La Nasa ha assegnato i primi contratti del programma Moon Base, volto alla costruzione di una base spaziale sulla Luna. Ad aggiudicarseli non è il re dello spazio del momento, Elon Musk con la sua SpaceX prossima alla quotazione, ma Jeff Bezos con Blue Origin. Il Blue Moon Mark 1 Endurance lander della società di Bezos sarà il protagonista della prima missione, attesa nella parte finale dell’anno. L’accordo vale 188 milioni di dollari con possibilità di arrivare a 280,4 milioni.
In questo articolo:
- Blue Origin davanti a SpaceX nella nuova corsa alla Luna
- Space economy alle stelle: nel 2040 arriverà a 1.700 miliardi di dollari
Blue Origin davanti a SpaceX nella nuova corsa alla Luna
Nel 2021, era stata SpaceX a vincere un contratto da 2,9 miliardi di dollari per sviluppare lo Starship HLS, il primo sistema di atterraggio per il programma Artemis. Sarà però Blue Origin a condurre la prima delle tre missioni robotiche Moon Base. Blue Origin porterà il lander Blue Moon Mark 1 Endurance al Polo Sud lunare nell’autunno 2026. SpaceX è stata invece esclusa in questa prima fase del progetto per la cotruzione di una base lunare.
Sono nel complesso tre le missioni previste dalla Nasa per stabilire una presenza sostenibile dell’uomo sulla Luna. Moon Base 1, affidata a Blue Origin, partirà nell’autunno 2026 trasportando strumenti scientifici e testando l’interazione dei propulsori con la superficie lunare. Moon Base 2 seguirà entro la fine del 2026 con il lander Griffin-1 di Astrobotic, che invierà un piccolo rover e circa 500 kg di rifornimenti per esercitarsi nel movimento di carichi. Moon Base 3 utilizzerà il lander IM-3 di Intuitive Machines sempre nella fine del 2026.
I contratti annunciati dalla Nasa includono pertanto non solo Blue Origin ma anche altre società nell’ambito della Space economy, che ha subito un’accelerazione negli ultimi mesi. Astrolab riceverà 219 milioni di dollari per sviluppare il Clv-1, un rover a conduzione umana per trasportare gli astronauti e i rifornimenti. Lunar Outpost svilupperà invece Pegaso, un rover leggero e autonomo, conducibile da remoto, per 220 milioni di dollari. Firefly Aerospace riceverà 75 milioni di dollari per la costruzione di droni di esplorazione della superficie lunare, in particolare nei pressi del Polo sud dove verrà costruita la base.
Space economy alle stelle: nel 2040 arriverà a 1.700 miliardi di dollari
Il decollo verso il triliardo di dollari è in corso e le società che operano nell’ambito della Space economy potrebbero presto diventare nuove società record in Borsa. Nel 2026 il valore della Space economy globale raggiungerà i 447 miliardi di dollari, con una crescita degli investimenti che, nel corso dell’anno passato, è stata del 48%. Secondo gli analisti di Morgan Stanley il giro d’affari dovrebbe triplcare entro il 2040 attestandosi in un’ampia forchetta tra 1.100 e 1.700 miliardi di dollari.
La quotazione di SpaceX a Wall Street sarà, non a caso, l’evento più importante dell’anno e la più grande ipo della storia. Nel frattempo la pattuglia delle società già presenti sui listini aumenta. Nel giro rientrano anche Rocket Lab Usa, Northrop Grumman, Locheed Martin e Boeing.









