismo (fear=paura). Il valore dell’indice varia tra 0 (extreme fear) e 100 (extreme greed). Dal confronto dell’indice con l’andamento dell’S&P500 possono emergere utili indicazioni sui possibili punti di svolta del mercato. Alessia D’Imperio e Paolo Ceccherini, ricercatori dell’Università di Siena (Unisi), analizzano i singoli componenti dell’indice per capire come potrebbe muoversi la Borsa USA.

Alla rilevazione del 11/03/2025 (Figura 1), il Fear&Greed index si attesta su un valore di 16, confermando un sentiment di estrema paura con un minimo dell’indicatore in data 10 marzo su un valore pari a 14.

 

Il Fear&Greed Index rilevato l'11 marzo 2025 alle ore 12:34
Il Fear&Greed Index rilevato l’11 marzo 2025 alle ore 12:34 – Fonte: Cnn

 

I timori legati alle conseguenze della politica commerciale di Trump affossano l’S&P500 e Wall Street. La caduta coinvolge tutti i principali indici che hanno azzerato la crescita del così detto Trump Trade a valle dei risultati elettorali di novembre. Pesano le parole del presidente che è pronto a far vivere all’economia USA “un periodo di transizione”, dove non esclude una parentesi di recessione.

Dura la reazione degli investitori che hanno accelerato le prese di profitto partendo dal settore tecnologia dove le magnifiche sette Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla hanno subito perdite importanti. Sul fronte inflazione, il presidente della Banca centrale americana (Fed), ritiene che l’economia degli Stati Uniti si trovi ad affrontare un elevato livello di incertezza e che il ritorno al target del 2% resti “pieno di insidie”. I progressi sono significativi e questo ha aperto a stimare tre tagli da parte della Fed per il 2025, tuttavia la politica commerciale dei dazi complica lo scenario e potrebbe riservare brutte sorprese anche sul fronte inflattivo.

Da dove deriva il Fear&Greed Index?

Il Fear&Greed Index è il frutto della combinazione di sette indicatori che, in maniera diversa, misurano le emozioni che guidano gli investitori in un dato momento di mercato: Market momentum; Stock price strength; Stock price breadth; Put and call options; Volatilità del mercato (Vix); Domanda di beni rifugio; Domanda di obbligazioni spazzatura (junk bond). L’indice attribuisce a ciascun indicatore lo stesso peso. Come si possono interpretare i singoli indicatori?

 

  • Il Market momentum è il confronto tra l’S&P 500 e la sua media mobile a 125 giorni. Quando l’S&P 500 è al di sotto della sua media mobile dei 125 giorni di negoziazione precedenti si ha un segnale ribassista (extreme fear). Attualmente l’indice naviga in area 5.600 punti mentre la media mobile a 125 giorni veleggia a quota 5.800.
  • Lo Stock price strength è il numero di azioni sul Nyse ai massimi rispetto a quelle ai minimi nelle ultime 52 settimane di negoziazione. Quando ci sono molti più minimi che massimi, si ha un segnale ribassista (attualmente extreme fear).
  • Lo Stock price breadth è il numero (o volume) di azioni al rialzo rispetto a quelle al ribasso sul Nyse. Un valore basso, come quello corrente, è un segnale ribassista di estrema paura.
  • Il Put and call options è il rapporto tra il numero di opzioni call acquistate rispetto al numero di opzioni put. Quando il rapporto tra put e call aumenta, di solito è un’indicazione di maggiore paura degli investitori. Dunque un put/call ratio inferiore a 1 è considerato ribassista (extreme fear).
  • La misura più nota del sentiment del mercato è il CBOE Volatility Index, o Vix. Il Vix misura le fluttuazioni previste dei prezzi o la volatilità delle opzioni sull’indice S&P500 nei successivi 30 giorni. La chiave è guardare il Vix nel tempo. Tende a essere più basso nelle fasi di mercato rialzista (greed) e più alto nelle fasi ribassiste (fear). Al momento è in una zona di estrema paura.
  • La domanda di beni rifugio (safe haven demand) è la differenza tra il rendimento delle azioni e quello dei Treasury bond USA negli ultimi 20 giorni di negoziazione. Un rendimento dei Treasury bond USA maggiore di quello azioni, come nello stato attuale, indica che gli investitori si aspettano un crollo del mercato ed è dunque segnale di paura.
  • La domanda di junk bond misura lo spread tra i rendimenti delle obbligazioni a basso rischio/rendimento e quelle ad alto rischio/rendimento (“spazzatura” o junk bond). Una minore differenza (o spread) tra i rendimenti dei titoli spazzatura e i titoli di Stato più sicuri è un segno che gli investitori si stanno assumendo un rischio maggiore è dunque sono più avidi (greed).
L'indicatore Safe haven demand rilevato l'11 marzo 2025 alle ore 12:44
Safe haven demand – Fonte: Cnn. Dati rilevati alle 12:44 dell’11 marzo 2025.

 

Cosa ci sta dicendo il Fear&Greed Index

Il Fear&Greed parte dal presupposto secondo cui l’eccessiva paura conduce a una fase di ipervenduto che fa scendere i prezzi delle azioni al di sotto dei loro valori fondamentali e aiuta dunque a identificare un segnale di ingresso nel mercato. L’eccessiva avidità, d’altra parte, determina l’effetto opposto, conducendo a una fase di ipercomprato.

Come visibile dalla timeline dell’indicatore esposta più in basso e sovrapposta all’andamento dell’S&P500, il trend attualmente in corso ha avuto inizio a metà dicembre 2024 con un minimo assoluto per il Fear&Greed in data 10 gennaio 25.

Dalla figura emerge che, storicamente, valori del Fear&Greed inferiori a 30 come nel caso attuale siano precursori di trend rialzisti e che le correzioni al rialzo risultano essere più veloci e durature rispetto a quelle al ribasso. Questo perché, in linea con la myopic loss aversion, la reazione emotiva alle perdite è sistematicamente più forte e veloce della reazione a guadagni di pari importo. Tenuto conto di questo, il Fear&Greed è un utile strumento per la ricerca dei minimi di mercato e dunque delle occasioni di ingresso.

 

Il grafico sovrappone l'andamento dell'S&P500 e del Fear&Greed index che può aiutare a individuare i possibili momenti di svolta del mercato azionario
Il Fear&Greed Index a confronto con l’andamento dell’S&P500 – Fonte: Macromicro.me

 

 

 

 

 

Immagine di Redazione

Redazione

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